MOMENTI QUOTIDIANI CHIAVE: La “Big Bufala” della intangibilità virtuale: la lezione da Facebook (Internet 1/2)… 11 mattina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Sfortunatamente stiamo tutti perdendo di vista quello che è l’ elemento chiave di tutte le storie che ruotano intorno a quanto accade in queste settimane nel Continente Internet relativamente a FaceBook.

E questo elemento chiave è relativo alla supposta intangibilità fisica di tutto quello che è in rete.

Ma andiamo per ordine dato che parliamo di fisicità è bene aprire due parentesi o ci perdiamo.

La prima parentesi serve ad introdurre il concetto della realtà come un Dual senza soluzione di continuità.

Dalla sua creazione Internet ha sempre sviluppato strumenti che integrassero la dimensione fisica e quella digitale della nostra vita.

Indubbiamente il primo erano le email. E grazie a loro si infranse la dimensione fisica del comunicare ed ognuno di noi ha potuto crearsi la propria “Repubblica delle Lettere” inviandone di digitali a costo zero.

Ed il tutto si amplificò con le chat-box che erano la mamma dei social network e che operavano più di trenta anni fa.

Poi arrivò il World Wide Web che ha consentito di implementare tutti i contenuti multimediali che oggi diamo per scontati ma che prima non lo erano.

Quindi fu il momento dei social network che si sono specializzati per tema e forma espressiva, (dalle parole alle immagini), nel corso degli anni.

Ed il magico mondo delle Apps che ci ha  immerso sempre più in quello che chiamiamo l’ Internet delle Cose mentre in realtà è un continente in termini geopolitici e geoeconomici come abbiamo visto in un altro articolo che trovate se clickate qui.

Un continente in cui viviamo quotidianamente ogni volta che entriamo nella dimensione digitale della nostra vita.

Dimensione digitale della nostra vita?

Da poco più di 50 anni, ovvero dalla creazione di Internet, ed in un continuo crescendo viviamo sempre più in uno spazio fisico, (off-line), in uno digitale, (on-line), ed in uno trans-dimensionale, (ovvero la augmented o mixed reality che viviamo con un visore che compriamo a 15 euro).

Questa dimensione si definisce come un Dual a 4 Livelli, ovvero la realtà composta da una dimensione fisica e da una digitale e rimandiamo a questo documento che potete scaricare qui Le 4 tipologie di DUAL  e che è tratto da “Geostrategia XXI ( Geopolitica più Geoeconomia).

Pertanto se Internet è un continente in quanto in esso si vive grazie al Dual composto dalla fisicità e dalla digitalizzazione della nostra realtà quotidiana e se in Internet la politica e la economia hanno un peso fondamentale capiamo come possa essere tranquillamente considerato un altro continente.

E questo di porta alla seconda premessa fondamentale quanto, purtroppo, troppo spesso dimenticata.

E questa premessa ci porta a dire che Internet è fisico. Fisico non meno che digitale e così fisico che è questa, e non quella digitale, la dimensione dominante.

Come fisico? In che senso?

Internet è fruibile solo e soltanto grazie ad una serie di elementi hardware di cui quelli che possediamo, ovvero le nostre device dal computer allo smartphone, sono solo la punta dell’ iceberg. O per meglio dire l’ ultimo anello di una catena complessa che si occupa della logistica dei contenuti digitali.

Una catena tutta fisica.

Composta da provider a vario livello. Da chi fornisce le linea DSL a che gestisce i server come pure i motori di ricerca ed anche chi fornisce i vari contenuti che cerchiamo.

E questo “solo e semplicemente” perchè tutto questo mondo, questa “logistica del digitale”, esiste grazie a due dimensioni.

Le leggi che regolamentano il tutto e le società che gestiscono le varie componenti del cosiddetto Internet delle Cose, ovvero del Continente Internet.

Infatti i server sono hardware fisico localizzati in luoghi fisici gestiti da società in territori sottoposti ad una legge.

Idem per le società che offrono i motori di ricerca come pure  quelle che gestiscono i  contenuti in rete.

Dai siti porno alle Apps passando per il nostro giornale quotidiano piuttosto che per il sito dove compriamo tutto è basato sulla fisicità di reti, (cavi), server, (computer), società, (uffici), e leggi.

E questo ci porta al punto cardine totalmente trascurato quando oggi parliamo di Facebook.

Ovvero?

Che questo social network non sia una realtà digitale e quindi senza una localizzazione certa che può andare, migrare dove vuole alla bisogna.

Ma che, invece, sia una realtà fisica.

Fisica in quanto una società in un territorio è sottoposta ad una legge.

Fisica in quanto vivente grazie a sedi con persone in carne ed ossa che co-gestiscono anche della intelligenza artificiale che, a sua volta, è anche essa fisica in quanto vivente in un hardware che è in un luogo fisico in un territorio sottoposto ad una legge.

Eh si, il cloud finisce od inizia prima o poi esattamente dove è basato l’hardware che lo gestisce e questo vale anche per il più potente sistema di intelligenza artificiale.

E questa fisicità blocca, anzi per meglio dire fa evaporare nel concreto delle cose quello che a questo punto è il mito dei mondi e degli operatori digitali che sono degli apolidi che possono andare dove vogliono per sfuggire alle tasse ed ai tribunali.

Facebook non può rendere incorporei le sue dimensioni digitali come pure non è così semplice trasferire  le attrezzature fisiche che gli servono in un qualche territorio compiacente.

Dai problemi legati alla sicurezza a quelli delle infrastrutture che non sono un “semplice cavetto ed un computer” questo è impossibile.

E difatti abbiamo che il suo fondatore e CEO deve spiegarsi, giustificarsi e pagare multe.

Infatti non può smaterializzarsi come ci racconta la mitologia di un Internet dove le big company vanno

dove vogliono quando vogliono.

E’ legato alla sua fisicità che si esprime in luoghi dove ci siano infrastrutture sicure.

Ma anche una rule of law, ovvero una legge ed una giurisprudenza affidabile e non corrotta.

Ed i luoghi nel mondo che abbiano queste fisicità ad altissimo valore aggiunto ed indispensabili sono veramente pochi.

E quindi va a chiedere scusa e si prepara a pagare delle multe.

Come pure ad una eventuale class action e qui dobbiamo tutti riflettere su una possibilità.

Le multinazionali del tabacco hanno pagato multe da decine di miliardi dollari.

Noti produttori di auto idem.

Quella che ad inizio del XXI era la più grande società di consulenza al mondo ha dichiarato fallimento per pagare le multe ed i risarcimenti per un falso contabile.

E se una serie di class action costringessero Facebook nei prossimi 3 o 5 anni a pagare più di 100 miliardi di dollari di multe e risarcimenti?

Che accadrebbe?

Facebook porta i libri in tribunale o viene comprata?

E se chiude chi ne prende il posto?

In ogni caso, e per inciso, anche questo è un altro segnale che ci dice che sia stato suonato troppo presto il requiem degli Stati.

Ovvero della fisicità dove Internet come Continente si basa per esistere.

E questo non è altro che un altro capitolo della Quarta Guerra Mondiale iniziata il 15 settembre 2008 che, in realtà, altro non è che una Guerra Civile Mondiale che si compone di diverse guerre tra gli Stati Nazione nati con la Pace di Westfalia nel XVII e le Realtà Non Statuali, (Non State Actors), per definire nuove tipologie di stati.

Ovvero Westfalia 2.0.

 

(…. oggi pomeriggio parleremo delle blockchain oltre le valute, del nuovo mondo della pasta creato dalla Cricket Pasta, dei potenziatori di memoria ed altro in un viaggio complesso a 360 gradi e lo trovate clickando qui…)


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