Chiavi di lettura: Russia, motivi per una apertura pensando ad una sua guerra con la Cina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Russia, serve un help urgente al Cremlino dato che è debole e non forte con una economia fallimentare, un calo demografico suicida ed un potere mondiale basato solo su 7.500 bombe atomiche.

Un help che dobbiamo dare per il nostro interesse.

Nel 2015 nel sister hub culturale internazionale Appeal Power in tempi non sospetti avevamo commentato la dichiarazione del Presidente Putin esprimente la volontà di usare armi atomiche contro i terroristi come un segnale lanciato al mondo per evidenziare i problemi interni Russi e se volete potete leggere qui.

Ci torneremo tra poco dopo alcuni dati poco usati.

Tra pochi giorni inizia una ubriacatura di soft power Russo con i mondiali di calcio.

Niente di male in questo e tutto legittimo in fin dei conti queste manifestazioni servono a lanciare od a rafforzare la immagine positiva di una nazione.

Ma ricordiamoci anche che questa nazione non esporta molto oltre ad armi con un ottimo rapporto prezzo / qualità ma, a parte un paio di casi, non al top. La prova che non siano al top ci viene dal fatto che quando la marina Russa vuole delle porta elicotteri se le fa produrre in Francia nei cantieri dove ora operano gli Italiani.

Poi esportano materie prime ed infine un buon software anti-virus, (per inciso lo usiamo anche noi).

Ricordiamoci poi che secondo dei dati Russi le riserve valutarie della Banca Centrale al momento sono intorno ai 40 miliardi di dollari che equivalgono alla ricchezza personale stimata del Presidente Putin.

Ricordiamoci pure che gli Usa hanno ucciso almeno 300 mercenari Russi in Siria e Mosca ha taciuto questo. Taciuto ai Russi ed al mondo in quanto alquanto imbarazzante sia lo spiegare come mai ci siano più mercenari Russi che soldati regolari e come queste unità con un background militare siano morte in combattimento senza creare problemi alle truppe Usa contro cui combattevano.

E già che ci siamo ricordiamoci anche che 3 giorni dopo essere stato eletto il Presidente Putin ha pubblicamente ringraziato la CIA per aver sventato un attentato nella sua città, ovvero San Pietroburgo.

Un momento, la CIA? E dove erano i servizi segreti Russi? Non proteggevano la città di Putin? Fa pensare no? Eh,si e fa pensare alle lotte di potere interne mai sopite.

Ed infine dobbiamo ringraziare la Banca Centrale Russa se alla fine del 2017 abbiamo avuto una Rivoluzione Copernicana nel mondo del crypto-denaro.

Un rivoluzione che i Guru nostrani continuano a non citare e che sarebbe la seguente.

Mosca è stata la prima nazione a generare una crypto-valuta e questo cambia totalmente i parametri nel mondo del crypto-denaro. In che senso?

Per capirlo dobbiamo rilevare quello che i Guru nostrani non dicono e cioè la differenza tra le crypto-monete e le crypto-valute.

La crypto-monete, ad esempio il Bitcoin, sono emesse da privati normalmente con una tecnologia inferiore a quella delle emissiono di crypto-valute, ad esempio il crypto-rublo, emesse dalla Banche Centrali.

E poi Mosca è sempre una potenza regionale con il più grande arsenale nucleare al mondo che nel 2017 , seguita quattro mesi dopo dai Francesi e poi dagli Usa, per la prima volta dal 1991, (ovvero dalla fine dell’ Urss e dalla conclusione della Terza Guerra Mondiale nota come Guerra Fredda), ha annunciato di dover ammodernare il proprio arsenale nucleare.

Ovvero la sola cosa che le dà un asset da potenza globale in quanto Mosca appartiene ad un esclusivo club che è quello della Apocalisse Nucleare.

Un club molto esclusivo di cui fanno parte Mosca, Washington, Parigi e Londra dato che gli altri detentori di armi nucleari non hanno questo potere militare.

E questo ci  introduce al tutto.

Ovvero a cosa?

Bisogna aiutare Putin a contenere le forze interne, ovvero lo scontro di potere dal 1991 tra i nazionalisti ed i siloviki. Ovvero le due più grandi concentrazioni di potere in lotta tra di loro da decenni ed al momento vincono i siloviki.

Quindi ben venga quanto dice la Merkel, usare il bastone.

Ma anche quanto dice il nuovo governo Italiano, ed in questo conformandosi totalmente ai desiderata della amministrazione Americana, usare anche un pò di carota.

Prima di andare avanti una ulteriore piccola premessa.

Non prendiamoci in giro da soli con la consolidata quanto inutile teoria sui falchi e le colombe in guerra tra di loro a Mosca.

Falchi e colombe non esistono ma, giustamente e legittimamente, esistono solo gli interessi di Mosca per i Russi.

E per capirli per un attimo entriamo nelle mappe mentali dei Russi.

Nel quindicesimo secolo mentre gli Spagnoli ed i Portoghesi andavano ad ovest ed a sud conquistando oceani d’ acqua ed annessi territori i Russi, partendo dalla Moscova, andavano ad oriente e conquistavano in un processo lungo secoli migliaia di chilometri di oceani di terra ed annessi territori. Una epopea che li portò a conquistare anche l’ Alaska poi venduto a Washington.

E qualsiasi ufficiale della inteligence prima zarista, poi Sovietico ed ora Russo può confermarci che circa 200 chilometri ad est di Mosca inizia un altro mondo.

Non stupiamoci quindi se oggi Mosca ringrazia la Nato che contribuisce in Afghanistan a proteggere quello che loro considerano il fianco sud.

Tenendo sempre a mente queste coordinate mentali delle leadership prima zariste poi Sovietiche ed ora Russe arriviamo al  nocciolo della questione.

Dimentichiamoci il Medio Oriente ed il Nord Africa come punti caldi del mondo.

In 10 anni da oggi ci saranno nuove mappe e saranno regioni molto ma di molto meno problematiche con Israele, la Turchia, gli Emirati e l’ Iran a fulcro.

Ed allora, se non prima e diciamo tra 5 anni, il vero punto caldo del mondo sarà la Siberia.

Con una Russia in declino demografico, sebbene temporaneamente stabilizzato al momento, irreversibile da decenni che implode in una Siberia dove esplode demograficamente la presenza Cinese.

Una presenza Cinese non controllabile da Beijing per i problemi interni che ha la Cina e che cercano disperatamente, quanto inutilmente di risolvere con le “Vie della Seta”. Problemi che portano alla frammentazione del paese. Non dimentichiamoci mai, infatti, che le Vie della Seta sono pensate per il Made in Mainland China e non per il Made in China. Ovvero per aiutare la deficitaria economia delle aree interne del paese che non decolla provocando spinte scissioniste rispetto alle aree costiere. E già che ci siamo non dimentichiamo pure che dall’ ottobre 2017 i think-tank militari spiegano che è positivo finirla di escludere gli Usa da questo progetto.

Un qualcosa che il Presidente Putin annunciò in un famoso discorso di alcuni anni orsono a Vladivostok e che trovate spiegato in questo libro.

Ed allora?

In Siberia si confronteranno Beijing  e Mosca.

Impossibile?

E’ già accaduto.

Mosca e Beijing si sono confrontate militarmente al confine tra la Siberia e la Cina agli inizi degli anni’ 70 del secolo scorso.

E fu solo grazie alla mediazione, richiesta da entrambe le parti, di Washington che firmarono una tregua che poi richiese 21 anni di trattative diplomatiche per trovare un accordo che portasse alla firma della pace.

Per cogliere pienamente il senso di quella guerra riflettiamo sul fatto che in quegli anni Mosca e Beijing combattevano per procura un episodio della Terza Guerra Mondiale nel Sud est Asiatico aiutando chi combatteva contro Washington. E quindi erano alleate de facto contro gli Usa

Ed allo stesso tempo chiedevano a Washington di mediare tra di loro mentre si prendevano a cannonate al confine tra Siberia e Cina.

Quando questa crisi esploderà sarà quella più pericolosa mai avuta dato che si confronteranno una Cina con circa 500 testate nucleari di qualità alquanto scadente ed una Russia con almeno 7.500 testate di qualità superiore.

E se nel 2017 la leadership Russa, come abbiamo visto prima, era disposta ad usare in Siria l’ arma atomica contro il terrorismo figuriamoci cosa possa pare nel 2025 per proteggere la integrità territoriale della Siberia.

E questo ci porta drammaticamente al giugno del 2018, ovvero all’ oggi.

Putin da tempo chiede aiuto nascondendolo, ed altro non può fare per motivi interni, dietro una postura aggressiva.

Ed è il momento di darlo.

Usando il bastone del contenimento della Nato che gli serve per raffreddare le spinte aggressive interne.

Ma anche l’ idea della apertura Italiana e Statunitense che serve a fornire la carota per raffreddare altri problemi interni legati ad una economia fallimentare.

Non illudetevi cari produttori di pesche di Cuneo ci sono molti ma molti più benestanti nella Fifth Avenue a New York che in tutta la Russia e semmai chiedetevi come mai un noto brand dolciario della vostra provincia abbia preferito le pesche della Emilia-Romagna alle vostre. Colpa del vostro non essere un cluster produttivo od anche in questo caso di non si sa bene quale embargo?

Il punto è, quindi, che dobbiamo iniziare ora pensare ad una politica a medio termine che aiuti la leadership Russa a contenere quella deflagrazione.

Un lavoro complesso quanto inevitabile di bastone e carota.

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