BENESSERE: Come gestire un colloquio di lavoro 2.0 (1/2) …. 13 mattina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Oggi chi vi intervista è più che mai insicuro in quanto impreparato a farlo.

Nel pratico che accade?

Chi fa la prima scrematura legge avendo avuto come ordine di cercare alcune parole chiave che altro non sono che i nomi di università ed aziende prestigiose nel contesto in cui operano. Ovviamente se chi assume è una piccola e media azienda locale ed in quel territorio non vi sono dei nomi altisonanti tutto si relativizza dato che si concentrano sui nomi importanti locali.

Se poi, come spesso accade, la selezione preliminare avviene con delle società esterne, (i famosi head hunter), il tutto si aggrava.

Non parliamo poi del fatto che spessissimo queste società hanno già la loro scelta, ovvero persone che sanno che se le fanno assumere poi gli garantiscono un contratto. Non dimentichiamo infatti che molti selezionatori poi sono anche dei consulenti aziendali.

Infine e non meno importante viviamo in un mondo dove nella gran parte dei casi chi fa la prima selezione se è un esterno lo fa per un analisita di metriche di cloud traffic e poi per un meccanico ed infine per un avvocato.

Ovvero? Non sa nulla e non sa di cosa parla.

Quindi? Si limita al banale letto il giorno prima sul blog di tendenza od usa due termini tecnici imparati su Wikipedia.

Chi scrive lo ha vissuto tantissime volte. Dal famosissimo hard hunter in centro di Milano che ti chiede un curriculum in Italiano per una posizione che richiede l’ inglese dato che il suo inglese è scarsino a quello che ti fa domande per una posizione apicale a livello di supporto di un ministro e non conosce i termini tecnici di settore che sono l’ abc. Tanto per capirci è come se qualcuno che selezionasse per un esperto di super car non sapesse cosa sia la Ferrari.

Che fare in questi casi che sono la norma più di quanto si pensi?

E’ quello che impareremo in questa analisi in due puntate.

Il punto chiave è l’ essere in grado di presentarsi come se si fosse un brand.

Pensate a cosa vi spenge a comprare il brand A piuttosto che il brand B ovvero il prodotto A invece che B.

Quando si va ad un colloquio si vende un brand ed un prodotto che siamo noi.

E quindi, al pari di un brand e di un prodotto, si deve generare non solo una narrativa che sia migliore di quella degli altri ma anche più convincente.

In buona sostanza utilizzando un approccio di holistic self-management mutuato da Leverage Cognitive Power che trovate clickando qui che si deve fare?

Step 1: Conosciuti, ovvero colpire in una massa di curriculum e poi vediamo come nel dettaglio

Ma una volta che ci hanno conosciuti e quindi hanno selezionato il curriculum?

Step 2: Capiti, ovvero devono condividere con noi che siamo il “prodotto” che vogliono, ovvero la Risorsa Umana che risolve il loro problema e vedremo dopo come farlo

Ma se ci conoscono, (abbiamo passato la prima scrematura nell’ ingorgo di curriculum), se ci hanno capiti, (ovvero li abbiamo convinti che siamo quello che cercano) tutto questo praticamente non serve a niente se non ci Credono.

Step 3. Creduti: ovvero si convincono che siamo quello che diciamo di essere e nella seconda parte di questa analisi vedremo degli esempi.

Nel concreto alla fine di questi 2 articoli siete in grado di:

– creare una narrativa su di voi che emerge sulle altre e fa selezionare il vostro curriculum per la rosa dei candidati

– essere più fiduciosi in se stessi in un momento ad elevato stress che è umano e naturale

– convincere sui propri punti forza

– chiedere mentre vi chiedono per capire cosa  vogliono sentirsi dire e come lo vogliono

E questo ci porta ad una parentesi che ci parla del tempo.

Avete di fronte persone molto spesso arroganti, soventissimo incompetenti e che godono del loro potere.

Parliamo di chi lavora nelle società di selezione.

Per risparmiare e lucrare di più sul compenso che ricevono per la selezione la regola è che pongano di fronte insicuri junior.

Junior?

Un termine elegante per indicare qualcuno assunto da poco.

O che non ha mai selezionato nessuno per quel tipo di posizione in quella industria e quindi non ne sa nulla ed annaspa nel seguirvi mentre parlate e quindi divine più insicuro con tutto quello che ne  consegue.

Che lo stesso giorno seleziona un avvocato, un meccanico, un esperto di marketing ed uno di mercati esteri in 4 tipi diversi di industrie non avendo la più pallida idea di cosa parla.

E quindi questa persona è insicura e spesso arrogante per questo.

Ah, e poi sempre per risparmiare spesso e volentieri capita di avere di fronte una “povera Crista” od un “povero Cristo” che lavora a sua volta a prestazione, pardon a contratto.

Tutto questo ci porta a dire che il fattore tempo è imporante.

Quindi nel pratico?

Imparate a parlare col selezionatore che poi manderà il vostro curriculum nella azienda analizzando il loro sito.

E quindi da questo modulate la presentazione sul tempo che penserete vi dedicheranno.

Molto poco ed è bene non farsi illusioni e qui più che mai il mostrare nel modo giusto i dati su di voi fa la differenza.

Ma ne parleremo nella seconda parte di questa analisi oggi pomeriggio.

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