Momenti chiave quotidiani: Le Giuliette …. 23 mattina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Vedendo un interessante documentario della BBC che parla di William Shakespeare mi ritrovo a Verona.

Ovvero Romeo e Giulietta.

Padova è la Bisbetica Domata.

Venezia è il Mercante di Venezia.

E Verona i due innamorati.

E scopro che esiste un “Club di Giulietta”.

Ovvero un luogo dove scrivono gli innamorati di tutto il mondo per parlare dei loro amori.

Un luogo a cui si può scrivere ponendo come indirizzo solamente ” Club Giulietta – Verona (Italy)” ed è così famoso in città che viene recapitato.

Ed il club riceve almeno 7.000 lettere ogni anno, quasi 20 al giorno o anche quasi 1 ogni ora.

Una lettera ogni ora in un mondo di email dovrebbe far pensare.

E pensando in merito ci ricordiamo che non solo le lettere per secoli sono state le email ma che svolgevano un lavoro egregissimo come email.

Prendiamo ad esempio la famosa “Repubblica delle Lettere” con centinaia di corrispondenti generanti centinaia di migliaia di lettere in giro per il mondo nel diciottesimo secolo.

Lettere che impiegavano pochi giorni o mesi ma che non solo arrivavano ma arrivavano anche in tempo utile affinché le comunicazioni tra le parti avessero ancora un senso nonostante il trascorrere del tempo.

Come con le Giuliette, ovvero le volontarie del Club di Giulietta a Verona.

Con cui chi comunica può attendere il tempo di una lettera. Ovvero quello per il recapito, per la stesura e per arrivare come risposta.

Teniamolo a mente e divaghiamo, ma non troppo, con due esempi sul tempo percepito e la sua supposta velocità.

Il primo esempio ci parla di un breve racconto che narra di una partita a scacchi per lettera, una cosa comune. Due persone si incontrano durante un viaggio e giocano a scacchi. Al momento di salutarsi si scambiano gli indirizzi promettendosi di continuare a giocare per lettera. E per anni giocano senza mai più rivedersi.

Poi un giorno uno dei due riceve una lettera dal suo amico di penna. Contiene una mossa che lo fa vincere e giocandola l’ amico che ha ricevuto la lettera capisce che ha perso ma anche che il suo amico è morto dato che lo stile di gioco è diverso. E la partita continua.

Una volta per mandare un messaggio segreto si tagliava i capelli a degli schiavi. Si scriveva il messaggio sulla pelle e poi si attendeva che i capelli ricrescessero e fossero così lunghi da nasconderlo. Poi li si inviava e chi riceveva agiva allo stesso modo per rispondere. Si trattava di messaggi segreti ma il tutto richiedeva mesi.

Ovvero il decorso degli eventi, il mondo di quelle Persone in buona sostanza, poteva permettersi quella velocità che era al passo coi tempi.

Cosa ci dice tutto questo?

Una partita a scacchi che dura anni e continua dopo la morte con un altro giocatore.

Messaggi vitali per la vita dei potenti che potevano attendere mesi.

Un network mondiale di intellettuali, politici, very important people che nel diciottesimo secolo comunicava regolarmente parlando via lettera di cose importanti per il loro mondo che poteva attendere i tempi di quel tipo di comunicazione.

Le Giuliette che nel ventunesimo secolo non operano con le email ma  gestiscono un flusso mondiale di almeno una lettera ogni ora ogni anno.

Significa che questo mondo non è più veloce oggi rispetto al passato.

“Solo e semplicemente” questo.

Ma come è possibile?

E’  semplice, ovvero?

Il punto è che noi confondiamo una supposta, ma non reale, maggiore velocità del mondo con una effettiva maggiore contemporaneità percepita.

Cosa si intende con contemporaneità percepita?

Il fatto che siamo così saturati in tempo reale ed in contemporanea da input, richieste, notifiche, chiamate, messaggi vari che il tutto viene metabolizzato con una supposta maggiore velocità del mondo che non esiste.

Accade infatti che e solo per fare un esempio.

Beep per una telefonata da fare

Beep per un aggiornamento da uno dei siti che seguiamo

Beep … Beppe … Beep poi anche altri siti ci aggiornano su questo

Beep poi uno professionale

Beep poi il ricordo per fare una cosa

Beep poi il social numero 1

Beep il social numero 2

Bppe arriva una email

Beep una altra email no anzi due e poi Beep  nel social numero 3

Beep il frigorifero ci avvisa che ci serve il burro

Beep la apps ci comunica che il gatto è uscito dal giardino e va in strada

Beep… beep…beep

Ovvio che con questa saturazione sia naturale pensare che il mondo stia correndo sempre più veloce.

Ed invece non è così.

E’ solo che noi gli consentiamo di saturarci e con questo di toglierci un pò di qualità di vita.

Eppure sarebbe facile ovviare a questo.

Come?

Ponendoci una domanda piccola piccola.

Ma ci servono davvero tutti questi beep?

Se gli amici dei social non capiscono che esistono cose e momenti per cui possono attendere per ricevere una risposta meglio perderli che trovarli.

Se un evento è una breaking news non basta che ce lo dica una fonte seria sola? Questo perchè tutte le altre non fanno che ripetere la stessa cose e gli approfondimenti, le analisi arrivano dopo ore ed ore.

E se impostiamo in modo che il nostro frigorifero ci parli quando stiamo finendo di fare altro? Gli orari li conosciamo e sapere alle 10 del mattino, ovvero al lavoro, che ci serve del burro non cambia la nostra vita.

Dato poi che fino a fine lavoro non possiamo andare a comprarlo.

E lo stesso per le email.

Non installiamole sullo smartphone.

Se le cose che ci devono comunicare sono così serie ed urgenti allora vale la pena che ci telefonino ed il resto può aspettare fino a che non possiamo leggerle.

Da sempre ho evitato di ricevere email dallo smartphone e da sempre rispondo al massimo in 24 ore.

Ovvero?

Solo e semplicemente riguadagnano il nostro tempo e vedremo che il mondo va sempre alla stessa velocità.

La nostra e di quello che veramente conta e così diveniamo meno liquidi e più solidi.

Ovvero meno forma inutile e più sostanza di vita godendoci la gratuità del momento.


 

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