Non viviamo in un mondo frammentato = antidoto percettivo e pratico contro l´isolarci (3/3)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Oggi nella prima parte di questa analisi che trovate clickando qui abbiamo definito il contesto storico in cui ha senso operare usando gli Universi Emozionali di Riferimento per anullare la frammentazione in cui ci perdiamo.

 Nella seconda parte che trovate clickando qui abbiamo definito i 6 pilastri concettuali alla base di questa metodologia che e´ la risultante della capacita´ di comprensione  realizzata da 11 discipline correlate tra di loro grazie al Leverage Cognitive Power.

Tutto e´in relazione.

Siamo gradualmente passati dal termine “sistema” a quello di Universo Emozionale di Riferimento per rendere il tutto piu´ divulgativo.

Poi abbiamo introdotto quello di Ecosistema per definire un Universo di Universi Emozionali di Riferimento ed ora quanto diremo nella terza puntata della nostra analisi ci consente di passare dal termine Ecosistema a quello ben piu´valido ed esplicativo di Metaverse, ovvero di Meta-universo.

Inoltre nella seconda parte di questa terza puntata della nostra analisi vedremo anche come l´Universo Emozionale di Riferimento sia migliore della tradizionale targhetizzazione.

Ed infine accenneremo a come se ne crea uno nella parte finale.

Prima di iniziare questa ultima puntata poniamo come premessa un altro concetto cardine dell´Universo Emozionale di Riferimento.

Parliamo della Complessita´ Intuita.

Cosa e´ la Complessita´ Intuita?

  • Si tratta di un insieme di realta´che siamo piu´ in grado di riconoscere che di definire.

E sono enormemente diffuse oggi.

Diffuse dato che è la norma ritrovarsi in condizioni dove convivono nel presente sia il passato, (nel senso che ci troviamo di fronte il “cosa e´ancora”), ed il futuro, (nel senso che ci troviamo di fronte il “cosa non e´ancora”).

La Complessita´ Intuita consente anche di convivere beatamente col fatto che oramai vviamo in un mondo in cui il punto non e´ “se” le cose accadono ma quanto piuttusto “quando” accadono.

Parliamo di Universi Emozionali di Riferimento perche´ e´ fondamentalmente certo che nessuno sistema naturale come pure artificiale possa sussistere senza risorse.

E tutte le risorse sono energia in una delle due quattro forme

Questo pianeta vive appunto grazie a quattro forme di energia cosi´classificabili:

  • Energie Emozionali: quello che amiamo e temiamo
  • Energie Sociali: quello in cui crediamo
  • Energie Materiali: dal denaro dato che la finanza e´ una forma di economia reale alle energie rinnovabili
  • Energie Dissipate: l´ammontare di energia che sprechiamo in termini emozionali, sociali come pure materiali.

Un utilizzo efficiente ed efficace delle energie crea ordine ed uno disfunzionale crea il disordine.

Ed ora possiamo dare la definizione di cosa sia un Universo Emozionale di Riferimento.

Definizione dell´Universo Emozionale di Riferimento, (UER):

  • e´ una realta´ complessa costituita da sub-insiemi definibili anche ma non solo mediante una classificazione dei target generata elaborando varie dimensioni del marketing per singergizzarle con altre tipologie di target sinergici, complementari e sicuramente non meno importanti  che sono definibili grazie a modelli di classificazione derivati a loro volta da adattamenti del Systems Thinking, della Counterinsurgency, della Contextual Intelligence, del Team of Teams e delle 3 componenti della Geostrategia, (Geopolitica, Geoeconomia, Geopercezione)
  • questi target/sub-insiemi una volta aggregati generano delle caratteristiche che sono di tipo collettivo
  • ed in quanto tali, ovvero appartenenti all´ Universo Emozionale di Riferimento, hanno delle caratteristiche che non sono di solito riscontrabili nei target quando sono considerati come singoli componenti
  • ed inoltre queste nuove caratteristiche assunte in quanto appartenenti ad un Universo Emozionale di Riferimento sono “altro e oltre” rispetto alla semplice somma e difficilmente sono prevedibili partendo dalle condizioni e caratteristiche di base di ogni target / sub-insieme
  • ogni caratteristica specifica che singolarmente o con piu´variabili costituisce un target non ha senso nel “crossing” continuo interno ad un UER e tra le sue componenti ed altri UER e non ha senso in quanto confluisce nell´encoded dell´UER
  • un Universo Emozionale di Rifermento e´ uno strumento concreto operativo on_off_line che viene creato come innovazione di sistema per generare un incremento ,(leverage), sostanziale nelle sinergie tra la dimensione Marketing e quella Commerciale
  • inoltre un UER e´ cosi´ flessibile che si puo´ tranquillamente implementare anche nel caso di funzioni esternalizzate come pure integrando la dimensione Marketing e Commerciale della Azienda o della Struttura Territoriale, (Citta´, Autorita´ Territoriale, Governo), con quella dei loro Distributori, Rivenditori, Importatori come pure di ogni altra Realta´ Promotrice-Venditrice.

Accade infatti che i target siano cosi´ belli ed invitanti per il fatto che poi, alla fine, abbiamo ciascuno le proprie specifiche caratteristiche seguendo le proprie codificazioni comportamentali.

Ma una volta definiti con una metodologia che e´la risultante della´adattamento di strumenti analici provenienti da 8 disciplina per crearne dei nuovi ad hoc abbiamo che questi “target” divengono dei sub-insiemi dell´Universo Emozionale di Riferimento.

Ovvero possiamo dire che ogni target si caratterizza per il fatto di essere parte di un UER allo stesso tempo non avendo perco´ consapevolezza dello UER come insieme.

E tutti questi target/sbu-insiemi generano un Universo Emozionale di Riferimento grazie a meccanismi che non operano in modo lineare ma bensi´ parallelo.

Ovvero grazie ai meccanismi di (retro)-azione multipla incorporati nelle loro interazioni interne come pure con gli ambienti esterni.

Il tutto in piena e funzionale coerenza col fatto che un insieme, (un EUR), sia sempre un qualcosa oltre ed altro la semplice somma delle sue componenti, (target).

E´ in buona sostanza un esito collettivo in cui come universo esprime caratteristiche che variano da quelle che ci si puo´aspettare dalla somma dei singoli target che lo costituiscono.

Pertanto un sistema complesso in grado di adattarsi agli stimoli se arriva a definire una sua Singolarita´ in Tempo Finito e se non lo fa cessa di esistere.

In questo caso ovviamente la Singolarita´ in Tempo Finito e´ il collante ed il propulsore dell´UER.

E tanto piu´ i target si connettono per divenire un UER tanto piu´ la loro semplicita´ costituente, (ovvero la loro caratteristica definente), passa dalla semplicita´ alla complessita´.

Ovvero ad essere un oltre ed un altro.

Un oltre dato che l´UER costituito e´ in grado di superare i limiti intrinsechi ai codici comporamentale di ogni singolo target.

Altro dato che quindi quello che puo´essere, accettare e fare non e´ riscontrabile , o lo e´ in minima parte, nelle caratteristiche base di ogni target.

A questo punto passiamo alla seconda parte di questa terza puntata della nostra analisi e vediamo come sia una evoluzione migliorativa del target per le applicazioni economiche e non solo per quelle.

Ma in questa analisi focalizziamoci su quelle economiche.

Le applicazioni economiche dell´Universo Emozionale di Riferimento

 Gli Universi Emozionali di Riferimento rendono inutili le tradizionali targhetizzazioni?

No, in quanto ne aumentano la efficacia sviluppando quello che le targhetizzaazioni non hanno in termini di comprensione della complessita´ attuale. Una complessita´ generata da un insieme di appartenenze e fedelta´, (Piramide delle Appartenenze), che possono essere capite solo se si ri-agglomerano i target partendo non dalle loro origini ma dalle loro fedelta´ ed appartenenze molteplici, sinergiche ed interagenti che alla fine generano un altro ed oltre che e´ appunto un EUR-

Ma non basterebbe unificarli, “sommarli”?

Assolutamente no. Il trovare il filo rosso che lega le appartenenze e fedelta´ delle Piramidi di Appartenenza in cui si trovano le coordinate delle mappe mentali delle persone non e´ uno strumento che complica ma uno che semplifica.

Ma non si genera un qualcosa che rispetto alla targhettizzazione tradizionale sia meno focalizzato e quindi piu´debole nel senso che la concorrenza possa arrivarci in piu´modi?  Con diverse strutture delle “6 P di Kottler”, (inseriamo qui anche People come ha definito nel 2016), tanto per capirci.

Tutto il contrario.

La fragilita´ intrinseca di ogni target era ed e´quella di essere mono-dimensionale. Ovvero di considerare solo una parte del tutto. E  come tutto puo´essere sia un Cliente B2B che uno B2C.

Un UER e´ invece molto piu´solido e profondo rispetto ad un target come pure ad una analisi multi-target in quanto va alla radice di quello che conta come risultante di tutte le appartenenze e fedelta´ sovrapposte che caratterizzano la vita delle Persone.

Siano essi dei Clienti B2C che i Buyer dei Clienti B2B.

In una frase: comprendendo pienamente a chi si parla le offerte raggiungono il massimo della specializzazione coprendo tutto lo spettro emozionale e razionale che fa decidere. Ovvero le aspettative delle mappe mentali.

Ma non si rischia di disperderci in troppe variabili e troppe relazioni da considerare?

No, anzi il contrario.

Un UER e´ come un condensatore di cosa motiva una Persona a scegliere tutte le dimensioni che chiamiamo target ma che in realta´ sono molto piu´ profonde in quanto appartenenze e fedelta´ sovrapposte.

Quindi un metaverse coprente a 360. partendo da cosa /come rende possibile appartenere a piu´dimensioni ed avere piu´fedelta´ in contempoaranea potendole gesitre nella propria mappa mentale.

Ma non si rischia di operare su un qualcosa che da un lato sia indubbiamente molto piu´emozionale ma che finisca col perdere di incisivita´dato che sono pochi valori trasversali?

No, questi non sono pochi valori trasversali ma quello che porta a generare la complessita´ di un soggetto.

Ovvero la sua Piramide di Appartenenze e le sue fedelta´.

Sia esso una Persona od una Azienda od un altro soggetto economico che deve attrarre e vendersi come una Citta´, un Territorio od una Nazione ma anche una Causa Politica.

Il tutto in cosa si traduce?

  • Mercati piu´ampi e quindi, se poi si sanno gestire ovviamente, anche piu´ espansione
  • Maggiore sintonia con le “pulsazioni del mondo”, ovvero su come si muovono i soggetti agenti sui mercati che non sono solo i Clienti od i Potenziali Clienti
  • Una maggiore connessione con tutto quello che ne consegue

Un EUR e´ solo analisi dei trend o si raggiunge solo con la analisi di trend nel modo in cui e´qui spiegata?

Assolutamente no coime si capisce chiaramente analizzando la metodologia di gestione dei progetti olistica maturata unendo le sapienze di 11 discipline che e´ chiamato Leverage Cognitive Power e che si trova clickando qui.

Se fosse questo sarebbe banale e basterebbe qualche software da Big Data … .

E questo ci porta alla terza parte di questa terza puntata in cui, come detto, introduciamo brevissimamente come pensare un EUR.

Iniziamo col dire cosa non e´.

Non e´ la banale somme dei target con cui si puo´ cercare di definire un Cliente B2B e B2C. Pensare ad una sorta di “ventaglio a 360 gradi” non ha senso dato che il punto non e´definire e collezzionare quanti piu´target /sub-sistemi siano riconducibili ad una Realta´, (Persona, Istituzione, Azienda, Territorio che sia), ma di definire le loro Piramidi di Appartenenza e da qui cogliere le componenti dell´aggregazione di tipo UER partendo dalla appartenenze multiple e delle fedelta´ sovrapposte ed ovviamente della loro interazioni.

Non e´ limitato in tutte le sue forme e neanche preoponderante su una dimensione fisica piuttosto che una digitale. Viviamo in un mondo che e´ un Dual di 4. Livello di cui trovate una inforgrafica clickando qui Le 4 tipologie di DUAL. Quindi un EUR e´ sia “on” che “off” line.

Non e´ un altro sofisticato analizzatore di trend  in quanto obiettivo e soluzioni si influenzano mentre si attua l´evento che deve portare ad un obiettivo. Con una estrema semplificazione possiamo dire che i trend definiscono le possibili “strade” in cui muoversi ma poi il come / quando /dove e con cosa e´altro. E questo altro alla fine concorre a generare uno strumento operativo di tipo UER.

Non si consegue con solo la analisi dei trend ma e´ una metodologia che a questa analisi  affianca elementi di 11 discipline in diversi settori e non solo, quindi, con metodologie legate al marketing piuttosto che al management. A sua volta la analisi di trend e´eseguita fondendo metodologie di diversi mondi dal marketing alla intelligence alla pianificazione militare come pure a quella del nation building ed altro. E quindi ben piu´ complessa della banale anslii di target.

Non e´ una banale evoluzione del marketing emozionale piu´ o meno “fuso” con il marketing relazionale.

Non e´ limitato solo ad una delle economie reali del pianeta. Ed abbiamo le seguenti 7 forme di economia reale legali, (7 su 8 dato che una e´illegale): industriale, agricola, finanziaria, intra-company , servizi, counter-trade, leverage power.

Non ha limiti di operabilita´ nelle 3 tipologie di mercati mondiali legali ( 3 su 5 dato che 2 sono illegali). Ovvero nei mercati privati legali ed in quelli pubblici aperti e criptati per motivi di sicurezza nazionale.

Abbiamo quindi visto cosa non e´.

Ora vediamo cosa e´.

Un Universo Emozionale di Riferimento e´ una struttura concreta costruibile sia nel mondo online che in quello offline, (ovvero sinergicamente nel Dual), al fine di ottimizzare mediante una innovazione di processo le sinergie tra la dimensione Commerciale quella Marketing di una azienda.

E questo leverage, moltiplicatore, ovviamente e´valido anche nel caso che le dimensioni siano esternalizzate come pure ampliandone la efficacacia sinergizzandosi anche con quelle degli importatori e dei distributori.

Ovvero:

  • funziona anche se esternalizzate il marketing o la commercializzazione
  • agisce da moltiplicatore anche con le forze marketing e commerciali dei distributori e degli importatori