Meta-analisi Benessere: vivere il fashion da persona matura

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

 

Può sembrare strano parlare di fashion in uno spazio dedicato al benessere ma non lo è.

Non lo è dato che il benessere è un delicato quanto dinamico equilibrio tra i diversi ecosistemi in cui viviamo il quotidiano. Per meglio dire attraversiamo da protagonisti le varie dimensioni della vita.

Parlando di fashion e di design sostenibile abbiamo visto come alla fine esprimano un alfabeto sociale che comporta anche una sorta di selezione democratica che include ed esclude senza mai ferire.

Quindi alla fine è linguaggio ovvero comunicare ed una buona comunicazione  aiuta il nostro benessere nel senso di una migliore interazione e sinergia.

In in mondo con più di 800 brand che ci rincorrono per averci come clienti e quindi come testimoni della ,loro particolare sfumatura nell’ alfabeto sociale della moda .

Possiamo quindi dire che il fashion è un mondo di tribù dove i confini sempre aleatori quanto dinamici del gusto delimitano con chi vogliamo stare.

La Fashion Tribe è poi anche Design Tribe come pure Taste Tribe e tutti parliamo il linguaggio del nostro gusto che ha la forma delle brand.

Ma lo facciamo in maniera pro-attiva ovvero matura e consapevole dato che siamo dei Seihai e non dei Haisei.

Ovvero?

Una persona Seihai è una persona che ha in quanto è.

Ovvero sceglie ed è protagonista.

Una persona Haisei è una persona che è in quanto ha.

Ovvero si fa imporre i dettami ed è succube di altri nel decidere.

Come fashion Tribù abbiamo il nostro pellegrinaggio che si snoda nei luoghi del culto del bello, di questa dimensione del bello.

Le Fashion Weeks sono i luoghi ideali dove ogni anno andiamo in pellegrinaggio per riconfermarci nei codici della moda che ci appartengono.

Laggiù migriamo ogni anno in un esotismo di colori e forme  in cui rinasciamo per la stagione successiva.

E questo come ci fa sentire?

Bene è un BEN-fare che ci fa  BEN-agire per scegliere per BEN-avere.

Noi scagliamo e noi siamo appagati.

Benessere,no?

Eh,si.

Un confluire di benessere che  è solo in superficie materiale in quanto appaga il nostro essere creativi.

E lo fa dandoci altre parole per il nostro alfabeto sociale.

Quello che da Seihai parla di noi e ci caratterizza nella fahion-tribe in cui ci riconosciamo.

Identità di gruppo?

Certo anche ma fruita in maniera nucleare in quando frutto di una scelta e non di una imposizione da moda.

Identità e quindi espressione di un alfabeto sociale e pertanto è anche cultura.

In questo e per questo il fashion è cultura.

Come lo è il cibo od il design ed è alta cultura dato che parla di noi.

Una danza complessa si vive in queste settimane di pellegrinaggio dove noi ci fondiamo per assorbire.

Poi?

La fashion week passa e torniamo dal pellegrinaggio per indossare la vita.

Anche col linguaggio del fashion.


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