Momenti chiave quotidiani: GUERRE (1/2), Guerra Civile Europea … 18 mattina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Guerra Civile Europea dice il Presidente Francese Macron e clickando qui trovate il suo discorso che è bene ascoltare.

Guerra Civile Europea, ne parliamo da tempo quasi in solitaria e ridevano tanti esperti che ora sentiamo ripetere le cose che dicevano da tempo. Facile fare i Guru dopo che le cose accadono.

Alcuni esempi.

Nel dicembre 2015 quando il Presidente Putin diceva che era morale lanciare bombe atomiche contro la popolazione civile per fermare il terrorismo come vedete clickando qui nel sito del sito culturale gemello.

Nell’ agosto 2015 il fallimento di Erasmus dove si ha un Erasmussiano, ovvero una Persona che ne ha fruito,  ogni 350 abitanti della UE a dove sono? Semplicemente mancano come gruppo sociale unificante come vedete clickando qui.

Nel 2017 e ri-pubblicato nel marzo 2018 cosa accade se gli Usa lasciano o riducono al minimo la loro presenza nella Nato e la corsa alle armi nucleari in Europa che vedrà coinvolti tutti dalla Germania alla Italia come vedete clickando qui.

Ringraziamo Antonino Galloni per aver ripreso questo durante un dibattito presso il Senato della Repubblica.

In Italia siamo stati i primi a parlare della Quarta Guerra Mondiale iniziata il 15 Settembre 2008 e poi, molto tempo dopo, a partire da Limes, (numero 12 del 2017), hanno iniziato pure gli altri.

Ed a proposito della Quarta Guerra Mondiale vi rimandiamo a Geostrategia (Geopolitica + Geoeconomia) per una analisi dettagliata.

E ieri abbiamo parlato della crisi Europea dei partiti come soggetto sociale intermedio e lo trovate clickando qui.

E sempre in (quasi) solitaria clickando qui vedete come abbiano analizzato che Londra stia correndo oltre la Brexit per divenire la prima città stato capitale del mondo entrando nel nuovo ordine mondiale che scaturisce dalla Quarta Guerra Mondiale.

Ma torniamo ancora un attimo sulla Quarta Guerra Mondiale prima di commentare le parole del Preidente Macron.

Il mondo vive una lunga ininterrotta guerra dal 1912 in cui l’ Italia combattè contro l’ Impero Ottomano e poi nel 1913 la Guerra dei Balcani e nel 1914 … .

94 guerre in 106 anni equivalgono ad una guerra ininterrotta combattuta nelle 47 Regioni Geo-politiche del pianeta

Se pensiamo che il mondo viva la sua era moderna e contemporanea come una lunga guerra proviamo allora a dare un nome coerente alle 4 guerre mondiali:

  • I Guerra Mondiale, (1914-1918) = Crollo degli Imperi, imperi Euro-asiatici da quello Austro-ungarico a quello Zarista ed Ottomano
  • II Guerra Mondiale, (1939-1945) = Guerra tra Umanesimi, ovvero quello comunista, liberale, evoluzionista (nazi-fascista)
  • III Guerra Mondiale, (1945-1991) = Guerra delle Repubbliche, quelle con modello elettorale occidentale contro quelle con modello comunista
  • IV Guerra Mondiale, (2008 -?) = Guerra Civile Mondiale, gli Stati Nazioni nati dalla Pace di Westfalia, (1648), nelle loro forme attuali contro i poteri non statuali, (le 33 tipologie di Non State Actors)

Dalla guerra di Spagna all’ attacco alle Twin Towers negli anni fra due guerre mondiali non ci sono mai stati periodi di pace ma solo guerre di assestamento dopo la pace nella precedente guerra mondiale e di preparazione per la prossima.

Lasciando questo sullo sfondo cerchiamo di capire il minimo comune denominatore in tutta Europa

Viviamo una situazione complessa quanto instabile dove in un presente con le leadership tutti-partisan, (sia quelle supposte cosmopolite che quelle supposte elitarie ed unite dalla spasmodica ricerca del potere), sono smarrite.

Tante forme di presente che sono ancora un “già stato”, ovvero tanti passati quanti sono i locali del mondo che deve adeguarsi ai tempi.

Ma ed anche tante forme di presente che non sono ancora ” un divenuto”, ovvero non abbracciano uno dei tanti futuri possibili coerenti con il loro essere.

La storia non ha una sola fine e sostenerlo equivale a vincere il Nobel della Arroganza e questo vale per le derive  neo-liberiste e tecnocratiche come pure per quelle anti-moderniste basate sulla esaltazione di un passato mai esistito se non nella fantasia di chi vuole proporsi come avanguardia consapevole e quindi destinata a dominarci.

E non si tratta nemmeno di populismo dato che le Persone vogliono la Politica, ma non questa politica, come pure i Partiti, ma  non questi partiti.

Il più grande sbaglio delle leadership è quello di aver dimenticato che è loro dovere come pure la prima regola di platino per sopravvivere il far in modo che le altre Persone componenti la società non sentano il peso dei loro privilegi dato che a loro volta hanno un welfare.

Il chiudere l’ ascensore sociale per sostituirlo con una falsa selezione in nome di una meritocrazia che non esiste.

Non esiste dato che il gioco della selezione in realtà non è altro che una auto-referenzialità fatta da chi può pagarsi una delle 20 o 30 top university e poi seleziona solo chi le ha frequentate considerando gli altri come idioti da manavolanza.

Il delirio di preferire  la conoscenza, (un master che non può vederti bocciato visto le cifre che paghi),alla comprensione, (ovvero la esperienza di anni). In questo senso si rimanda a come Tom Nichols in The death of expertise. The campaign against established knowledge and why it matters? descrive la deriva delle cosidette top univeristy come mero business per  acchialappare i soldi delle rette.

Il tutto è nato grazie ad un semplice evento.

Il pensare che possa esistere un mercato fatto da una borghesia di almeno 2 miliardi di persone ha fatto credere alle elite che poco importa se a casa loro il lavoro si perde, (e quindi viene meno il mercato interno), dato che altrove altri compreranno.

Poi come elite ci si rifugia  nei quartieri buoni o nelle gate communities.

Che tragico errore dato che poi in quei paesi inevitabilmente si sviluppano i mercati interni che non comprano più le nostre merci.

Circa 10 anni fa un imprenditore di Shanghai mi chiese cosa dovesse importare sottolineando che  stavano imparando a fare tutto con i nostri standard e che quindi, prima o poi, i Cinesi avrebbero iniziato a comprare Made in  China da chi produceva per conto terzi per l’ Europa con la qualità per il mercato Europeo.

E mente me lo diceva i Cinesi iniziavano a ri-dislocare altrove le loro aziende dato che anche il Made in China iniziava ad essere troppo caro. Ed allora andavano nel sud est Asiatico oppure in  Africa.

E questo è il problema chiave.

Senza mercato interno non si va molto lontano e non sono i posti di lavoro creati altrove che alimentano il nostro export che rendono stabile le nostre nazioni. Ma solo la domanda interna da lavoro sostenibile e resiliente interno.

Nel mondo non mancano le risorse ma vengono distribuite male e quindi si possono ottenere posti di lavoro ovunque senza scadere nel nazionalismo economico od in autarchie che non hanno senso.

Nessuno, con molta ipocrisia, si lamenta se in calciatore od un conduttore televisivo guadagnano 300 volte quanto un lavoratore nei club o nelle televisioni ma tutti fanno le pulci agli stipendi dei manager.

Ed ancora non è questo il punto.

Le leadership devono non far sentire il peso del loro privilegio e quando capiranno che gli conviene farlo potranno mantenerlo in un mondo con un vero welfare e con vere speranze di ascesa sociale per tutti.

La eguaglianza è porre le stesse basi di partenza e poi ognuno è diverso e per questa diversità deve ricevere in base al proprio merito.

Non farlo?

Allora prepariamoci alla Guerra Civile Europea in un continente pieno di armi atomiche in mano ad una leadership politica tutti-partisan alquanto incapace e ad una tecnocratica di equivalente spessore.

Continuiamo oggi pomeriggio parlando delle guerre militari.


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