Hot Spot Quotidiano 13: Dazi, Embarghi e sovranita´

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Sono molto interessanti le riflessioni di Pacal Lamy, il Francese ex- direttore generale della Organizzazione Mondiale del Commercio.

Riflessioni che completano quello che il Presidente Trump ha detto alla Assemblea Generale dell´ONU il 25 settembre 2018 ed introducono a quello che ha detto il Presidente Amaduro nella stessa sede il 26 settembre se collegato alle dichiarazioni bellicose del Presidente Erdogan nei mesi scorsi.

Ma del Presidente Venezuelano e di quello Turco parleremo domani.

Torniamo a Lamy.

1- le sanzioni all´ Iran

Lo scudo che ha creato la Unione Europea per proteggere il mondo bancario operante con gli Iraniani non servira´ piu´ di fronte al fatto che gli Usa toglieranno le licenze bancarie a chi opera con Teheran.

E non serve neanche il minacciare di usare altre monete al posto del dollaro.

Chi si fida di crypto-valute o di valute di paesi in cui, ad esempio, il sistema bancario interno e´ a rischio ed il mercato monetario non e´ collegato al mondo. Ovvero  dipende solo da quello che il potere politico di quel paese, la Cina, decide.

O chi si fida di un paese in cui fino a pochi mesi fa il candidato alla presidenza era stimato avere la stessa ricchezza in dollari della Banca Centrale del proprio paese e dove si vendono i dollari Statunitensi delle riserve per comprare non la valuta Cinese ma dei dollari di Hong Kong che sono in regime di assoluta parita´ con quelli Statunitensi. Ovvero e´ la FED che ne decide il corso de facto. E parliamo della Russia.

Un dato che riprendiamo domani. Ci ricordiamo delle minacce del Presidente Turco Erdogan di abbandonare la allenza con gli Usa e poi la Nato trovando altrove altri amici.

Beh, questi amici non li ha trovati e nel pratico non ha venduto i dollari delle riserve valutarie per comprare ramimbi o rubli. E neanche ha chiesto che il suo export fosse pagato con la lira Turca. E nemmeno si e´ limitato a chiederlo che lo fosse con altre valute internazionalmente diffuse come l´euro, la sterlina o lo yen ed ha beatamente continuato ad intascare dollari.

Ed in Italia dalla fine di maggio il Governo in carica e´ difeso contro la speculazione internazionale dai fondi Statunitensi che comprano contrastandola e non da quelli della Russia in bancarotta o da quelli dei Fondi Sovrani Cinesi.

Il resto e´ retorica.

2- dal multilateralismo ai contratti bilaterali nel commercio internazionale

Troviamo nelle parole di Lamy delle conferme di cose dette in solitaria mesi orsono.

De facto anche la Unione Europea ed il Gappone concordano con Washington sul fatto che la attuale struttura dei regolamenti nella Organizzazione Mondiale del Commerico, la WTO, tutalano delle pratiche come il dumping attuate dalla Cina.

E quindi sono da cambiarsi.

In questa ottica il minacciare come pure il realizzare selettivamente degli accordi bilaterali puo´ essere la necessaria spinta politica per modificare le cose.

In fin dei conti nessuno, dal Presidente Amaduro ai banchieri di Wall Street come Poteri Non Statuali, vuole distruggere questa infrastruttura internazionale di rapporti multilaterali ma solo e soltanto ridefinire la fetta di torta di ognuno.

3- i dazi sono una eccezione alla sovranita´ ?

Gli embarghi lo sono nel senso che puniscono anche chi non vuole parteciparvi.

I dazi anche nel senso che impattano sulla struttura economica di un paese per cause di politica internazionale.

Ma ed attenzione questo in se´ e per se´ non e´un male.

In che senso?

E quando e´ un male e quando non  e´ un male?

Non e´ un male nel senso che se i dazi impongono un costo che scoraggia della pratiche negative vanno bene,

Se il paese Alfa esporta con un prezzo generato da un costo del lavoro minore generato da politiche industriali negative come l´uso degli adolescenti piuttosto che di orari affaticanti o posti di lavoro inquinanti allora un dazio e´positivo.

Positivo come pressione esterna per indurre chi produce a cambiare queste situazioni negative dato che la imposizione del dazio vanifica i “risparmi” in termini del costo del lavoro ottenuto con le politiche negative indicate.

Lo stesso dicasi quando i risparmi sul costo del lavoro avvengono con delle produzioni che impattano sull´ ecologia.

In questo caso un dazio e´ a sua volta una sanzione che vanifica il risparmio, ad esempio, evitando il costo dei filtri.

Quindi in questo caso i dazi sono positivi in quanto agiscono come un concreto deterrente per modificare delle scelte industriali deleterie.

Ed ovviamente chi si presta a fare delle triangolazioni commerciali per ovviare a questi dazi e´ a sua volta complice di questa economia negativa.

In questa ottica il dazio come punizione di attaggiamenti da economica selvaggia e´ un potentissimo strumento geopolitico per ottenere una crescita resiliente. Ovvero per rendere sostenibile la sostenibilita´.

Quando i dazi sono un male?

Quando impattano sulla politica interna di una nazione colpendo la sua economia con un costo aggiuntivo che non sia motivato dalle ragioni prima indicate.

Nel pratico: colpire con un dazio una auto di lusso prodotta a Torino come pure un vino in Francia e´ riconducibile a questa condizione dato che dove si produce non si commettono abusi della forza lavoro e dell´ ambiente.

E quindi i dazi non sono altro che geopolitica come sempre detto.

Una geopolitica che si puo´attuare solo se si ha la forza per farlo e sul fatto che Washington abbia abbondantemente questa forza si rimanda alle nostre analisi in merito.

4 – la Brexit 

Interessante il porre il focus sulle frontiere intese come Frontiere degli Standard.

Questo porta alla tutela dei Consumatori in entrambi i lati.

Ovvero?

Focalizzarsi sugli standard che tutelino i Consumatori risolve tutto dato che per la dimensione relativa ai dazi ed agli allungamenti burocratici si ha una immediata soluzione che li elimina come dimostrano i trattati di area economica privilegiata in essere con i paesi Europei che non appartengono alla Unione Europea.

I Consumatori, in che senso?

Immaginiamo che nel Regno Unito sull´allevamento dei pesci si abbiano standard sanitari meno stringenti o si autorizzino medicamenti o cibi meno sicuri.

In questo caso essendo lo standard Britannico meno stringente e quindi meno tutelante allora su questi prodotti viene meno ogni regime da area economica previlegiata e si puo´ anche arrivare ad interdirne la importazione per motivi sanitari.

Molto semplice ed efficace.

Quindi attuare finalmente una tutela delle Persone.

La stessa tutela che la Unione Europea non ha attuato dopo la crisi del 2008 evitando di creare una propria agenzia di rating che agisse sui mercati.

Brussels ha chiaramente detto in piena crisi che non lo voleva fare per motivi politici ed allora nessuno, compreso i Sovranisti al governo od alla oppisizione, ha obiettato.

I danni per le Persone come risparmiatori e come lavoratori sono sotto gli occhi di tutti come dimostra la mega-multa risarcimento ottenuta dal Governo di Obama dalle societa´ di rating.

Una tutela che non si e´mai vista nella forma di un salario minimo comune in tutta la Unione Europea.

Invece di fare della vuota propaganda elettorale o di proporre analisi buone solo per la audience dei talk show perche´ non si propone invece un salario minimo per tutti dovunque nella Unione Europea.

Se una ora di lavoro costa lo stesso in termini minimi  in Italia, Romania, Germania piuttosto che in Ungheria od in Spagna od in Portogallo non si ri-disloca altrove per risparmiare sul lavoro.

Allora se si ridisloca viene meno questo utile alibi per le forze al governo, Sovraniste e Non Sovranite che siano, dato che in questo sono accomunate, e si vede che se non si ridisloca per pagare di meno chi lavora allora lo si fa solo ed esclusivamente perche´ il nostro Sistema Paese offre meno vantaggi rispetto ad un altro Sistema Paese.

Ma nessuno dai Sindacati ai Sovranisti od agli Europeisti parla di questo dato che tutti sono accomunati da un Komplottone kattivone di qualcuno a cui dare la kolpa e non fare nulla auto-assolvendosi con questo polpettone con cui ci ingozzano.

 

 

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