Aston Martin: il DNA di essere oltre da sempre

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Le automobili sono parte della nostra vita.

Lo sono come elemento culturale e non solo di lifestyle od economico.

E lo sono come parte integrante di un viaggio a molte dimensioni.

Oggi parliamo di una leggenda Britannica come Aston Martin e per capire come sia leggenda in un contesto che fa si che l´automotive sia cultura partiamo per un viaggio a diverse sfacettature per poi arrivare alla conclusione del poliedro.

Una conclusione che si chiama Aston Martin.

Sfacettatura 1: economia

La automobili sono il piu´ grande investimento della nostra vita dopo l´acquisto di una casa e la formazione.

Non ci pensiamo mai ma ci fa capire come siano un elemento chiave nel Pil delle economie.

Sia delle nazioni che le producono che di quelle che le comprano dato che gli andamenti del mercato dell´automotive e di quello immobiliare sono quelli piu´ importanti per le previsioni di una economia.

Case ed auto ed il cerchio si chiude e passiamo ad una altra sfacettatura.

Sfacettatura 2: tecnologia

Le prime auto a batteria erano nate con la automobile agli inizi del  ventesimo secolo e vinse il motore a scoppio solo perche´ in quel tempo era piu´ semplice creare una rete di rifornimento basata sulla benzina che sulla elettricita´.

Ovvero tecnologia da sempre.

Ed alla avanguardia dato che oggi si traduce sempre e comunque nel concetto chiave della qualita´di vita.

Vita dentro le auto dato che in media passiamo almeno 3 anni di vita dentro una automobile viaggiando. Dal comfort alla sicurezza passando per la intereattivita´ col mondo.

Vita intorno alle auto divenendo sempre piu´ un componente attivo dell´essere smart delle nostre citta´.

Ed ovviamente rispettando sempre piu´ l´ambiente.

Sfaccettatura 3: underground

Ovvero il mistero, il fascino, la avventura e perche´ no la  “ribellione” del viaggio.

Da Koruack alla Autoroute 66.

Coast to coast e chi scrive lo ha fatto a bordo di una Mustang che merita ogni goccia di leggenda intorno ad essa che si e´distillata negli anni generazione dopo generazione.

Ma anche la Autoroute 66 del Mediterraneo, ovvero la nostra Autostrada del Sole che lo attraversa attraversando un paese che innerva storia e vita.

Sfaccettatura 4: mainstream

Ovvero il nostro inconscio collettivo che attraversa le culture e ci fa trovare dei punti di contatto non livellanti nel conformismo.

Ci sono tanti modi per evidenziarlo e proviamo con questo, ovvero con una lista di nomi che sono protagonisti del nostro mainstream universale.

Thelma & Luoise, Diabolik, Lupin III, Stasky & Hutch, Walt Kowasky, Sonny & Rico, Erich Stahler, per 8 volte ma ne sono previste almeno 10 Dominic Brian e Mia e solo per citarne alcuni.

Solo i protagonisti di film, serie televisive,cartoon noir, manga e videogame legati ad una auto?

No, molto di piu´.

Molto di piu´dato parliamo di uno stile di vita, ovvero di una cultura che i personaggi possono incarnare grazie alle automobili che guidono.

Icone dei loro tempi perche´ le loro auto erano parte della loro vita come simboli che quelle culture esprimono in termini di lifestyle.

Da Lupin III per i tycoon del boom tecnologico del Giappone  a tutti gli altri attraversando ceti sociali, luoghi e tempi uniti in un poliedro che altro non e´che la nostra cultura metropolitana.

Un poliedro a quattro ruote.

Pensiamoci su e vediamo che questi personaggi iconici sono uno stile di vita.

Una cultura in un tempo ed in un luogo che deve anche alle loro auto il fatto che giungano a noi inalterati nel loro fascino.

E questo accade “solo e semplicemente” perche´questa automobili sono una espressione della cultura.

Ma un momento ne manca uno.

E chi manca?

James Bond.

Elegantissimo nei suoi completi Made in Italy.

Raffinato nel bere esclusivamente champagne e nel mangiare caviale selezionatissimo.

Esigente nel definire il tempo usando sempre un esclusivo segnatempo svizzero.

E performante al volante.

Ma guidando cosa?

Ovviamente una Aston Martin.

Una leggenda Britannica come 007 non poteva che guidare una icona Britannica come la Aston Martin.

A partire dalla favolosa Aston Martin DB5 che ce lo ha fatto conoscere in Goldfinger nel 1964.

E che abbiamo ammirato in Skyfall nel 2012 come conferma che la classe non ha tempo.

Semplicemente lo definisce in un momento e poi si proietta nel futuro come riferimento intorno a cui si scrivono e riscrivono le narrative.

Aston Martin appunto.

Un gioello che attraversa le generazioni immutato dato che ha segnato, pardon ha congelato il tempo intorno ad ogni modello quando appare.

Immutabile  in quanto sempre attuale.

E sempre attuale in quanto sempre un passo avanti agli altri.

Poi le parole si sprecano.

Icona, leggenda,  status symbol e via dicendo.

Ed e´ un dicendo in cui il dire che le parole si sprecano non e´ sminuire ma esaltare dato che ci si accorge che non servono.

Come di fronte ad ogni capolavoro le parole sono un fastidioso brusio dato che e´ la emozione che conta.

Emozione?

Basta una semplice foto di una Aston Martin per capire cosa significhi emozione quando si parla di auto.

Il resto e´ noia.

No?

Eh, si e qui il poliedro si chiude fondendo sogno e realta´.

Ed e´possibile perche´ ogni Aston Martin ci ricorda che la creativita´ e´ solo ed esclusivamente il frutto della fusione tra la competenza e la fantasia.

La competenza dei migliori ci porta al limite del possibile.

Poi la loro fantasia va ben oltre ed alza la asticella segnando il nuovo da emulare e battere.

Aston Martin, appunto!