(1/6) Geopolitica oggi: La Unione Europea che non esiste

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Oggi inizia una maratoncina di 6 giorni sulla geopolitica che, ogni mattina, ci porta fino al weekend con due editoriali in merito.

Viaggeremo in questa settimana geopolitica in tanti luoghi che sono innanzitutto politici e poi fisici.

In termini geopolitici parleremo della Ue, degli Usa, della Cina , del conflitto in Siria, dell´Africa per poi concludere con una sintesi.

La geopolitica e´la dimensione della Complessa Interdipendenza in cui il tempo viene guadagnato col controllo dello spazio.

E questo avviene nel mezzo della Quarta Guerra Mondiale iniziata il 15 settembre 2008.

La guerra mondiale espressa dalla guerra civile tra gli stati ed i poteri non statuali che potete trovare clickando qui.

Una guerra che finira´con la creazione di Westfalia 2.0.

Ovvero di un altro ordine mondiale con una diversa struttura di stato contemplante non solo la fine del predominio dei partiti come unici soggetti intermedi allocati di potere legislativo-politico ma anche la creazione di stati privati basati sul consenso di un gruppo di Persone.

Le altre 3 guerre mondiali si sono avute nel ventesimo secolo e possiamo definirle in questo modo:

La Prima Guerra Mondiale, 1914 – 1918, ovvero la Guerra degli Imperi

La Seconda Guerra Mondiale, 1939 – 1945 , ovvero la Guerra degli Umanesimi in cui si sono scontrati glu umanesimi comunista, liberale e nazi-fascista

La Terza Guerra Mondiale, dal 25 giugno 1950 al 25 dicembre 1991, ovvero la Guerra delle Repubbliche in cui si sono scontrate le forme di repubblica comunista ed occidentale

Una guerra mondiale, la Quarta, che poi si caratterizza anche per una altra novita´che, rispetto al conflitto tra gli stati ed i poteri non statuali che esiste da secoli, e´una vera novita´assoluta nella storia della Umanita´.

Parliamo del fatto che da circa mezzo secolo disponiamo delle tecnologie per creare nuovi stati in modo artificiale.

Ovvero senza le guerre, con le relative mitologie generate ricostruendo il passato, per modificare i confini ma “solo e soltanto” costruendone in mare o nel cielo piuttosto che nello spazio. Per capirci e´fondamentale aprire una breve parentesi in cui elencare queste tecnologie gia´esistenti.

In mare la costruzione di supernavi lunghe piu´di un miglio con otto ponti di cui il piu´alto funge da aeroporto ed in grado di ospitare confortevolmente una popolazione di 100 mila persone. Il tutto con una tecnologia concepita negli Usa.

Sempre in mare la costruzione di isole artificiali da 90 miglia quadrate e per dare un elemento comparativo si consideri che l´Isola d´Elba ha una superfice di 86 miglia quadrate ed in questo i Cinesi sono all´avanguardia.

Ed ancora in mare la creazione di aree industriali ed abitabili unendo super piattaforme galeggianti da almeno 500 mila tonellate al costo di 12 miliardi di dollari e la tecnologia e´Danese e Sud Coreana oltreche´Giapponese.

Nello spazio orbitale, che da tempo e´uno dei continenti del pianeta, la costruzione nel 2035 di piattaforme con una superfice di almeno 4 chilometri quadrati per convertire la energia solare. A proposito di questo ricordiamoci sempre che siamo la generazione i cui figli potranno decidere di vivere e lavorare nello spazio. Piattaforme che costruiranno gli Americani ed i Giapponesi anche se e´certo che in questo consorzio internazionale si aggiungeranno altri protagonisti.

In cielo, anche se basato in mare, le citta´flottanti da 50 mila fino ad un milione di abitanti che i Giapponesi inizieranno a costruire nel 2025.

Lasciamo tutto questo sullo sfondo come indispensabile premessa ed iniziamo il nostro viaggio.

La prima tappa ci porta a Brussels dove la realta´ci fa incontrare le due Europe.

Quella che funziona, anche se ha dei problemi, e che sa sempre e´stata univeralmente percepita come reale e l´altra.

Quella che funziona si chiama Nato.

L´altra di chiamava Ceca e poi Cee ed infine Ue. Ha avuto tante monete, poi anche una di conto chiamata Ecu che dei poteri non statuali hanno spazzato via con una crisi finanziaria. Ed oggi alcuni membri hanno una moneta comune chiamata euro ed altri no. In ogni caso, come vedremo in un libro a 3 mani  che esce in agosto con Antonino Galloni e Piercarlo Ceccarelli, una Europa dove la sovranita´monetaria dell´Articolo 128 del Trattato di Lisbona viene sottoutilizzata o non utilizzata da leadership politiche e tecniche alquanto incapaci.

All´ombra della Nato dalla Ceca alla Ue l´Europa continentale si e´sviluppata divenendo una regione ricchissima e con il migliore welfare del pianeta. Il tutto durante la Terza e la Quarta Guerre Mondiali.

E qui troviamo le radici di quello che vediamo.

Cosa vediamo?

Il fatto che non sia mai stata una unione politica e mai potra´esserlo.

Ci siamo illusi di diventare una unione politica senza avere nulla di concreto che ci unisca oltre all´interesse.

Non abbiamo il sangue dato che se un Albese non si sente Cuneese e´difficile pensare che un Portoghese si senta Italiano e viceversa. E l´esempio piu´plateale di viene dal fallimento di Erasmus.

Un programma che dura una generazione e che ha, ci racconta che ha, creato 2 milioni di cittadini Europei. Una balla colossale dato che questi cittadini non esistono. Esistono invece gli Erasmussiani, che sono uno ogni 250 abitanti della Unione Europea, che si sono divertiti in 6 mesi all´estero e che regolarmente di fronte alle crisi della Ue non agiscono come Europei. Il resto e´retorica per garantire a tante burocrazie di continuare a vivere.

Non abbiamo una idea nel senso che ne´le religioni cristiane nelle loro forme, (cattolicesimo, protestantesimo, ortodossia), e ne´le ideologie garantiscono una visione comune. Dal fallimento degli Eramussiani a quanto accade oggi con la immigrazione il resto e´solo retorica.

Ma abbiamo un interesse comune.

Giusto e legittimo e che si concretizza nello sviluppare le economie e con esse trovare le risorse per un modello di welfare che e´il vero lascito che questo continente lascera´al mondo. La solca cosa che restera´come argomento di studio agli storici del ventiquattresimo secolo.

Un interesse comune che possiamo sintetizzare in alcuni elementi struttuale chiave.

Elemento 1: la sicurezza interna ed esterna e questa ci viene dalla Nato e ne parleremo domani

Elemento 2: una struttura giuridica comune. E questo ci viene da elementi come le certificazioni ISO 9000 e la comunanza di standard e metodologie anche contabili

Elemento 3: una comunanza fiscale che non abbiamo

Elemento 4: un comune trattamento del lavoro a partire da un salario minimo Europeo comune che non abbiamo e che nessuno, anche i piu´decisi nemici del komplotto turbokapitalista, vuole

Elemento 5: la assenza di una dogana interna

Elemento 6: una moneta interna per le transazioni

A questo punto se analizziamo bene questa lista capiamo l´errore di fondo partendo appunto da quello che abbiamo rispetto a quello che non avremo mai.

Abbiamo, e si sottolinea che non e´mai stato un problema averlo dato i concreti benefici per tutti, tutto quello che serve per costruire il nostro Nafta.

E non avremo mai tutto quello che serve per costuire la Ue politica.

Quindi?

Se in questo momento di crisi tornassimo tutti al sano realismo dei fondatori e, quindi, ci si focalizzasse sulla dimensione che ci ha sempre uniti.

Ovvero su quella economica.

Ripensare peranto la Ue con la sola concreta ambizione di creare un Nafta continentale in cui prosperare.

Un Nafta  che possiamo tranquillamente chiamare Unione Europea, ovviamente.

Poi per il resto fare come abbiamo sempre fatto.

Ovvero ognuno per la sua strada in base al potere reale che ha e dove lo ha.

Questo portera´alla “fortezza Europa” chiudendola ai flussi migratori?

Certamente ma non e´detto che sia la tragedia che gli interessati esponenti di Industria Etica a 35 euro al giorno dicono.

In che senso?

Questo puo´attivare una rivoluzione culturale e politica epocale che puo´cambiare il mondo in Africa usando meglio i soldi che al momento ingrassano i conti correnti di Industria Etica.

E lo vedremo nella sesta puntata di questo viaggio.

Domani parleremo degli Usa.

Del senso della politica di Trump e del fatto che, dopo Clinton e Kennedy, alla Casa Bianca e´tornato un potere non statuale nella forma di una Power Private Person.

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