Fake News e Marketing Politico = NULLA di nuovo sotto il sole!

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Fake news, iniziamo con queste.

Se ne sono sempre raccontate e non è questo il punto.

Il punto è un altro, ovvero?

Che il livello di disperazione, odio, rabbia, frustrazione, insoddisfazione sia tale che tutto è credibile.

Prendiamo un esempio tra i tanti che è così clamoroso che non serve nemmeno citare il nome delle Persone fotografate.

Parliamo della foto divenuta virale in cui altissime cariche istituzionali con un fotomontaggio erano raffigurate come presenti ufficialmente ai funerali di un notissimo capo mafia.

Fermiamoci un attimo per chiederci: ma davvero con un minimo di razionalità possiamo credere che lo Stato venga rappresentato ai funerali di un mafioso?

Quindi quale è il punto?

Cosa ci dice questa fake news divenuta virale?

Che il rancore è così diffuso che si crede a tutto pur di dare sfogo alla frustrazione da insicurezza e da certezza di non avere un futuro.

E se crediamo a questo possiamo credere a tutto no?

Eh, si.

Ed qui passiamo a parlare del marketing politico ed iniziamo con un aneddoto.

Nel 1963 la Democrazia Cristiana invitò un esperto di marketing politico dagli Usa incaricandolo di pensare alla comunicazione.

L’ esperto decise una campagna e tra i vari messaggi c’ era un poster con una giovane ragazza sorridente che camminava in un prato e la headline diceva ” La Democrazia Cristiana ha 18 anni!”

Risultato?

Il poster fu ritirato dopo pochi giorni.

Perché?

In diversi luoghi in Italia sotto di esso comparvero delle scritte del tipo “ è ora di fotterla“.

Che cosa impariamo da questa storia?

Sicuramente che i tempi non erano pronti per questo tipo di comunicazione. E questa è indubbiamente la prima lezione.

Poi?

La seconda lezione è che da sempre i partiti politici usano immagini lontane da quello che fanno o non fanno per crearsi un credito da narrativa.

Poi possiamo ricavare una terza lezione che , se vogliamo deriva dalla prima.

E questa lezione ci dice quanto sia importante avere i giusti dati in termini di target group.

Nulla di nuovo neanche qui.

I dati si raccoglievano da sempre ed oggi la sola e vera differenza è quantitativa in termini di pura e semplice potenza di calcolo.

Quindi?

Nulla di nuovo sotto il sole.

Ovvero e nel pratico le Persone non sono più facilmente manipolabili e chi fa marketing politico più abile dei suoi predecessori visto che siamo in Big Data.

No il punto è un altro e ben più pericoloso.

Le Persone sono molto più stanche.

Chi vuole capire capisca.

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