Internet è un continente (2/3)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

… clickando qui potete leggere la 1. parte  …

Ovvero lo schermo digitale esprime, appunto, digitalmente il reale  rendendolo in maniera così realistica che non si distingue.

La realtà mixata è un qualcosa che va oltre in cui si mixano sia elementi  reali fisici che elementi reali digitali che interagiscono insieme condivisi da tutte le persone che usano un apposito visore.

Un esempio pratico.

Immaginiamo di dover analizzare un oggetto di design come pure un componente meccanico od anche una sezione del corpo umano.

Immaginiamo che siamo chirurghi in consulto. Un collega in una sala operatoria stà operando un paziente e la sezione che opera è quello che definiamo come elemento reale.

Immaginiamo che  debba inserire una protesi od un by-pass e che noi si sia dei colleghi chirurghi specializzati in questo campo e che ci si trovi in altre sedi in giro per il mondo.

Agendo in un contesto di mixed reality ogni chirurgo può suggerire in merito alle incisioni di tessuto come pure sul posizionamento migliore della protesi simulando in maniera digitale ma reale di farlo sul tessuto del paziente senza ovviamente incidere sulle carni.

Poi si decide come operare al meglio

Oppure immaginiamo di essere dei designer che devono decidere in merito ad una lampada.

Nel vostro ufficio e sul vostro tavolo ponete il modello fisicamente reale. I vostri colleghi in giro per il mondo apportano modifiche ed aggiunte inserendo dei componenti digitalmente reali. Alla fine si ottiene un prodotto finito mixando componenti reali e digitali visibili con un apposito visore per la mixed reality.

A questo punto concludiamo la nostra parentesi iniziando a parlare dei settori dove già  da oggi possiamo vivere queste dimensioni lavorative.

Questi settori sono:

  • lo sport con la diffusione degli e-Sports
  • il design, il food ed il fashion nella forma del selling e del coaching per chi cerca consigli
  • la gestione di locali nella realtà digitale

Relativamente ai lavori nel mondo degli eSport, ovvero gli sport nel mondo digitale stiamo vivendo un periodo storico in cui gli eSport non solo vedono un incremento esponenziale ma sono sottoposti ad una rivalutazione culturale che li rende sempre più simili a quelli nel mondo fisico.

E questi sport si svolgono nel continente Internet.

Prima di continuare un  paio di dati di sintesi per capirci meglio relativamente a questi trend combinati.

Nel 2018 gli eSport genereranno un fatturato di almeno 4 miliardi di dollari ed in uTube si hanno più di 47 miliardi di visualizzazioni annuali di eSport con una audience di spettatori al mondo di almeno 450 milioni di Persone.

E non dobbiamo sorprenderci se in una inchiesta della celebre rivista Variety già nel 2014 per gli adolescenti le star più note erano quelle in Internet.

Dal duo comico Fine Bros ad un atleta di eSport Svedese noto con il soprannome di  PewDiePie.

In questo mondo come nel mondo dello sport della realtà fisica abbiamo due tipi di professioni nella realtà digitale nel continente Internet.

Gli atleti ed i cronisti sportivi.

Quindi chi abbia dimestichezza con questi mondi può ritagliarsi un futuro come atleta e come commentatore per un mondo di sport nella realtà digitale che  attirano sempre più sponsor.

Come sponsor?

Chiunque abbia dimestichezza con gli eSport sa benissimo che gli Avatar indossano articoli sportivi griffati dalle scarpe ad altri accessori che poi esistono nel mondo fisico in ogni negozio.

Ovviamente chi lavorerà nella realtà digitale con un Business Avatar poi vivrà in questi mondi e questo ci introduce alle altre industrie in cui si può trovare un lavoro.

I lavori nella realtà digitale del design, del food come pure del fashion nella forma del selling e del coaching per chi cerca consigli.

La resa grafica oramai consente di ottenere sia delle ambientazioni che degli Avatar talmente realistici che possono essere luoghi per  arredare con del design come pure soggetti che indossano dei vestiti. Ed ovviamente mangiano e bevono cose rese con la stessa precisione grafica che si traduce , ad esempio, in etichette di vino su di una bottiglia.

Dal designer di interni a quello di fashion ma anche il giornalista od il blogger di eFashion o eDesign come pure il choach per consigliare.

Già oggi  la vendita di eDesign ed eFashion genera centinaia di milioni di dollari nelle varie città digitali in Internet ma non si ferma ovviamente a questo.

Tutte le più importanti brand del fashion e del design sono presenti con shop nei mall di queste città e vendono nella realtà digitale a chi poi li compra anche in quella fisica.

Ed ancora il futuro è nel presente.

Il dato interessante è che ognuno di questi lavori si fa restando a casa e quindi con una migliore qualità della vita.

In che senso?

Quanto tempo trascorrete in macchina, ovvero quanti giorni della vostra vita, vi risparmiate?

Ma non solo questo ovviamente a partire dai disagi risparmiati per ri-dislocare e via dicendo.

Ma non finisce qui.

In che senso?

Con poche decine di euro, se lo vogliamo, possiamo crearci un Avatar conforme alla nostra immagine reale.

Ed il prossimo trend, molto prossimo, sarà quello di consentire alle Persone di transitare tra i diversi mondi digitali mantenendo lo stesso Avatar.

Come viaggiare da Londra a Parigi ma in questo caso le Londra e Parigi della realtà digitale e poi, ovviamente, vi sono anche altre città. Diverse e forse anche più innovative.

Sempre restando nel contesto della Geo-economia digitale vissuta nel continente Internet allarghiamo lo spettro andando in Cina.

Da qui al 2013 il mercato della smart home Cinesi è stimato sui 137.9 miliardi di dollari con un incremento annuo medio del 13.6% nei prossimi cinque anni.

Ovvero case legate al continente Internet non solo per le miriadi di applicazioni nell’ Internet delle Cose ma anche perchè saranno luoghi di aggregazione digitale.

Nel pratico si potrà invitare nella rappresentazione del nostro salotto i nostri amici. Nella rappresentazione digitale i nostri amici nella forma dei loro Avatar.

Comodo se si vuole evitare il traffico, se si è stanchi la sera durante la settimana di lavoro. Ma anche se si è in giro per lavoro e se i nostri amici e parenti sono in un’ altra città.

E via dicendo ed in completa sintonia con quanto, ad esempio, visto nel dicembre 2017 al FILMART in Hong Kong.

Interessante è stata l’ offerta dei produttori locali che hanno colto gli stimoli di una popolazione internazionale per creare prodotti a realtà aumentata che finiscono con ampliare il continente Internet nel contesto della programmazione televisiva.

Un ulteriore esempio di come Internet sia un continente ci viene dal rapporto esistente tra i cambiamenti tecnologici e la produttività umana vista con gli occhi del mondo degli esperti della gestione delle human resosurces.

Gli esempi di e-Jobs concretamente esistenti già oggi comunicano un messaggio comune che ci dice che la gestione della human resources deve riscrivere le regole con cui si assume, sviluppa, motiva ed organizza la forza lavoro del XXI.

 Dopo 10 anni almeno di interazione tra il digitale ed il fisico, (ovvero di Realtà Dual),è più che normale che anche chi lavora sia cambiato.

Una interessante analisi della Delloitte su un campione di 10.000 Human Resources Manager in 140 nazioni non ha potuto fare altro che confermare questo trend indicando che chi lavora è più digitale, più globale, diversificato ed avvezzo alla tecnologia.

E lo à al punto che non è più procrastinabile il re-immaginare il mondo della gestione del personale.

Ed il tutto non solo mediante nuovi processi ma anche, e fondamentalmente, grazie a nuovi strumenti e piattaforme.

Si tratta quindi di pensare il Digital Workplace creando un ambiente lavorativo che usi le nuove tecnologie del continente Internet per garantire la produttività e la grafica seguente ci conferma quanto tutto questo sia importante.

 

Non solo quindi una digital workforce ma anche un digital workplace che è concretizzato in una visione olistica di Internet inteso non solo come un insieme di Apps nel contesto dell’ Internet delle Cose ma come una delle due parti della Realtà Dual in un vero e proprio continente.

Dopo aver visto come il rapporto della Geo-economia con Internet vada ben oltre le apps ed il cloud dell’ Internet delle Cose per entrare nel continente Internet ora torniamo a focalizzarci sulla dimensione Geo-politica.

Abbiamo prima visto che un Avatar nel continente Internet non sia un pupazzetto di un online game con un numero limitato di opzioni comportamentali sempre e comunque racchiuse nel contesto del gioco in questione.

Questo fornisce un senso particolare a quanto aveva detto il National Intelligence Council nella analisi quinquennale sui trend nei prossimi 15 anni per il Presidente degli USA. Visto che aveva correttamente previsto che nel 2015, tra le altre cose, si sarebbero creati dei nuovi culti religiosi nel continente Internet coinvolgenti circa 100 milioni di Persone in tutto il mondo.

Ma prima di continuare apriamo una nuova piccola parentesi dato che è  ora di finirla con tanti luoghi comuni basati su degli slogan ad effetto quanto vuoti di significato dato la loro voluta ignoranza storica.

Internet è nato da un progetto del 1969 che è incominciato a nascere nel 1963 e la seconda dimensione cuminicativa in Rete in ordine di vecchiaia dopo le email è quella dei caratteri digitali della Persone, ovvero gli Avatar.

Ovvero “solo e semplicemente” un modo di comunicare più diretto, personale ed intimo e gli Avatar, è bene ricordarcelo sono nati 15 anni prima dei social network.

La nostra società non è più liquida e stressata oltrechè preoccupata sul proprio futuro di quanto non lo fosse quella della generazione dei nostri genitori che ha vissuto dal 1945 al 1991 la Terza Guerra Mondiale sotto la costante spada di Damocle di una apocalisse nucleare.

E noi non siamo costretti più della generazione dei nostri bisnonni a rivolgerci a delle unità sovranazionali internazionali per trovare delle soluzioni comuni come ci insegna l’ esistenza dal XIX di diverse di queste strutture.

E tanto per citare un altro esempio il primo quotidiano internazionale con lo stesso layout e contenuto in tutto il mondo in inglese nacque a Parigi nel 1887.

Creato dall’ Americano James Gordon Bennet Jr comunicava con i cronisti in tutto il mondo grazie al telegrafo ed al cablogramma. Ed in “tempo reale” inviava i testi degli articoli in 37 città in giro per il pianeta dove veniva stampato con la stessa impostazione grafica.

E se pensiamo che i mercati finanziari siano collegati in tempo reale solo da quando esiste Internet prendiamo un abbaglio colossale.

Basta andare a sfogliare un giornale finanziario di una quindicina di anni fa e trovare le quotazioni telegrafiche. Ovvero una denominazione per ricordare le quotazioni dai mercati esteri che pervenivano per  telegrafo, telex, cablogramma, telefono e poi via fax.

Dopo questo necessario bagno di realismo riprendiamo a parlare del continente Internet focalizzandoci questa volta sulla sua dimensione Geo-politica

Con altri mezzi e tecnologia l’ Umanità non è diventata più fluida, stressata, nuclearizzata od egoista ma stà solo e semplicemente raffinando ed incrementando il modo in cui definisce le proprie relazioni nel contesto di gruppi sovrapposti quanto interconnessi per svariate regioni, (vd. Piramide di Appartenenza a pg.167).

Il tutto genera comunicazione e con essa prima la condivisione e poi, dopo, o comprensione od incomprensione. E quindi accettazione /appartenenza oppure rifiuto/esclusione.

Una pura e semplice evoluzione dove ed ancora una volta il punto chiave è che non assistiamo ad una rivoluzione ma ad una evoluzione.

Si tratta solo e semplicemente di un aumento delle “3V”, ovvero?

 Volume, Varietà , Velocità.

  • Volume: in 10 minuti la mattina appena alzati possiamo scaricare sul nostro smartphone un numero di email contenenti delle notizie che nessuna rassegna stampa televisiva può eguagliare. Ma nonostante questo non esiste canale televisivo che non abbia una sua rassegna stampa.
  • Varietà: ma non è solo un fattore quantitativo ma anche qualitativo. Questo nel senso che in questi 10 minuti possiamo avere informazioni da più canali, ovvero fonti, anche in diverse lingue.
  • Velocità: ed alla fine ci accorgiamo che andiamo in saturazione molto prima che ascoltando una rassegna stampa.

Questo nel senso che oltre la assimilazione di un certo numero di input non possiamo andare senza perderli e perderci in essi.

Di fronte a questo la retorica sulla società liquida sfuma e questo ci permette di concentrarci sulla Geo-politica della connessione, comunicazione e condivisione nel continente Internet.

Quando si parla di connessione, comunicazione e condivisione nel continente Internet troppo spesso si esegue una superficiale quanto grossolana suddivisione tra commerciale, sociale e politico immaginandone i relativi social di riferimento.

E’ un errore fatale che non consente di cogliere pienamente Internet per quello che è, ovvero un continente.

Questo perché in Internet il coinvolgimento come Avatar è emozionalmente  equivalente a quello fisico e quindi, al pari della dimensione fisica del Dual,non esistono queste comode quanto inutili divisione nette.

Se partiamo da questo comprendiamo come il National Intelligence Council abbia scritto un report al Presidente Usa nel 2017, e dopo aver anticipato quello che ha giustamente anticipato per il 2015, in cui sosteneva che  “People increasingly defined their relationships and identities through evolving and interconnected groups outside of national government channels. Information and communication technologies are now key to defining relationships and identities based on shared ideas, ideologies, employment, and histories, rather than nationality. Furthermore, advances in biotechnologies led to class distinctions in some countries between those who could afford human modifications from those who were not artificially “enhanced.” As the ability to control and manipulate information became a key source of influence, companies, advocacy groups, charities, and local governments were often more adept than national governments in exerting the power of ideas and tapping into emotions to sway populations to support their agenda. In some cases, governments willingly ceded some of their power to these networks of social and commercial “communities” in the hopes of defusing political divisions and public frustration—and of providing local services that national governments were unable to offer. In other cases, subnational entities, and alliances between them, asserted greater authority in defiance of national institutions

 Non dimenticandoci che con “subnational entities” si intendono i Non State Actors, (vd. cap.6), vediamo che tutto questo trova la sua logica evoluzione in queste conclusioni che evidenziano il fatto che Internet sia un continente: …

… la 3. ed ultima parte viene pubblicata oggi pomeriggio

Questa analisi è un capitolo tratto da “Geostrategia (Geopolitica + Geoeconomia) che trovate clickando qui 


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Il quadro è di Roberto de Siena

“Schegge di luce”: Olio su carta da stampa ,36,5×36,5 – 2016 www.robertodesiena.it