BITCOIN: il segreto NON DETTO della loro forza … 29 pomeriggio

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Secondo Coindesk del Washington Post il Bitcoin in un anno dal gennaio 2016 al gennaio 2017 è passato da una quotazione di 403 dollari ad una di 1023 d oggi volteggia intorno ai diecimila.

Ecco un buon motivo per parlarne ma non solo.

Iniziamo con una serie di spiegazioni basate sulle aspettative che in economia  equivalgono alla oggettiva percezione della realtà come conferma il fatto che i due economisti Americani, Sargent e Sims, che lo hanno teorizzato hanno vinto il Nobel nel 2011.

Quindi le aspettative come la sola e codificata razionalità e teniamolo a mente.

Le aspettative che nel 2016 hanno giustificato questo incremento si chiamano Brexit, Trump come pure le instabilità economiche in Cina , India e Venzuela.

E tutto questo ci porta a dire che il Bitcoin sia stato percepito come un bene rifugio e qui è bene fermarci un attimo per una parentesi fondamentale.

Nel 2017 forse, ma molto forse, poteva anche essere così ma oggi?

Crediamo che abbia raggiunto le quotazioni che ha come bene rifugio  visto che la distanza tra Cuneo e Pyongyang è di 8866 chilometri e quindi la città Piemontese può essere annichilita da una testata nucleare Nordcoreana?

No di certo e questo ci spiega come quella del Bitcoin come bene rifugio sia una cosa senza molto senso.

Ma quando parliamo di bene rifugio si pensa ai lingotti in oro, ai diamanti , agli immobili od al Tbond Americano ed il Bund Tedesco come pure a restare liquidi con i soldi nel materasso ma non pensiamo di certo ai Bitcoin ed invece la realtà questa volta ha superato la fantasia.

Me se un qualcosa diviene un bene rifugio allora nelle aspettative del nostro immaginario collettivo è solido almeno quanto la inossidabile rocca di Gibilterra.

Chiudiamo la parentesi ed andiamo avanti nella analisi che a questo punto necessita che si parli della storia del Bitcoin per capire quando tutto sia in un certo senso epocale.

Il Bitcoin è apparso nel 2008 creato da un mitologico programmatore di nome Satoshi Nakamoto che definiamo mitologico dato che non si sappia chi sia.

Mitologico nel senso che è un mito a cui, ad oggi, non si è ancora potuto nè dare un nome  e tanto meno neanche un volto.

Il Bit coin non è generato da nessuna banca centrale ma da dei computer collegati in network per avere la potenza di calcolo sufficiente richiesta dal complesso algoritmo fonte.

Collegati legalmente od illegalmente dato che degli hacker si impadroniscono della potenza di calcolo di imprese e privati per farlo.

Quando parliamo di creazione legale quello che avviene è che le persone  forniscono il potere computazionale per generare una block chain di computer che  collettivamente genera la moneta.

Il fatto che non esista in ogni caso un creatore definito li rende sempre e comunque, e quindi anche quando sono creati legalmente, utilizzabili in maniera anonima con tutte le conseguenze del caso.

Nella sua storia è caratterizzato come una moneta molto instabile ma sembra che almeno nel 2017 il mondo sia stato percepito come ancora più instabile.

E questo ci porta a parlare della seconda caratteristica chiave dei Bitcoin.

Una caratteristica che è molto meno nota e valutata rispetto a quella di essere anonimi.

Questa caratteristica è che la struttura dell’ algoritmo generante fa si che  esista un numero finito di Bitcoin producibili e questo numero sia di 21 milioni.

Oggi e dopo appena quasi 9 anni si stima che ne siano stati prodotti 14 milioni e quindi ogni analisi che dice che nel 2140 si esaurirà la capacità produttiva è a dir poco ridicola dato che in solo  8 anni se ne sono prodotti più della metà.

In una frase: il Bitcoin è una moneta con un limite intrinseco insuperabile in merito alla sua creazione ed al massimo intorno al 2021 non se ne potranno più produrre.

Questo perché il suo algoritmo dice che se ne possono produrre 21 milioni e non è possibile come con le monete tradizionali stamparne all’ infinito.

Oggi i Bitcoin valgono cumulativamente circa 140 miliardi di dollari ovvero il nulla se rapportato al totale della massa monetaria e  degli strumenti finanziari in circolazione che sono entità da decine di triliardi di dollari.

E questo deve fari riflettere dato che al suo massimo storico i 21 milioni di Bitcoin esprimerebbero ai valori attuali circa 210 miliardi di dollari.

E visto che un triliardo di dollari equivale a 1000 miliardi di dollari sarebbe ancora un valore insignificante rispetto alla massa dei mezzi finanziari disponibili.

Ancora per meglio ricordarcelo: una goccia insignificante in un oceano di dimensioni siderali di moneta e strumenti finanziari.

Quindi?

E se in realtà il segreto della loro forza fosse proprio questo?

Ovvero il fatto di essere solo al massimo 21 milioni di pezzi contribuisce nel tempo ad aumentarne il loro valore.

Divengono come i diamanti e come il metallo aurifero,ovvero beni di cui è nota sia la scarsità che la limitatezza nella disponibilità dato che sono note le proiezioni sulla resa delle miniere.

Pertanto dato che ne abbiamo in circolazione già almeno 14 milioni su un massimo di 21 milioni con il passare del tempo e con il loro aumentare in termini di unità diverranno sempre più un bene raro e quindi prezioso e di rifugio.

Ovviamente sarà sempre possibile che altre monete simili compaiono come pure il pensare che i computer quantici in circolazione consentano di estendere il limite dei Bitcoin agendo sull’ algoritmo.

Questo algoritmo fonte è stato scritto con un codice binario mentre dal 2015 disponiamo dei codici quantistici che sono enormemente più preformanti.

Ma quel giorno accadrà qualcosa.

E questo qualcosa è che esisteranno due Bitcoin che possiamo definire come Bitcoin di Vecchio e di Nuovo Conio.

Con due valori dove quelli di Vecchio Conio saranno quelli che varranno di più ed ovviamente qualcuno troverà un algoritmo quantistico per farne girare di falsi.

La esperienza con le sterline d’oro di vecchio e di nuovo conio è in questo paradigmatica.

Ovvero quelle di nuovo conio, cioè coniate dal 1957, valgono di più in quanto sulle altre vige sempre il rischio che siano un falso d’ autore in oro 999,99.

Come pure con il biglietto da 100 dollari di vecchio conio dopo che qualcuno alla Cia ebbe la geniale idea di fornire delle matrici da 100 dollari perfette, quelle usate per stampare i veri dollari, ai Talebani in modo che stampassero denaro falso per pagarsi la guerra contro l’ Unione Sovietica.

Peccato però che poi queste matrici finirono in mano Iraniana ed a Teheran le stampatrici lavorano senza sosta da decenni.

Con la conseguenza oggi che nessuno sa più riconoscere un vero Franklin da 100 dollari da uno falso visto che  in Iran stampano usando le matrici originali che la Federal Reserve aveva fornito alla Cia che poi le ha cortesemente passate ai Talebani i quali ne hanno fatto omaggio pagatissimo agli Iraniani.

Eh,che dire?

Quando la realtà sorpassa anche la più fervida immaginazione da fake news.

E grazie a questa genialata della Cia  non solo la Federal Reserve ha creato il nuovo conio ma per garantire la stabilità al sistema bancario mondiale si è impegnata ad onorare qualsiasi biglietto da 100 dollari vero o falso che sia.

In ogni caso per essere sicuri da circa 20 anni i trafficanti internazionali di armi non accettano più il vecchio Franklin in pagamento.

Ma torniamo al Bitcoin come moneta che deve il suo valore non al fatto di essere collegata ad un qualcosa di percepito che generi una aspettativa ma bensì al fatto di essere rara in quanto disponibile solo in 21 milioni di unità.

Non male per una moneta nata limitata nel volume con un impatto insignificante sul totale monetario e finanziario del mondo.

Ma anche una moneta di cui non si ha un erogatore ufficiale di riferimento e che può essere di origine illegale e venduta legalmente senza che nessuno lo sappia mai.

E dulcis in fundo di cui non si conosce la paternità.

E tutto questo le apre un futuro da moneta rifugio da qui a 3 anni al massimo.

Notevole in un mondo in cui pensiamo di avere tutto codificato in Big data e sopratutto fa riflettere sul senso della moneta.

Meglio, sul senso del denaro.

A questo punto che differenza si avrebbe con 21 milioni di conchiglie colorate irriproducibili?

Mah, verrebbe voglia di dire nessuna e questo la dice lunga sul senso del prezzo e del valore.

Perlomeno nessuna differenza reale se vista nei termini delle aspettative.

Ovvero, le aspettative, quella cosa soggettiva che il Premio Nobel per l’ Economia nel 2011 ha reso oggettiva e razionale.

Al punto da essere la vera chiave di volta dei mercati che caratterizzano la economia reale finanziaria.


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