Rimini … RIMINING

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Il  nostro Ideamover, (rubrica), „Turismo Eclettico“ è numero 1 in Internet nell‘ Universo Emozionale di Riferimento come vedete clickando qui.

Con l’autorevoleeza che ci deriva dall’ essere i primi parlando ad un Universo di Persone con una elevata concezione olistica della vita oggi pensiamo ad un modello.

Rimini, ovvero Rimining come si trova scritto in giro.

Partiamo da lontano e scusate la auto-citazione. Anni fa, esisteva ancora la Unione Sovietica per capirci, venivo qui anche perché avevo una storia con una donna del posto ed in estate, per alcune estati, ho aiutato a gestire una piccola discoteca.

E mi faceva sempre sorridere un famoso murale che dava il benvenuto arrivando in stazione. Disegnato come un cartello da stazione indicava la fermata, ovvero “Krimini”.

Ironia di una terra che allora invitava ad una mappa mentale di un territorio che a nord finiva nell’ inchiostro mischiato al terreno dei puzzle, pardon dei mosaici, del Ravennate. Colori che traslano in un mondo che va ad est in quella che è la quarta Roma finendo nelle sfumature di Mosca come pure in quelle della terza Roma fondendosi nelle materne sfumature di una Istanbul che allora era Bisanzio.

A sud la Piramide di una nota discoteca da tempo chiusa.

Ad ovest il waterworld del primo parco giochi acquatico Italiano.

E ad est … il mare.

Non un mare profondo indubbiamente dal punto di vista geologico ma profondissimo in quello delle Storie che fanno la storia.

Da quando, millenni orsono, in questo mare continuava la via dell’ ambra nata nel nord Europa ad oggi.

Un oggi in cui le Vie della Seta si chiamano One Belt One Road e qui trovano uno svincolo coi soldi Arabi ad Ancona e con quelli Cinesi a Ravenna. Soldi Cinesi ed Arabi che, in ogni modo, nulla potrebbero se quelle vie non fossero tenute aperte dalle flotte militari Americane ma questa è una altra storia.

In estrema sintesi: le coordinate mentali del Rimining inteso come storie del locale che finiscono con il fondersi nella storia del globale in un movimento che è locglob, (ovvero dal locale al globale).

Rimini, dicevamo.

Rimini e Krimini ma anche Rimining e Krimining.

Lasciamo il Krimini ed il Krimining ai raffinati con la puzzetta sotto il naso per i quali la Cultura è solo quello che piace a loro.

Per noi invece esiste il Rimining.

Bello e buffo, pardon ironico, creare un verbo inglesigizzando il  nome di una città.

Rimining infatti si potrebbe tradurre con “Riminando”.

Ovvero Rimini in eterno divenire.

Dalla metà del diciannovesimo secolo in cui si sono inventati l’ essere turismo di elite per tutto un Amarcord che arriva ad oggi.

E cosa colpisce di questo Rimining, ovvero Riminando?

Il suo cercare di uscire da una profonda crisi partendo da se stessi e senza strafare.

Ovvero, senza fare gli sboroni come dicono da queste parti.

Prendiamo ad esempio la Biennale del Disegno di Rimini, ( www.biennaledisegnorimini.it), ed il suo concreto catalogo.

Inizia qui infatti la concretezza del fare partendo coi piedi per terra. Ovvero usando quello che si è e si ha.

Un pregevole numero monografico di Lazagne Art Magazine invece di un pomposo quanto inutile ma sicuramente auto-celebrativo catalogo tipico del panorama Italico. Ovvero solitamente della spazzatura, dato che questi pomposi cataloghi  finiscono nella mondezza dopo che si sono date via le copie omaggio che non legge nessuno ed al massimo paraculizza per intaresse.

Invece di sprecare risorse in questo modo il Rimining ha pensato ad un bel ed onesto numero monografico grazie ad un editore di livello come Maggioli.

Poi il contenuto della Biennale.

La intuizione del disegno come novità e differenziazione rispetto ad altre Biennali a partire dalla contemporanea in Venezia.

Un approccio ancora concreto che mi fa ricordare la concretezza di un jazz festival Francese che adoro.

Quello di Barcellonette.

Consci dei limiti in termini di mezzi si sono inventati il festival delle promesse. Chi passa per Barcellonette diviene poi una star.

Un festival selezione e selettivo quindi che ha trasformato la mancanza di risorse in un punto di forza creativa.

Vai, quindi, a Barcellonette a vedere e condividere chi oggi e’ un astro nascente e domani sarà una star.

Ed a Rimini il Rimining genera una Biennale che parte dall’ ABC dell’ arte. Ovvero dal disegno che è il momento di transito tra le idee e la concretizzazione plastica in una opera.

E costa poco ma rende tanto.

In buona sostanza cosa cerchiamo di dire?

Solo e semplicemente che il Rimining è un modello salutare per troppe città i cui assessori alla cultura e presidenti di aziende per il turismo e pro-loco generano orgasmi ai propri ombellichi sprecando fiumi di denaro.

E lo fanno producendo eventi che non dicono nulla in quanto sciatte fotocopie di altro, (dal food ai concerti jazz), ma bellissime come piattaforme per magnificare la loro vuotezza.

Per questi il consiglio è del sano Rimining.

Ovvero del partire coi piedi per terra ed evolversi in coerenza.

Ovviamente anche il Rimining ha le sue eccezioni, ovvero dove non attichisce.

In questo paradigmatica è Torre Pedrera.

Refrettaria a tutto ed isola di inconsistenza che perde colpo dopo colpo circondata da chi, nel suo piccolo, si muove alla Rimining.

Ovvero gli altri paesi di quella courbanizzazione che si chiama Rimini Nord.

Ma poi non è neanche totalmente vero.

In che senso?

Anche Torre Pedrera è recuperabile dato che applica a sua volta il Rimining.

Come e dove?

In due esempi che dovrebbero, e si spera diventino, paradigmatici per questo angolo sperduto di Rimini Nord.

Il Bellabürdela.

Una spiaggia che insegna il beach life e che rende possibile un sea coffe così Mediterraneo sempre accompagnato da musica elegante.

E l’Oasi.

Un 4 stelle che si è ripensato divenendo un holistic hotel.

I semi da imitare e non solo a Torre Pedrera.

Ma ancora di più.

Ovvero concretezza a significare che se solo volessimo abbiamo ancora tutte le risorse per uno, cento, centomila Rimining e da qui rinascere.

A volerlo ovviamente ma di certo è molto più difficile che perdersi nello sport nazionale.

Ovvero?

Dare la kolpa al komplotto  auto-assolvendoci carezzandoci l’ ombellico generando sciatteria che chiamiamo creatività.

Go ahead Rimining !

 

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