Hot Spot Quotidiano 05: 300.000 Soldati Russi, ed allora?

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Iniziano oggi le piu´imponenti ed importanti grandi manovre dell´esercito Russo da 40 anni a questa parte.

Sulle implicazioni geopolitiche per chi,come il Premier Ungherese, si  e´ laureato ad Oxford con una borsa di studio di Soros, vuole una Nato piu´ dura contro Mosca ed ama i soldi della Unione Europea abbiamo gia´ parlato e se vi interessa vi rinandiamo all´ articolo clickando qui.

Vi partecipano circa 300.000 soldati, 1.000 aereomobili, 35.000 mezzi blindati da quelli che trasportano le truppe a quelli che spostano i cannoni semoventi ai carri da combattimento.

Indubbiamente sulla carta uno dei piu´ imponenti eserciti del pianeta opera in questa manovra.

Un manovra a cui partecipano dei reparti di elite Mongoli e Cinesi.

E questo spiega tutto ed il tutto non e´ per nulla tranquillizzante.

Apriamo una piccola ma utile premessa sulla Siria chiedendoci cosa abbia fatto Mosca alla fine delel fiera in Siria.

Inizia nell´ottobre 2015 e sebben abbia fatto un palese uso indiscriminato di tattiche di guerra come il bombardamento dei civili dichiarato come normale in aree con la presenza di nemici come pure di contractors, (almeno 300 sono morti in combattimento contro gli Americani ma il tutto e´ passato sotto un imbarazzato silenzio Russo), solo oggi siamo forse alla fine del conflitto.

Forse dato che alla fin fine e´ tutto da vedere che il conflitto non continui dopo la caduta della citta´ di Iblib anche a cause della presenza Iraniana sia con le proprie truppe che con gli Hizbollah.

Un conflitto in cui Putin arrivo´ anche alla palese dimostrazione di impotenza minacciando di usare non solo i bombardamenti contro i civili e di tollerare l´uso di armi chimiche ma anche l´arma nucleare contro i terroristi e si rimanda ad una analisi in solitaria in Italia che trovate clickando qui.

La marina Russa anche se la settimana scorsa veniva descritta come la dominatrice del Mediterraneo per una manovra con 34 unita´ e´nel Mediterraneo ed usa la base navale Siriana di Tartus per gentile concessione della Nato.

Difatti se la Nato bloccasse i Dardanelli o Gibilterra le navi Russe non potrebbero entrare nel Mediterraneo e neanche tornare a casa nei porti del Mar Nero e del Baltico.

A dimostrazione di quanto sia temibile e temuta si ricorda poi sommessamente che quando la  6. Flotta che nel Mediterraneo consta di sole 6 navi di cui 2 basate a Napoli senza alcun valore militare ha mandato 1 solo incrociatore di classe Ageschi per colpire Assad.

Beh, in quei giorni la flotta che viene descritta come dominatrice del Mediterraneo ha ricevuto l´ordine di levare l´ancora ed andarsene a tutto vapore badando bene di non incrociare la nave Statunitense.

E sono tornati a Tartus solo dopo che l´incrociatore se ne e´ andato e faceva rotta per la Spagna dove e´ basato.

Relativamente alla temible aviazione Russa sempre sommessamente si ricorda che quando hanno provocato i Turchi sono stati i Turchi con piloti addestrati  dalla Nato e con aerei Made in Usa ad abbattere i Russi. Abbattere con un F16 che e´stato concepito come aereo nel 1976 abbattendo un caccia che in Italia viene descritto come migliore dell´ F35, ovvero del solo aereo di 5. generazione al mondo.

Ed in merito alla potentissima forza di terra, ovvero i soldati di elite ed i contractors, sempre sommessamente si ricorda che sono stati i Curdi ed i Marines Statunitensi coadiuvati delle aviazioni Usa, Francese, Britannica e Giordana a conquistare Raqqa, ovvero la capitale dei Baghdadiani, (ISIS).

Infine e sempre sommessamente per non disturbare i Guru di Super Russia ricordiamo che Israele  fa quello che vuole in Siria ed i Russi non alzano un dito per fermarli mentre colpiscono i Siriani, gli Iraniani e gli Hizbollah.

Poi per quello che vale il potere militare senza quello economico come reale hard power con il massimo tono sommesso possibile ricordiamo che non sono i rubli della squattrinata economia Russa ma i dollari dei fondi di investimento Statunitensi che proteggono il Governo attuale in Italia comprando per contrastare la speculazione.

Alla luce di questi dati di fatto torniamo alla manovra.

Siberia, ultima frontiera.

Tutto qui.

Maledettamente tutto qui in termini geostrategici.

La Siberia  e´ l´oceano di terra che dalla Moscova i Russi hanno iniziato a conquistare secoli fa.

Negli stessi anni in cui prima i Portoghesi e po dopo gli Spagnoli, gli Olandesi, i Britannici ed i Francesi conquistavano oceani di acqua.

Una conquista che e´ finita nel continente Americano dato che anche l´Alaska fu annesso alla corona degli Zar per poi essere venduto agli Usa.

La Siberia e´ il problema geostrategico per eccellenza per Mosca e tutti ci ricordiamo il discorso che fece in merito nel 2000 durante la sua prima visita nella regione.

Il problema e´ di risorse.

In primis demografiche dato che la Russia vive un decennale calo dmeografico per il crollo dei livelli di qualita´della vita.

Poi finanziarie se pensiamo che dipende dall´andamento degli idrocarburi e che ad inizio 2018 si stimasse avere riserve per circa 45 miliardi di dollari quando le stime della ricchezza personale del Presidente Putini sono di circa 40 miliardi di dollari.

E tutte le alchimie per aver inventato la prima cryptovaluta al mondo, il cryptorublo, nel novembre 2017 non cambiano i termini della equazione strategica.

Quindi?

Oggi con questa manovra si analizza un possibile scenario di guerra in Siberia.

Uno scenario con la Cina.

Per chi sorridesse in merito pensando a come sia impossibile si suggerisce una rapida ricerca in Internet.

E trovera´che ve ne fu una nel 1929 ed una nel 1969 e sempre in Siberia.

Interessantissima quella del 1969 per il seguento motivo.

Mentre Mosca e Beijing erano alleate con i Nord Vietnamiti nella Guerra del Vietnam contro Washington nel 1969 si presero pesantemente a cannonate per una disputa di confine in Siberia.

E chiesero al Presidente Nixon di mediare per trovare un accordo e questo fu fatto da Kissinger.

Ne derivo´ un arimistizio che richiese poi 21 anni di trattative per portare alla firma della pace.

Ed a questo punto possiamo tutti smettere di sorridere.

La crisi Siberiana potrebbe esplodere in una finestra temporale tra 5 e 10 anni.

Ovvero domani.

Questo spiega anche la presenza di truppe di elite Mongole e Cinesi dato che le comunita´della World China, ovvero della diaspora Cinese, nelle regioni della Cina al confine sono in Mainland China.

Ovvero abitate da circa 450 milioni di persone sempre piu´ insofferenti per il benessere delle regioni costiere che non arriva in quelle interne. Ed infatti le cosidette “Vie della Seta” non sono altro che un tentativo un po´ maldestro di generare un innalzamento della ricchezza di queste regioni dato che in esse e´protagonista l´export di Made in Mainland China e non il Made in China delle regioni costiere.

E relativamente alla Diaspora Cinese in Siberia il controllo politico di Beijing e´ molto teorico come, ad esempio, dimostrano il fiorire di culti cristiani sincretici da decenni. Ovvero inesistente.

E se la guerra Siberiana iniziasse quello che oggi definiamo come un hot spot, ovvero le guerre nel Nord Africa e nel Vicino e Medio Oriente, sarebbero nulla al confronto.