Momenti quotidiani di riflessione: Italia, fragilità di governo … Fragilità delle leadership …. mattina 15

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Iniziamo con la fragilità di sistema, ovvero di quella delle leadership.

La vera origine del blocco generale in termini di innovazione e spinta verso il futuro.

In Italia troppa leadership è posta al comando sapendo che non è in grado di fare, ovvero cambiare. E questo per il guadagno di qualcuno.

In Italia ed allo stesso modo troppa leadership è posta la comando sapendo che non vuole fare, ovvero cambiare.

Ed anche questo per il guadagno di qualcuno.

Ed ovviamente avviene sia a livello locale che nazionale ed in tutti i contesti dalla politica alla intellighenzia passando per il business.

Quindi?

Oh beh, è semplice.

Sommando il guadagno da non saper fare con il guadagno da non voler fare si ottiene che qualcuno ci guadagna ma il paese ci perde.

La ragione della nostra crisi decennale è da qualche parte tra questi due estremi.

E quindi l’ Italia per questo più che essere un paese povero, (cosa che non è), è invece un povero paese.

Altro che poteri forti il problema dell’ Italia sono i poteri incapaci!

Ed ora alle fragilità di governo.

La fragilità del M5S.

Questo governo si caratterizza per essere quello del secondo mandato per la leadership e per molti Pentastellati.

Ovvero se cade e si torna a votare e loro perdono il posto.

Domanda: quante fiducie devono votare in massa per non perderlo? E quindi accentuare un trend decennale che continua a svuotare de facto di potere il Parlamento.

Ed anche: ed in quanti se poi non si trovassero le maggioranze parlamentari cambierebbero casacca per non perdere lo stipendio e magari riposizionarsi altrove per un terzo mandato con tanti soldini a fine mese?

Ed infine : e questo non farebbe nascere correnti interne contro la leadership a fronte del rischio di finire a casa?

La fragilità del Premier.

Ammesso e non concesso che il nome non gira perché, in realtà, sia il M5S che la Lega attendano che lo faccia il Quirinale nell’ ovattato ed elegante segreto di una stanza?

Ma in ogni caso un Premier che non ha di suo neanche un ministro od un appoggio politico in almeno uno dei due partiti che forza ha?

Sarebbe, anzi è destinato alla funzione di segretario convalidante di quanto dicono i due partiti nel consiglio dei ministri.

Il rischio col Premier che generi fragilità nei partiti.

Se invece fosse una figura dai partiti che rischio esiste che non finisca per lavorare per farsi la sua “corrente” e quindi indebolire o Salvini o Dimaio con le conseguenze del caso in termini di tenuta.

Il rischio della fragilità da legittimità poi non così eclatante.

In modi diversi Lega e M5S faranno votare la base.

E per la Lega a pensarci bene se non pongono il vincolo del dimostrare di avere la tessera del partito il voto sarebbe esteso a tutti dato che tutti possono andare a votare in un gazebo. Con la ovvia complicazione del caso in termini di lettura del risultato, qualunque esso sia.

Ovvero: alla fine della giornata quanti Leghisti e non Leghisti avranno votato “si” o “no”.

Ma semplifichiamo considerando che sia la schiacciante maggioranza di Leghisti ad andare a votare.

E diamo pure per scontato che non vi siano contestazioni né sul voto del M5S e neanche su quello Leghista.

A questo punto le domande sono:

A partire da quale quorum ha un valore politico?

Ovvero e nel pratico se nella Piattaforma Rousseau  si stimano in circa almeno 180.000 gli iscritti questo voto sul contratto per avere un  senso politico quanti votanti deve avere.

Il 10 od il 40 do il 60 percento?

E visto il numero dei Votanti della Lega il 4 marzo anche per loro che percentuale di Votanti per il contratto è politicamente un successo od un fallimento. Od anche che percentuale solo sugli iscritti alla Lega?

E poi sia che risulti un “si” che un “no” che significato dare a partire da quale scarto?

Ovvero si immagini che sia accettato o non accettato con uno scarto di  2 o 3 punti percentuali è ben altro che se lo fosse con uno di 5 o 10.

E se rifiutato Dimaio si dimette da guida politica? E solo lui o tutto l’ attuale vertice? E Salvini e la sua leadership?

E se lo accetta o rifiuta la Base di uno dei due mentre l’ altra fa il contrario?

Ovvero se, ad esempio, lo accettano i Leghisti e lo rifiutano i Pentastellati, o viceversa, che accade?

Nuovo giro di consultazioni?

Governo impossibilmente neutro del Quirinale?  ( clickare qui per una anslisi in merito)

Votazioni a luglio od ottobre? (clickare qui per una analisi in merito)

Infine: la fragilità derivata dal non poter capire

Si parla di un contratto di almeno 40 pagine di argomenti complessi.

Ma seriamente ed onestamente se le Persone devono votare questo weekend ed oggi è già martedì quando hanno il tempo di leggerlo e capirlo?

Si certo possono scaricarlo integralmente dai siti della Lega e del M5S ma 40 pagine di contrattualese politichese quanta rilfessione richiedono?

E di certo non basta l’ abstract nella paginetta per il download scritto in entrambi i casi da qualcuno che vuole che sia accettato.

Ed il non poter capire quanti fraintendimenti e quindi delusioni, ovvero malumori dei rispettivi Votanti finisce col generare?

E quindi indebolire il tutto?

Certo è che la Terza repubblica nasce alla insegna delle maggioranze parlamentari e non elettorali confermando il trend degli ultimi 3 governi della Seconda.

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