2049 come 2017 IL PRESENTE SIAMO NOI… 4 mattina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Tutti abbiamo sentito parlare in un qualche modo di Blade Runner se non altro per la bellissima colonna sonora e molto probabilmente più di Blade Runner 1  prodotto nel 1982 che del seguito uscito nel 2017 che, onestamente, non era all’ altezza del primo episodio.

Il primo episodio nasce da un romanzo di Philip K. Dick del 1968 intitolato Do Androids Dream of Electric Sheep?

Nel 1982 esce il film in cui con molto coraggio mantengono come data il 2019.

Con molto coraggio?

In un film del 1982 dove, per esempio come anche nel secondo episodio nel 2017 mancava Internet, ci voleva del coraggio per pensare che nel 2019, l’ anno di ambientazione del film, Los Angeles sarebbe stata come veniva descritta.

Ricordandoci che nessuno scrittore di fantascienza abbia mai predetto un qualcosa di simile ad Internet nei suoi scritti e traslando nel secondo film del 2017 possiamo intuire come in realtà non si tratti di fantascienza.

Anzi possiamo anche, forse od almeno certe volte, pensare che la definizione stessa della fantascienza abbia sempre meno senso e che si debba pensare ad altro dato che o vi ritroviamo la tecnologia che viviamo nel presente o che non ci stupisce dato che la sappiamo prossima.

Torniamo a focalizzarci sul film del 2017 per vedere che sebbene definito come di fantascienza non contenesse nulla in termini tecnologici che non sia già presente nel 2017 e non nel 2049, ovvero nell’ anno di ambientazione.

Tutte le tecnologie presenti comprese le intelligenze artificiali ed i robot a sembianze umane  per non parlare delle  automobili volanti sono presenti nel 2017 ed ancora di più nel 2018.

Forse la sola differenza degna di nota è la sovra-presenza di un brand Giapponese rispetto ad uno Americano in termini di gadget elettronici che usiamo nel quotidiano.

Come pure di un produttore di auto Francese al posto di uno Tedesco che siamo abituati a vedere nei film ambientati nel futuro.

La presenza del produttore Giapponese è un lascito degli anni ‘ 80 dove, e con le stesse parole che oggi si usano per Super Cina, la vulgata comune ci parlava di un Super Giappone che avrebbe superato gli Usa ed influenzato il mondo.

La vulgata non della fantascienza ma quella della geo-politica e della geo-economia che poi si è frantumata in una bolla di sapone.

Quindi?

Quindi accade che un film di fantascienza, ovvero una ambientazione nel futuro che dovrebbe stupirci mostrandoci cose che non viviamo nel presente, in realtà non fa altro che mostrarci cose a cui siamo abituati in quanto parte della nostra quotidianità.

Ovvero del nostro oggi.

E da qui verrebbe, anzi è  spontaneo iniziare a riflettere sul fatto che se parlava del presente, ovvero di cose che esistevano nel 2017 e non nel 2049, allora il presente, più che il futuro, è qui ed ora.

Il futuro è qui ed ora, ovvero nel presente.

Iniziamo col “qui” ed usiamo tre comode parole in inglese per definire questo concetto: here, anywhere, somewhere.

Quindi ed in realtà questo “qui” non significa solo “qui” ma anche da “qualche parte” ed allo stesso tempo pure “dovunque”.

Pertanto onnipresente in qualche modo e questo ci introduce immediatamente al concetto di “ora”.

Un “ora” che, allo stesso modo, non può esistere solo in un luogo che assurga, quindi, a riferimento per tutti i diversi luoghi, le realtà locali del mondo.

Questo è impossibile.

Impossibile perchè questo “ora” quotidianamente si realizza nelle 208 città leader del pianeta che trovate elencate clickando qui  .

Ovvero in realtà solo e semplicemente non esiste un solo “ora” dato che non può esistere un solo futuro.

Ed il fatto che non esista un solo futuro ha due implicazioni fondamentali.

La prima ci dice che è una arrogante visione ombellico centrica il pensare che la storia abbia una unica quanto comune fine in un identico sistema sociale. Un concetto che non ha senso ed è totalmente falso sia che sia enunciato da un brillante professore che da un fanatico Baghadadiano, (ovvero un appartenente all’ ISIS)  o da qualche altro fondamentalista religioso , politico od economico che sia.

La seconda implicazione è ancora più profonda e ci dice che non esiste un solo tipo di futuro.

Infatti il futuro ha molte evoluzioni e tocca a noi scegliere quale.

E questo ci riporta al presente.

Finiamo di prenderci in giro con l’ immaginarci un passato, (the past now), che non è mai esistito dato che ce lo creiamo per  dare un alibi al futuro che vorremmo.

Ma anche con il descrivere un futuro, (the future is here now), che in realtà non è here ma è now nel senso che è quanto possiamo già fare ora in termini sia tecnologici che socio-culturali come pure economici.

E questo ci porta alla Geo-strategia che è composta di 3 dimensioni come potete vedere nel primo mini-libro di Locglob che è gratuito in versione integrale e scaricabile senza registrazione e che trovate clickando qui

Ovvero composta dalla Geo-politica, dalla Geo-economia e dalla Percezione del Mondo che abbiamo.

Ovvero dalle mappe mentali che altro non sono che la nostra soggettiva visione del mondo che legittimiamo coma oggettiva. Assolutamente oggettiva, ovviamente.

E quindi è il presente che conta.

Iniziamo ad impegnarci nei termini di un the present now nei vari here e relativi now del mondo.

E nel farlo non trascuriamo mai che le Persone sono delle macchine del tempo viventi.

Accade infatti che viaggiamo nel passato grazie ai ricordi ed ai rimpianti.

Ma anche che viaggiamo nel futuro grazie ai sogni ed alle speranze.

Inoltre e sempre come  macchine del tempo viventi viaggiamo nel passato grazie alla esperienza e nel futuro grazie alla conoscenza, (che poi non significa in automatico comprensione).

E quindi invece che perderci in un indefinito quanto indefinibile “pensiero morbido” che in realtà quasi sempre è una definizione alibi per definire un pensiero moscio.

Ed anche invece che perderci nella sciatteria della approssimazione che cerchiamo di nasconderci chiamandola  creatività.

Beh, se la smettessimo di fare tutto questo ed invece che rifugiarci in un passato ed in un futuro che ci inventiamo non ci impegnassimo nel presente.

Qui ed ora … vivono sia il passato, (ciò che è stato), che uno dei futuri possibili, (ovvero ciò che potrebbe essere ma non è ancora), ma dove è il presente?

Il presente siamo noi.

Ce ne rendiamo conto?

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