MOMENTI CHIAVE QUOTIDIANI: Esempi di vita in Internet (Internet 2/2) …. 11 pomeriggio

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Stamani abbiamo visto cosa non viene detto su Facebook ed il rischio che possa fallire per le multe da pagare.

Connettere, è il dogma.

Ma lo è da sempre. Da quando 30.000 anni orsono commerciavano statue in Europa per vendere statuette con teste di leone che  divenivano interior design per le abitazioni del tempo.

Come lo è oggi quando si vivono in contemporanea molteplici connessioni che si devono gestire e mettere a profitto creando Universi Emozionali Condivisi in cui l’ economia sia a misura d’ uomo.

Partire da questo oggi ci porterà in giro un pò a 360 gradi dato che:

  • nel mondo del food in Hong Kong scopriremo la cricket pasta che apre un nuovo mondo nell’ universo pasta in cui il Made in Italy definisce il trend
  • nel mondo della  neuro-tecnologia nei risultati operativi delle ricerche dell’ MIT e della Darpa per vedere come un hardware che comunica anche con Internet leggendo nel pensiero ed una protesi che potenzia le memoria siano utili
  • nel mondo delle block-chain vediamo come aiutano la gestione dei processi complessi di logistica e produzione
  • in quello del cinema che diviene ancora più digitale
  • per poi scoprire nel mondo del marketing che sono scandalosamente troppi quelli che non hanno idea di come gestire la dimensione digitale della nostra realtà nei termini delle applicazioni della realtà aumentata

Connettere dicevamo.

Prima che i prodotti ed i servizi arrivino da noi abbiamo a monte una lunga catena chiamata ciclo produttivo che unisce le varie fasi della produzione, (dalla ideazione alla realizzazione), con la logistica di idee e componenti.

Un mondo connesso che possiamo suddividere molto, anzi troppo, succintamente dicendo che:

– segmentare per i suoi componenti significa parlare di piattaforme in cui trovare soluzioni e  servizi

– e segmentare per soluzioni vuol dire poi includere network ed asset management

Il tutto implica anche una indispensabile componente di montiraggio o meglio tracciabilità delle risorse condivise e qui le block-chain posso essere un interessante modello di riferimento.

Nel senso che la creazione di valore unita alla dinamica delle transazioni che la genera è un modello in un mondo in cui almeno il 35% del commercio mondiale è intra-company.

Ma questo significa gestire, nel senso di essere connessi un numero immenso di dati.

E qui ci vengono in aiuto le realizzazioni di cui abbiamo parlato ieri dell’ MIT e della Darpa.

Ovvero di AlterEgo, realizzato dall’ MIT, che è una sorta di cuffia che consente di comunicare senza parlare con una device come pure con una Apps dato che legge il pensiero delle persone e lo trasmette. E quindi di potere fare più cose allo stesso tempo. Nel pratico parlare e mentre si pensano delle istruzioni inviarle.

Ma ed allo stesso tempo Darpa nel centro di ricerche mediche     Wake Forest Baptist Medical Center  ha impiantato con successo una protesi che aumenta la capacità memonica.

Visto quanto DARPA è avanti nel creare device non impiantabili che potenziano le capacità celebrali e e neuronali è logico aspettarsi che presto avremo delle soluzioni potenzianti al nostra memoria non impiantabili ma indossabili.

Perchè è importante questo?

Non viviamo in un mondo più veloce ma in realtà in un mondo in cui il percepire la contemporaneità degli eventi grazie dal Dual fisico e digitale della nostra realtà ci  fa sembrare che tutto vada più veloce.

Da qui, e dopo millenni in cui ci si è concentrati a creare hardware che aumentassero la nostra forca fisica, delegare a degli oggetti il potenziamento di quelle celebrale. Ed in questo caso: perchè ricordare dato che possiamo stoccare tutti i dati che vogliano in ogni luogo e momento?

Peccato poi che si debbano usare e molti si “perdono” sepolti dall’ incalzare senza tregua di altri dati sicuramente più recenti ma non per questo migliori o più importanti.

Se invece potessimo ricordare di più e meglio con questi potenziatori celebrali potremmo anche delegare meno ad un qualche hardware questa funzione. O quantomeno alzare l’ asticella in merito e non sarebbe male.

E questo ci porta dalle frontiere di un presente in cui il futuro esiste già a quelle di un presente dove il futuro sembra uno spazio vuoto nelle nostre mappe mentali.

Viviamo in un mondo dove un visore VR basico ma interessante come prestazioni costa 15 euro ma non riusciamo a fare entrare come dovrebbe questo futuro nel presente dato che  troppi addetti ai lavori “solo e semplicemente” non capiscono questa tecnologia. Figuriamoci poi usarla.

Eppure le regole sono semplici, anzi banali nella loro semplicità alla base di un mondo indubbiamente complesso.

Poco più di un anno fa al Consumer Electronics Show di Las Vegas fu presentata aDressed prodotta da Gap Inc. . Una bellissima apps che consente di provare dei vestiti su un corpo con la nostra vestibilità integrandoli in un ambiente di nostra scelta in tempo reale.

Nel pratico: vedere come risulteremo optando per un modo di vestire piuttosto che un altro nell’ ambiente dove ci troviamo e dove saremo per una cosa da fare.

E qui si racchiude tristemente tutto quello che non capiscono troppi auto-definiti Guru del marketing e del tech-content.

E cosa sarebbe questo tutto?

Semplicemente le seguenti regole d’ oro per mettere a profitto le applicazioni della tecnologia VR, Augmented o Mixed Reality.

– Rispetto:gli Avatar non sono pupazzetti da video gioco ma Persone in un Universo Emozionale Condiviso

– Personalizzazione: non solo della narrativa di brand ma nell’ uso di chi fa parte dell’ Universo Emozionale Condiviso

– Social Media: non sono solo luoghi per raccogliere dati e per inviare messaggi. In che senso? Visto che un esempio vale più di 1000 parole rimandiamo a due esempi. Il primo è quanto abbiamo scritto ieri sul fatto che tutti copiano i Cinesi quando si tratta di Retailtainment e lo trovate clickando qui . Il secondo è il  Estée Lauder Lipstick Chatbot usabile con Facebook Messenger e che si trova in questo link.

– Multimedia: ovvero pensare che i media si integrano e non si sovrappongono. Una lezione che viene dimenticata troppo spesso sebbene si sia circondati di film che non sono altro che demo promozionali di serie televisive come pure di video game e dei relativi merchandising. Un concetto semplice ma di complessa applicazione come ri-affermato in Content Without Borders: the New Landscape of Digital Production and Distribution, dove il meglio della produzione cinematografica e dei video game  Usa ed Asiatica si sono incontrati il mese scorso in Hong Kong.

Ovvero creare la gratutità del momento dato che esiste un to escape generante un escapism che ci rende Escapist in un Universo Emozionale Condiviso, (mi scuso per l’ abuso di parole in Inglese ma non ho trovato un equivalente simbolico così emozionalmente sintetizzato in Italiano e questo è accaduto per  ia ignoranza).

 Innovare si, ma sempre nella tradizione delle mappe mentali che si allargano da lidi sicuri in cerca di approdi non meno sicuri.

E tutto quello che è nel mezzo è il rischio dell’ innovazione.

E visto che siamo in un viaggio a 360 gradi lo si completa parlando di pasta.

Di un nuovo mondo che si apre ed in cui il Made in Italy costringerà a rincorrerlo molti attori del food.

Ovvero?

Da Hong Kong la Cricket Pasta.

Ovvero la pasta fatta con farina di insetti.

Una idea Italiana e non Asiatica sebbene da sempre mangino insetti ed hanno pasta di soia.

Ovvero un esempio pratico su cosa sia la creatività.

Un connubio sinergico tra comprensione e fantasia.

La comprensione deriva dalla conoscenza delle cose nel mondo, ovvero del loro essere vitale.

E ci consente di arrivare al limite del possibile visto lo stato dell’ arte oggi.

Oggi, appunto.

Poi interviene la fantasia che sposta il confine e lo allarga e con esso i territori delle nostre mappe mentali.

E lo fa creando un qualcosa di nuovo che è creativo.

Il resto è approssimazione, sciatteria.

Pasta con farina di insetti, un esempio di creatività su cui riflettere.


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