MOMENTI CHIAVE QUOTIDIANI : Siamo tutti Analfabeti … 9 aprile mattina

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

L’ analfabetismo funzionale porta alla disabilità discorsiva.

Ovvero alla incapacità di parlare delle cose. Parlare delle cose sia per quello che sono ora e per quello che possono essere domani consci che non esiste mai un solo futuro.

Il drammatico risultato di questa incapacità è uno solo.

Le nostre mappe mentali sono piene di troppi quanto enormi spazi vuoti con il loro assordante silenzio da hunc sunt leones.

Ed allora nel nostro spazio condiviso e connesso si ha che ci siano più derive che approdi.

Che le terminazioni affettive non connettano più e quindi che meno che mai possano condividere.

Che gli strumenti cognitivi non portino alla comprensione.

Pertanto connettiamo ma non inter-connettiamo perdendo la natura collettiva dato che le coordinate sensoriali come pure quelle emozionali si arrestano.

Anzi, peggio, le coordinate emozionali e sensoriali delle nostre mappe mentali arretrano in un deserto in cui il vuoto  della paura  avanza ingurgitando spazi di vita finendo col defecare dimensioni di non-vita.

Quindi non stupiamoci se ci troviamo sempre più rinchiusi in un Eco-io e sempre meno aperti in un Eco-altri col rendere sempre più sterili le Ecologie di Appartenenza.

Questo perché ci chiudiamo in Ecosistemi Fortificati lasciando ai falsi profeti tutti-partisan di creare nuove diseguaglianze che da un lato ci vendono come placebo di giustizia e dall’ altro sono cinicamente costruite per ritagliarli un ruolo di nuova leadership privilegiata.

Il primo dovere socio-politico di chi ha il privilegio è che nella società non si colga questa differenza dato che le condizioni esistono per tutti.

Condizioni di partenza in cui poi ci si differenza e non quelle di selezione da caste auto-referenti.

Una sterilità che è diversa da quella del mondo di 1984 dato che le parole della nostra ignoranza cognitiva non ci vengono tolte da una dittatura ma siamo noi che, in maniera irresponsabile, non andiamo a cercarle.

Ed allora le parole muoiono.

E se muoiono come pure se non sappiamo inventarne di nuove allora accade che le risposte non contano più molto.

E le risposte non contano più perchè le risposte,vere o false che siano, si trovano sempre mentre il vero punto cardine è il trovare le domande scomode che ci fanno andare oltre e meglio nella esplorazione dei futuri possibili.

Siamo una società che non vuole capire?

Come dice Tom Nichols in The death of expertise. The campaign against established knowledge and why it matters?

Oppure abbiamo ancora speranze se capiamo quanto sia insostenibile il nostro livello di analfabetismo funzionale?

Come lucidamente evidenzia Oscar di Montigny in questo articolo  .

Accade da troppi decenni che continuiamo a definirci sempre e solo Post-qualcosa!

Come se fossimo prigionieri di eterni passati che non finiscono mai attraversando i diversi presenti del mondo per soffocare sul nascere le diverse opzioni di futuro tra cui ritrovarci Umanità.

Allora la domanda scomoda diviene: quando iniziamo a proiettare il presente nel futuro divenendo dei Pre-futuri?

E, quindi, finalmente non più dei Post-passati?

 

——————

CLICKANDO QUI I LIBRI DI LOCGLOB

Locglob si aggiorna 3 volte al giorno per consentirvi un dinamico contatto con le cose dal mondo.

Locglob©2018

(E’ possibile ri-pubblicare integralmente senza costi solo in contesti non commerciali e per farlo si deve citare la fonte con un hyperlink attivo)