Connessioni che condividono che e´meglio del contaminare: Napoli e Verona

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Verona e Napoli hanno qualcosa in comune e Napoli e´ stata migliore di Verona nel coglierlo e svilupparlo.

Quindi per Napoli e´stata una occasione colta e metabolizzata mentre per Verona una mancata.

Di cosa si tratta?

La presenza di ingenti truppe Statunitensi nelle basi Nato.

E di quale occasione si tratta?

Per capirlo andiamo a Rimini.

53 anni fa a Rimini veniva inaugurato il primo pub Italiano.

Indubbiamente per merito della lungimiranza di chi lo fece ma anche di una condizione ambientale sicuramente non facilmente ripetibile in Italia.

Quale?

L´aereporto di Rimini fino al 2015 era anche militare ed era un importante elemento nel sistema difensivo nella Terza Guerra Mondiale, la Guerra Fredda, al punto che dei documenti desecretati in Bulgaria hanno dimostrato  che era uno dei bersagli dei missili nucleari Sovietici.

Negli anni della apertura del pub vi erano membri della Royal Air Force.

Ovvero Persone che quando erano libere da lavoro cercavano a Rimini qualcosa che fosse della loro terra.

Una cosa normale per tutti gli espatriati.

Ma questo puo´ anche essere letto col fatto che esisteva un mercato per un pub.

E quindi se gli imprenditori Riminesi trovaron ispirazione nel Regno Unito di certo sapevano anche di avere da subito dei clienti affezionati.

Lo stesso dicasi per i fast food e i primi booling in Italia che furono aperti ben prima degli anni ´80 del ventesimo secolo a Verona, Napoli, Pisa.

Ovvero ovunque la Nato garantisse una presenza di truppe Statunitensi che erano i clienti.

E questo ci riporta a Verona ed a Napoli chiarendoci ampiamente di cosa parliamo.

Dicevamo che entrambe le citta´avevano una nutrita presenza di truppe Statunitensi nel contesto della Nato.

Persone che quando erano in libera uscita volevano, al pari di tutti gli expatriates, trovare delle dimensioni, delle tracce sensoriali di casa loro.

Quindi non dobbiamo stupirci che ci fossero anche persone che suonassero la musica Statuinitense.

Rock, blues, jazz e via dicendo.

Persone che cercassero dei luoghi dove farlo e che magari poi vi lavoravano anche quando avevano tempo libero.

E da qui il condividere con dei musicisti locali il passo e´ breve, anzi brevissimo.

Lo disse una volta Pino Daniele ed e´un peccato che passi inosservato dato che e´ uno dei tanti esempi di globalizzazione positiva.

Il punto e´ che questa connessione di talenti ha generato una condivisione di musicalita´ che non si e´sviluppata a Verona.

Napoli in questo ha saputo meglio cogliere la occasione.

E da questa condivisione e´ nata poi una scuola musicale unica quanto bellissima.

Depiscopo, Sorrenti, Daniele ed altri … cosi´ Mediterranei ed unici.

Unici al punto di essere blues nel blues come pure soul nel soul.

 

 

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