Quotidianità che ci sfugge: Google, Mbux, Watson = intelligenza artificiale quotidiana (1/2) …. 7 mattina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Il presente è nel presente ed è di questo che stiamo parlando.

Indubbiamente in un presente nel presente che convive con un passato che  non può mai cessare di esistere dato che è fatto di ricordi e di rimpianti. Ed è il luogo della esperienza

E con un futuro che è allo stesso modo sempre presente in quanto composto da desideri e sogni divenendo il luogo troppo spesso più della conoscenza che della comprensione.

Il presente nel presente di cui parliamo oggi è quello della presenza quotidiana della intelligenza artificiale e lo facciamo usando 3 nomi: Watson, Google e Mbux.

Mbux è il sistema di intelligenza artificiale interagente con noi quando guidiamo una Mercedes.

Watson è il super computer, basato in un magnifico grattacielo a Munchen, con la intelligenza artificiale per usi business più avanzata al mondo.

Google da motore di ricerca, da piattaforma per promuovere il business, da collettore di big data per capire i trend si trasforma ora anche nel più avanzato assistente personale basato sula intelligenza artificiale esistente.

Oggi sviluppiamo una analisi in due puntate in cui vedremo come la intelligenza artificiale emozionale e relazionale sia entrata nella nostra quotidianità senza che, quasi, ce ne siamo accorti.

Ed altro non poteva essere in quanto parte di un quotidiano sviluppo che dura da mezzo secolo e che ha creato la nostra realtà come una entità definibile come un Dual di 4. Livello dove convivono sinergicamente e senza soluzione di continuità la realtà fisica e quella digitale, (potete scaricare qui una info-grafica esplicativa tratta dal libro N.1 in Internet nel suo settore tematico Geostrategia XXI, (Geo-politica + Geo-economia)   e per farlo clickate qui Le 4 tipologie di DUAL  )

Nel pratico la nostra vita da tempo, (ovvero dal passato), è sempre più composta di una dimensione fisica unita ed una digitale e da questo presente lo sarà sempre più nel futuro.

Nella prima parte della nostra analisi parliamo dell’ assistente digitale di Google, ovvero Google.

Iniziamo con Google ed il suo  assistente digitale.

La pubblicità ci dice che può essere usato praticamente per tutto ed ha una costante.

Quale?

Quella che tutti attivano questo assistente chiamandolo Google, ovvero non lo personalizzano con un nome. O Google diversamente da altre realtà non lo ha chiamato con un altro nome.

E questo consente a Google di ottenere nel tempo un qualcosa di unico.

Cosa?

Di divenire il sinonimo di Internet nel senso che tra poco, un paio di anni al massimo, si useranno praticamente con lo stesso significato le parole Google ed Internet piuttosto che Web o Rete.

Se fa sorridere ricordiamoci di cosa avvenne con il predecessore degli MP3 e degli MP4 ovvero con il lettore di musicassette indossabile mentre si camminava.

Ovvero il Walkman della Sony un prodotto nato nel 1979 e che era il top della categoria avendo un meritatissimo successo commerciale.

Al punto che per definire questo prodotto si usava con lo stesso significato sia la definizione di musicassette indossabile che di Walkman.

Ovvero e nel pratico si entrava in un negozio e si chiedeva di vedere i Walkman che vendevano e poi, magari, se ne comprava uno di un altro brand.

Una icona che fu sancita come tale con una statua in un parco di Ginevra che rappresenta una donna ed un uomo che fanno jogging indossando un Walkman condividendone le cuffie.

Partendo da questo fermiamoci a riflettere sul fatto che Internet sia il primo, (ed unico nella storia), fenomeno sociale planetario di cui allo stesso tempo non si conosca il significato del nome e che non ha un simbolo, un logo che lo contraddistingui.

Ed è, nonostante questo, così pervasivo nella nostra vita, (in fin dei conti ne è la componente digitale nel Dual), che non solo non ce ne accorgiamo ma e per la prima volta nella storia non ha alcuna importanza per noi.

Come è possibile?

Internet cosa significa?

E’  un neologismo creato fondendo le parole inter-national e net-work?

Oppure fondendo le parole inter-active e net-work?

Non lo sappiamo ed alla fine dopo 48 anni di vita possiamo dire che questo neologismo contenga tutte e tre le parole sopramenzionate.

Ovvero che Internet stia per: Inter(-NATIONAL/ACTIVE)net.

Lasciamo questa peculiarità sullo sfondo dato che ci torneremo dopo e passiamo alla seconda peculiarità.

Una peculiarità che ci ricorda come Internet sia il primo fenomeno sociale globale della Umanità che non abbia un simbolo.

Ed i simboli, come ben sappiamo,sono una parte integrante di una narrativa dato che nella loro sintesi consentono di riconoscerla subito.

Altri fenomeni sociali globali come, ad esempio,le ideologie o le religioni hanno tutte un simbolo che le caratterizza e, quindi, le fa riconoscere.

Che sia una mezza luna piuttosto che la falce e martello od una croce.

Ma abbiamo anche città che sono espresse da un simbolo incarnato da un monumento.

Dall’ Opera di Sydney al Colosseo in Roma.

Come pure le organizzazioni internazionali come ad esempio la Croce Rossa od Amnesty International hanno tutte un simbolo che le rende immediatamente riconoscibili.

Ma anche altre dimensioni hanno un loro simboli associabili immediatamente alla loro narrativa.

Pensiamo al denaro il cui simbolo è quello del dollaro  Usa od alla pornografia il cui simbolo sono le tre X.

E lo stesso vale per i simboli commerciali difesi dai copyright ad esempio da quello di Slow Food a quello della McDonalds.

Tenendo questo in mente immaginiamo per un momento di incontrare un Alieno che ci dica di codificarci i simboli di varie dimensioni del pianeta.

Come abbiamo visto siamo in grado di dare un simbolo a tutto, pardon a quasi tutto.

Accadrebbe infatti che quando vogliamo dare un simbolo ad Internet non ne abbiamo.

Infatti i logo commerciale dei vari motori di ricerca non sono il simbolo di Internet.

Abbiamo, infatti, il simbolo della email ma non quello di Internet.

E cosa vuol dire questo?

“Solo e semplicemente” che in 48 anni di vita Inter(-NATIONAL/ACTIVE)net è divenuto così parte integrante del Dual di tutti noi da non avere neanche bisogno di un simbolo, (oltreché di un nome certo).

Anzi a questo punto possiamo dire che per questo è il solo fenomeno globale di questo tempo.

E la sua globalità deriva dall’ essere così pervasivo da non richiedere un simbolo che lo codifichi.

Lasciamo questo sullo sfondo dato che riapparirà più volte parlando di Internet come continente ed allora vedremo che questa premessa non era pura quanto noiosa teoria.

A questo punto prima di andare avanti serve una piccola parentesi per evitare un fraintendimento comune riguardo ad Internet, ovvero quello relativo al fatto che in Internet abbiamo una Realtà Digitale e non una Realtà Virtuale.

La Realtà Virtuale non è un concetto nuovo od innovativo come ci viene propinato dai media dato che le sue basi filosofiche furono elaborate negli anni ’70 del XX dal MediaLab dell’ MIT partendo dal mito della caverna di Platone.

Lo stesso dicasi per la Realtà Digitale dato che il primo casco fu il Telesphere Mask del 1960

Il punto chiave è che non sono la stessa cosa ed è bene chiarire questa confusione.

La Realtà Virtuale è una realtà che non esiste in quanto ancora a livello concettuale. In buona sostanza è solo immaginata.

La Realtà Digitale invece esiste e la viviamo tutti i giorni e, pertanto, è bene finirla col definire come virtuale una realtà che invece non solo è digitale ma anche reale, concreta, fruibile nelle sue varie applicazioni.

Fruibile a sempre più persone se, ad esempio, pensiamo che un caso generante la percezione della realtà aumentata può essere comprato a 15 euro.

Se consideriamo tutto questo e ripensiamo a cosa accaduto con il Walkman è facile intuire che Google diverrà il sinonimo di un Internet senza simbolo e con il nome di cui non si conosce il significato.

E come è possibile?

Beh e molto semplice.

Dopo che giorno dopo giorno per decine di volte ogni giorno vi rivolgete ad una dimensione chiamandola con un nome che accade?

Che quel nome è la dimensione, ovvero il termine per indicarla.

E se poi questa parola, ovvero il nome, è unica e quindi uguale in tutte le lingue è chiaro che divenga la definizione del tutto.

E questa dimensione è il cosiddetto universo dell’ Internet delle Cose, ovvero la parte digitale della nostra realtà, e la parola è Google.

Oggi pomeriggio continuiamo parlando di Watson e di Mbux.

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