Momenti chiave quotidiani: Città … 16 mattina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

1- COSE DAL MONDO

  • Da Londra: creare una città stato che sia anche capitale del Regno Unito e guida del Commonwealth pur restando nella UE
  • Dal mondo dei  robot: urbanesimo futuro nel presente
  • Dal mondo Audi: coesistenza armoniosa

2- Il FILO CONDUTTORE

Per capire come il destino di Londra fosse manifesto da sempre rispetto alla penisola Britannica basta ricordare che per millenni era un hub geograficamente favorevole per il commercio come pure citare ad esempio che nel 1700 aveva 500.000 abitanti mentre la seconda più popolosa città delle isole, Bristol, ne aveva 30.000. Che poi divennero 960.000 nel 1801 e 7 milioni nel 1911.

Un ruolo da sempre quindi e che non verrò meno oggi e domani. Anzi diverrà sempre più complesso e Londra potrebbe essere la prima di un nuovo tipo di città politiche al punto da fa ritornare in auge le città stato. Oggi abbiamo solo una città stato che è Singapore ma Londra sarà un qualcosa di politicamente molto più innovativo in quanto diverso.

Innovativo e diverso al punto di divenire al contempo sia la capitale di uno stato, uno state actor, nato dalla Pace di Westfalia nel 1648 e quindi inseribile in Westfalia 1.0 che una città stato.

Nel 1648 con la Pace di Westfalia nacque la forma degli stati come la conosciamo noi, ma non lo stato che esisteva da prima, e che si caratterizza sui dogmi (teorici) della piena sovranità interna come pure della intangibilità delle frontiere.

Ovvero quelle che oggi sono ancora delle realtà non statuali, ovvero una delle tipologie dei non stata actor, ma con il divenire città stato sarà una delle nuove tipologie di stato nate dalle realtà non statuali e quindi inseribile nel contesto della evoluzione della Pace di Westfalia definibile come Westfalia 2.0.  Per conoscere quali siano le  33 tipologie di poteri non statuali clickare qui e per comprendere il valore fondamentale nella Quarta Guerra Mondiale che è una guerra civile tra gli stati ed i poteri non statuali si consiglia il seguente libro.

Londra sta’ promuovendo un referendum per divenire città stato senza rinunciare, ovviamente, allo status di capitale del Regno Unito e del Commonwealth delle Nazioni che comprende 53 stati. Una realtà geopolitica fondata nel 1926 e che è chiave nel XXI se si pensa che rende la Corona Britannica presidente di nazioni ricchissime come il Canada o l’ Australia.

Se i promotori del referendum riusciranno ad indirlo e poi a vincerlo, ed è certo che lo vinceranno se pensiamo a come Londra votò contro la Brexit, avremo la prima città di Westfalia 2.0, ovvero di un nuovo ordine mondiale.

Una città che avrà due valute legali: la sterlina come nel resto del Regno Unito e l’ euro solo nell’ area metropolitana di Great London che sarà quella della città stato.

Una città che sarà allo stesso tempo capitale del Regno Unito con tutti gli obblighi nazionali ed internazionali che ne derivano.

Ma anche una città stato 27. membro della Unione Europea con tutti gli oneri e vantaggi che ne consegue.

E come capitale del Regno Unito e come città stato membro della UE poi capitale del Commonwealth, primo centro finanziario in Europa, guida di una delle 4 nazioni con il potere di annichilimento nucleare del pianeta, di una delle 3 nazioni al mondo con una capacità di proiezione militare in tutte le dimensioni, ( sea, space, sky, land, cyber, nuclear), elemento chiave della Nato e centro indiscusso della evoluzione del concetto di soft power chiamato leverage power.

E da questa dimensione  d’ avanguardia politica di una città che è coerente con il ruolo chiave delle città da quando è nata la globalizzazione circa 6.000 anni fa con il collegamento delle megalopoli Mesopotamiche tra di loro e con il mondo che allora conoscevano.

Un ruolo chiave magnificato dal più grande storico del XX, ovvero da Fernand Braduel che introdusse il concetto delle economie mondo nel suo magnifico Civilisation, èconomie et capitalisme, XVe-XVIIIe siècle: Le temps du monde.

Ma ed ovviamente lo sono anche della tecnologia e delle sue applicazioni nella vita quotidiana.

E questo ci porta nel mondo dei robot.

Troppo spesso nelle nostre città la  positività  della connessione si traduce poi nella negatività della congestione e del consumo. Consumo di energia e di qualità di vita dato che inquina ed inoltre nella forma della congestione  consuma del tempo dato che siamo all’ assurdo di perdere anni di vita intasati nel traffico e sono anni di vita che solo parzialmente ci vengono resi nei termini di vita vissuta grazie alla connessione digitale col mondo.

Per ridurre questa negatività 3 città sono all’ avanguardia nel testare l’ uso dei robot.

Tokyo userà la vetrina dei giochi olimpici per mostrare e dimostrare come il Made in Japan in questo settore sia all’ avanguardia ed a tal fine già nel 2014 ha creato il  Robot Revolution Realization Council.

Dal punto di vista delle conseguenze socio-culturali quello che lascerà il segno ben oltre l’ evento non saranno i robot che guidano i taxi o le carrozzelle smart in quanto robotizzate per i paraplegici ma il fatto che vi saranno robot come guide turistiche e come mediatori culturali come traduttori in almeno 20 lingue per consentire ai turisti di comunicare con i Giapponesi.

Singapore, al momento la sola città stato al mondo, ha invece un altro obiettivo chiave.

Il considerare le applicazioni urbane dei robot come una semplice estensione della smartness della città.

Pensiamo ad esempio alle sperimentazione con gli elicotteri di Airbus per i droni che consegnano la posta come pure ai bus EZ10 di Easysmile.

Ma anche il loro uso nel settore scolastico ed in quello della salute.

In Dubai la robotizzazione è pensata al fine di renderla la più felice città al mondo.

E da qui il voler robotizzare entro il 2030 il 25% delle consegne postali e del servizio di pattuglia della polizia utilizzando un Robcop  della Spagnola Pal Robotics ed i veicoli Outsaw prodotti a Singapore.

In tutti e tre i casi sono approcci pianificati dai governi degli stati, ad ulteriore conferma che gli stati non sono morti, che impatteranno sulla nostra quotidianità modificando il nostro vivere urbano.

Ma il settore privato è poi quello che fornisce le tecnologie e che affianca nel creare le visioni.

Prendiamo ad esempio Audi che, giustamente, prevede un convivere armonico di diversi tipi di trasporti nella multi modalità delle connessioni urbane.

E non poteva essere diversamente da chi, come Audi, ha saputo creare nella sua città un’ area produttiva che è al contempo un gioiello di sostenibilità ambientale e di resilienza urbana creando centri di cultura nel cinema, nel jazz e nel food al proprio interno.

Ma anche un esempio di convivenza dinamica creando quartieri per chi vi lavora che sono a dimensione umana e non i dormitori che vediamo troppo spesso.

Il tutto in coerenza con una filosofia che ci parla di conseguimento del futuro mediante il progresso che è ben più profonda come visione della sola eccellenza tecnologica delle proprie vetture.

Quindi il tutto come insieme e l’ insieme come tutto come preannunciava Hawking dal mondo della fisica quantistica.

Con la avvertenza fondamentale che dire ” il tutto come insieme e l’ insieme come tutto” non significa una semplicistica quanto complicatamente ottusa omologazione ma tutto il contrario.

Ovvero il creare le condizioni per fa convivere diverse dimensioni al fine di potere sempre godere la gratuità del momento quando ci muoviamo nelle città.

Quindi far evolvere i veicoli in modo che siano in armonia in grado di anticipare ed influenzare l’ ecosistema urbano per mantenere elevati standard di sostenibilità e resilienza nell’ affrontare i bisogni generati dai cambiamenti negli stili di vita.

Ed in questo il garantire la gratuità del momento nella fruizione significa generare un benessere psico-fisico nella mobilità che trasformi lo spazio in luogo di vita e non in tempo sprecato cercando di porre rimedio ad un ingorgo con una connessione digitale.

E quindi, alla fine, essere smart non dipende tanto dalle tecnologie usate ma da come noi viviamo il tempo in uno spazio per trasformalo in un luogo. Ovvero in emozioni ed azioni.


 

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