MOMENTI CHIAVE QUOTIDIANI: Notizie da 4 fronti di guerra … 9 aprile pomeriggio

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Parliamo di 4 fronti della Quarta Guerra Mondiale:

  • Nord Corea
  • Siria
  • Israele – Gaza
  • Continente Internet

1- Nord Corea

E’ ufficiale che il Presidente Nord Coreano Kim Jong Un è disponibile a trattare la denuclearizzazione della penisola Coreana nel suo incontro con Trump a maggio. Una denuclearizzazione che coinvolge solo il suo esercito dato che nessun’ altro ha armi atomiche nella penisola.

Ma prima di continuare è bene aprire una piccola parentesi per ricordarci lo status giuridico internazionale che è vigente nella penisola è che è un problema nel problema. In Corea vige un armistizio che dal 27 luglio 1953 ha interrotto la guerra guerreggiata ma non le ostilità. Le parti belligeranti non hanno firmato la pace ma solo un armistizio e quindi tecnicamente per il diritto internazionale sono ancora in stato di guerra. E le parti tecnicamente ancora belligeranti sono il Nord e Sud Corea, la Cina, gli Usa e la forza internazionale ONU.

Un bel problema ed è una delle eredità scomode della Terza Guerra Mondiale, Guerra Fredda.

Ma una dimensione non meno tragica ci sfugge ed è quella che la Corea del Nord è da anni un santuario per il crimine organizzato. Dalla produzione di beni contraffatti, al traffico di organi, alla produzione di denaro, al cyber-crime ed altro ancora da tempo la Corea del Nord è un rifugio sicuro per il crimine.

A sua volta il regime è coinvolto in questo con unità dei servizi segreti. Lo è per diversi motivi che vanno dal bisogno di una fonte di approvvigionamento nel mondo al fatto che collaborando con il crimine internazionale organizzato gli agenti Nord Coreani trovano “basisti” in giro per il mondo.

Ma il punto è uno solo: e se domani da questa collusione nascesse un potere così forte da controllare il paese ponendo il crimine internazionale pericolosamente vicino ad  avere una testata atomica?

2- Siria

Da sempre il comando unificato Russo-Siriano ha dichiarato che il bombardamento indiscriminato, e quindi anche di civili, fa parte della loro strategia militare per sradicare i nemici del governo.

I nemici del governo e non solo i Baghdadiani, (ovvero i terroristi Isis).

La prima implicazione di questo approccio è duplice.

Punto 1: se i Russi optano per il bombardamento indiscriminato allora vuol dire che la loro tecnologia per il bombardamento intelligente, ovvero mirato e selettivo che riduce al minimo od annulla le perdite collaterali di civili, non esiste.

Punto 2: e non esiste neanche una intelligence sul campo che dica dove e quando colpire per centrare un bersaglio.

Un qualcosa su cui riflettere anche alla luce del disimpegno Russo.

Certamente il pensato disimpegno Usa ha aiutato chi ha pianificato questo.

Ma il dato di fatto è che si sono usati dei gas contro dei civili.

Domanda scomoda: se questo non è un crimine di guerra cosa lo è?

3 – Israele – Gaza

Hamas è in una posizione critica in Gaza in termini di consenso calante dopo anni di gestione dittatoriale.

Consideriamo quello che sembra essere il prossimo piano Usa per uscire dallo stallo nel Processo di Pace.

Queste sono le offerte ai Palestinesi:

  • il riconoscimento della Palestina come stato indipendente
  • East Jerusalem come capitale della Palestina
  • la internazionalizzazione dello status / controllo giuridico sulla Vecchia Città
  • la fine degli insediamenti in Cisgiordania, (West Bank)
  • la restituzione dei territori da parte dei coloni Israeliani
  • 40 miliardi di dollari di finanziamenti

Quindi la domanda è: chi ha interesse a far scorrere il sangue per poi sedersi in una posizione di forza in un negoziato dove, con queste offerte, non avrebbe alcun potere?

4 – Continente Internet

Facebook.

Sono stimate in 87 milioni le Persone coinvolte nello scandalo nel senso che i loro dati sono stati usati. Di queste 2 milioni e  settecentomila nella Unione Europea.

Ma davvero siamo tutti così naif?

Ovvero da capire e sapere solo ora che davamo dei dati per qualcosa?

In cambio di un qualcosa, ovvero?

Di essere nel social.

Non è una difesa di Facebook ma il far notare che un pò di autocritica e riflessione non guasterebbe.

In merito alle implicazione politiche rimandiamo ad un altro articolo che abbiamo pubblicato e che trovate clickando qui

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