L’ Africa che NON ci fanno conoscere: le banche Africane sono le 2. al mondo per profittabilità

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Le banche Africane sono le seconde al mondo in termini di profittabilità con un guadagno di 82 miliardi di dollari rispetto ai 56 del 2012.  Al momento in Africa circa 300 milioni di Persone hanno un conto corrente e diverranno almeno 450  nel 2022. Sono chiari segnali che parlano di Consumatori sia B2B che B2C in un contesto trans-dimensionale, ovvero operante sia offline che online.

 1 – Il Contesto:

Oltre ai dati nell’ abstract è degno di nota che il sistema bancario continentale Africano sia il secondo al mondo anche per la velocità di crescita. Il dato interessante è che si parla di un trend in quanto questa analisi considera un periodo di 10 anni dalla crisi del 2008 ad oggi.

E partendo da queste premesse di insieme a livello di sistema ora ci focalizziamo sulle diverse situazioni operando una suddivisione geografica del continente in Regioni Geopolitiche e per comprendere questa suddivisione si rimanda ad un .pdf apparso in un’ altra analisi in Impronte.

Il 65% della profittabilità espressa in termini di ROE ed il 94% dell’ aumento del fatturato avviene nelle seguenti Regioni Geopolitiche:

Regione Geopolitica Nazione/i col Retail Banking più interessante Status come mercato

Retail Banking

Banche Italiane presenti da tempo nella Regione, (Nota: Fonte ABI con l’ ultimo report disponibile del 2015)

 

Maghreb Algeria Stazionario MPB, BNL-BNP, Crèdit Agricole Group

 

  Marocco Relativamente maturo BNL-BNP, Crèdit Agricole Group, MPS
  Tunisia Relativamente maturo

 

Unicredit Group, Banca Impresa, Crèdit Agricole Group, Intesa San Paolo, MPS
Gulf of Guinea Costa d’ Avorio Transizione BNL-BNP
  Ghana Transizione
  Nigeria Stazionario
 
Western Africa Senegal Transizione BNL-BNP
 
Central Africa R.D. Congo Nascente
 
African Horn Etiopia Nascente
 
Nile Vallley Egitto Relativamente maturo Intesa San Paolo, MPS, Crèdit Agricole Egypt
 
Sub-tropical Africa Angola Stazionario
  Mozambico Nascente
  Zambia Transizione
  Zimbabwe Nascente
 
Austral Africa Botswana Stazionario
  Namibia Stazionario
  Sud Africa Transizione Unicredit-Hypovereinsbank, BNL-BNP, Crèdit Agricole Corporate
 
Eastern Africa Kenya Transizione
  Tanzania Transizione
  Uganda Nascenti
 
Indiano Ocean Mauritius Stazionario

 

2- Cosa/Come è accaduto?:

  Si è optato per una classificazione per Regioni Geopolitiche perchè ha il pregio di fare immediatamente identificare il contesto nazionale in cui si opera e, pertanto, di rilevare un insieme di trend di insieme che sfuggirebbero con una semplice elencazione delle nazioni.

Si tratta di dati di sistema che inquadrano la regione facendo evidenziare immediatamente e di conseguenza se una nazione si trova in sintonia con il livello medio o se ne discosta.

In questo caso le variabili chiave implicitamente emerse sono la ri-dislocazione industriale, gli investimenti infrastrutturali,la frammentazione delle economie interne, la mancanza di guerre interne, (le turbative interne Nigeriane non hanno per ora mai intaccato il trend di crescita della più grande economia del continente), che trans-nazionali.

Le nazioni elencate in questa analisi sono sia le cosiddette “Tigri Africane”, (ad esempio il Sud Africa o l’ Egitto), che le Rising Star, (ad esempio l’ Etiopia o l’ Angola).

Come vediamo lo status dei rispettivi sistemi bancari è in sintonia con un  trend che va consolidandosi nelle rispettive Regioni Geopolitiche e che ci parla di crescita o di stazionarietà che implica una mancata decrescita.

Ed il tutto è nella norma delle evoluzioni positive previste per il continente che è oramai da almeno 5 anni il luogo in consolidamento sia della ri-dislocazione di un Made in China troppo caro che di quello di altre nazioni Europee ed Asiatiche.

Una ri-dislocazione che unita al perdurare della pace ha “solo e semplicemente” generato ricchezza.

E la ricchezza non si è tradotta solo in consumi ma anche in risparmi di cui hanno beneficiato i vari sistemi bancari.

Tutto questo ovviamente non deve far dimenticare le 5 grandi sfide del mondo bancario continentale Africano:

Sfida 1: la frammentazione del mercato continentale. I cinque più importanti mercati bancari continentali, (South Africa,Nigeria, Egypt, Angola,Marocco), rappresentano il 68% del totale mentre le restanti 49 nazioni Africane ne esprimono il 32%.

Sfida 2: il persistere di un diffuso basso reddito. Sebbene da anni si assista a quello che sembra un consolidato trend di crescita dei redditi nelle nazioni elencate è ancora elevata la percentuale di basso reddito rispetto ad altre aree del mondo.

Sfida 3: bassa produttività. Nonostante che il sistema bancario Africano sia il secondo la mondo in termini di profittabilità e di crescità è ancora caratterizzato da una bassissima produttività rispetto a quello degli altri continenti.

Sfida 4: ridotto radicamento nel territorio. Le banche Internazionali si trovano solo nelle aree metropolitane Africane ricomprese nelle 208 Città Leader al mondo ,(clickare qui). Relativamente alle banche locali anche la loro penetrazione non va oltre le città a capo delle province o dove vi siano importanti centri logistici, minerari, industriali.

Sfida 5: basso livello di monitoraggio delle storie bancarie. Per solo l’ 11% della Clientela bancaria esiste di fatto una storia del loro credito che ne permetta di valutare la affidabilità. Per avere un termine di paragone si pensi che in Sud America questi dati esistono per il 79% della Clientela e nelle aree emergenti in Asia per il 17%.

 

3- Opportunità per il Made in Italy:

Cosa ci dicono questi dati?

Che l’Africa è un mercato.

Un mercato dove il Sistema Italia è notevolmente indietro rispetto alla concorrenza internazionale come dimostra il bassissimo radicamento bancario Italiano visto che nei 21 principali mercati le nostre banche sono presenti solo in 7, (per inciso in Africa abbiamo 54 nazioni…). E di questi 7 abbiamo poi che in maggioranza si tratta di semplici uffici di rappresentanza delegando di fatto la operatività a banche che sono intese Italiane in quanto hanno una presenza radicata in Italia  ma che in realtà o sono Francesi, ( BNP, C-Agricole), o Tedesca sebbene comprata da una primaria banca Italiana, (Hypovereinsbank).

 

Con questa premessa le azioni suggerite ai Decisori Italiani. Azioni pensate per contrastare le  5 sfide precedentemente elencate.

I) (contrasto alle Sfide 1,2,3,4,5) affidarsi ad una banca straniera con una lunga storia nella Regione Geopolitica e non solo nella nazione. Si consigliano banche Americane, Francesi, Britanniche, Cinesi.

Oltre alla padronanza del mercato tali banche possono anche agire come connettori con la realtà imprenditoriale locale dato che è una attività che svolgono come routine.

Inoltre tali banche hanno un network rodato che opera su tutto il continente.

Infine la Clientela Africana che si rivolge a questo tipo di banche previlegiandole a quelle locali ha un reddito medio, (personale e professionale), più alto della media. Ed, inoltre, è orientata verso i mercati esteri dato che usa queste banche per il proprio import/export

II) (contrasto alle sfide1,2,4,5) iniziate a considerare di andare in Africa. Purtroppo la quasi totalità dell’ export Italiano tende ad escludere la Media Impresa. Infrastrutture, Energia / Minerario, Agricoltura non di nicchia, un pò di luxury, Cooperazione, Armi ed il nostro export finisce qui. Ed è un errore. Il mondo online può essere la prima mossa. Indirizzato sulle città. E poi, come detto prima, con l’ aiuto di un idoneo partner bancario sbarcare ancora una volta nelle città.

III) (contrasto alle sfide 3,4)  considerare l’ Africa anche per produrre. Ed ancora una volta siamo indietro come Sistema Italia. E lo siamo al punto tale che, almeno per ora, dobbiamo seguire gli altri. Ovvero andare dove loro da anni operano, (e non solo a livello bancario ovviamente), e condividono con le realtà locali

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