Momenti quotidiani chiave: G7 ? G8? G20? … ma di che “G” stiamo parlando? … 11 mattina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Lasciamo sullo sfondo lo scontro di potere interno alla Russia tra i siloviki, (a cui appartiene la attuale leadership) ed i nazionalisti. Uno scontro che ha un modo per essere analizzato osservando i miliardari Russi che scappano o vanno “a vivere” all’ estero.

Il Presidente Putin ora sembra volere giocare al “prezioso” dopo che l’ Amministrazione Americana lo rivuole nel G8 e quella Italiana si adegua a Washington aprendo con Mosca.

G7, G8, G20 ma di che “G” stiamo parlando?

Analizzeremo i vari “G” possibili partendo dai dati di Geostrategia XXI (Geopolitica + Geoeconomia) che trovate clickando qui e che nel suo ambito è N.1 in Internet.

Iniziamo dal G7 e vediamo che in termini geo-strategici Putin ha qualche ragione per non rientrare in questo G7 dato che è un G7 farlocco.

Farlocco in che senso?

Se il parametro del G7 è quello del Pil allora i 7  membri devono essere degli altri e non vi devono essere l’ Italia ed il Canada dato che le proiezioni per il 2018 indicano che sono queste le 7 principali economie: Usa, Cina, Giappone, Germania, Uk, Francia, India e l’ Italia essendo la ottava economia può entrare nel G8.

La Russia è la undicesima.

Se il parametro fosse la qualità dell’ apparato militare allora si avrebbe il seguente G7: Usa, Francia, UK,  Russia, Cina, Sud Korea, Giappone con l’ Italia undicesima.

Se restando in termini militari il parametro è quello dell’ appartenere al novero delle nazioni in grado di annichilire il pianeta con le armi atomiche allora si tratta di un G4 con i seguenti membri: Russia, Usa, UK, Francia.

E per concludere con la dimensione militare se parliamo della nazioni con una capacità di proiezione globale allora  è un G3 con : Usa, Uk, Francia.

In termini di education il G7 è composto da: Singapore, Finlandia, Paesi Bassi, Svizzera, Belgio, Danimarca, Norvegia con gli Usa all’ ottavo posto.

Se il parametro fosse l’ innovazione  tecnologica il G7 è composto da: South Korea, Sweden, Singapore, Germany, Switzerland, Japan, Finland. Dell’ attuale G7 nelle prime 15 più innovative nazioni al mondo abbiamo la Francia al nono posto e gli Usa all’ undicesimo.

In termini di soft power il G7 è composto da: Francia, Uk, Usa, Germania, Canada, Giappone, Svizzera e con l’ Italia all’ undicesimo posto.

Mentre il G7 delle nazioni dove si vive meglio è costituito da: Norvegia, Australia, Svizzera, Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Irlanda con gli Usa all’ ottavo posto.

Ed infine in termini di felicità il G7 è composto da:  Finland,  Norway, Denmark, Iceland, Switzerland, Netherlands, Canada, New Zealand

Ah, e poi non dimentichiamoci il G7 del crimine internazionale: Italia, Russia, Cina, Giappone, Turchia, Usa, Brasile

E tutto questo cosa ci dimostra?

Quanto  sia fuorviante tutta la leggenda mediatica intorno al G7 o G8 attuale che esprime un qualcosa di reale in termini geostrategici ma non è l’ ombelico del mondo che ci raccontano sia.

Quanto a sua volta sia farlocca Mosca con le sue indicazioni sul G20 che a sua volta non è l’ ombelico del mondo che Mosca vuol far credere che sia.

In che senso?

Facciamo mente locale alla crisi del 2008.

Furono gli Stati Nazionali, troppo presto dati per defunti, e non i Poteri Non Statuali delle 8 forme di economia reale del pianeta che salvarono le banche ed innescarono un lungo e costoso processo di recupero che ha dato e stà dando risultati diversi.

In questo G20 i soldi non erano Russi come non erano Russi ma Americani i soldi che un paio di settimane fa hanno protetto l’ Italia contro la speculazione  come potete vedere clickando qui  ed è bene anche ricordare che durante questi attacchi speculativi Mosca non ha neanche speso due paroline di supporto in una striminzita dichiarazione ufficiale.

In questo G20 Mosca spera di avere un peso grazie a quanto da in Medio Oriente e quindi incassare un sostegno Saudita che non avrà mai dato che , al momento, il Cremlino appoggia l’ Iran. Ed i Sauditi sono economicamente meno sviluppati dei Turchi al momento in buona armonia con Mosca ma hanno più soldi.

E rispetto alla intesa di acciaio con la Cina si rimanda ancora al 2008 per vedere la inconsistenza reale del mitizzato Brics quando i soldi solo sul tavolo.

In che senso?

Nel 2008 a fronte della crisi mondiale Beijing giustamente operò nel senso di aumentare la domanda interna e questo ebbe due effetti chiave.

Il primo fu a lungo termine  sancendo la fine di un processo iniziato circa 10 anni fa e che dice che il produrre in Cina non convenga poi più così tanto. Lo hanno capito i Tawanesi che dalla Cina da anni vanno altrove come i Cinesi stessi che operano in Asia od in Africa.

Il secondo effetto fu contingente nel senso di generare inflazione.

In quel momento il Brics si rivelò per quello che è, ovvero tanto ma tanto fumo e poco ma veramente pochissimo arrosto.

Ovvero?

La Russia avrebbe potuto aiutare la Cina concedendo al più grande importatore al mondo di carburanti un prezzo di favore che avrebbe ridotto il costo dei carburanti in Cina e con essi la inflazione generata aumentando gli stipendi per creare la domanda interna.

Il Brasile ed il Sud Africa non ridussero i pressi delle derrate alimentari per quello che a loro volta è il maggiore cliente al mondo e quindi anche essi non diedero alcun aiuto per ridurre la inflazione.

Questo è il Brics al momento di contare i soldini sul tavolo, ovvero un nulla mediatico.

E tutto questo ci porta a dire che il mondo ha da tempo trovato i vari “G” in cui la geopolitica e la geoeconomia, (ovvero 2 delle tre componenti della geostrategia unitamente alla percezione del mondo generata dalle nostre mappe mentali), si struttura.

Dei “G” reali anche se sfortunatamente in un mondo di fake news e di Guru del passato perennemente smentiti non hanno spazio ma in fin dei conti non dobbiamo stupircene.

E questo perchè da un lato, come giustamente dice Henry Kissinger, gli ordini mondiali non si costruiscono ma ce li ritroviamo e dobbiamo conviverci.

E dall’ altro siamo ancora nel pieno della Quarta Guerra Mondiale che è una guerra civile tra gli Stati Nazione ed i Poteri Non Statuali.

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