Benessere: Alimento Padre Coscienza: il Silenzio

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

 

I nostri sensi sono bombardati al punto tale che viviamo immersi in un costante rumore di sottofondo.

Il rumore dei suoni del quotidiano a cui da anni abbiamo anche voluto aggiungere quello della realtà digitale che entra nella nostra realtà fisica indossando cuffie e cuffiette varie come pure visori per vari tipi di realta´.

Il rumore degli stimoli visivi per il senso della vista sia dalla parte digitale che da quella fisica della nostra quotidianità.

Poi sempre più il rumore degli stimoli olfattivi dato che è sempre più fiko, pardon cool, immergerci in un qualche aroma che poi legato ad un colore da qualche luce a sua volta legata ad una musica dovrebbe farci rilassare.

Accade invece solo che aumenta il nostro stress sensoriale e con esso le emicranie.

Dove ci porta tutto questo?

Al piacere del silenzio.

Per coglierlo pensiamo ad un paio di cosette che in apparenza possono anche sembrare stupide.

La prima cosetta ci dice che la più grande differenza della radio rispetto alla televisione sia che se guardiamo la televisione ad occhi chiusi sembra una radio mentre se guardiamo ad occhi chiusi una radio non sembra una televisione.

Partendo da questo pensiamo a quando ci godiamo un film.

Diciamo che andiamo a vederlo ma in realtà non è totalmente vero.

Andiamo anche a sentirlo ed ora con la immersione 3D ed a breve con quella  nella realtà mixata dove fisico e digitale convivono andremo anche a , come dire, “toccarlo”.

Dire che si va a vedere un film è un qualcosa che ci porta indietro nel tempo a quando era questa la esperienza sensoriale dominante dato che i film erano muti se si eccettua la musica di sottofondo.

Ma da decenni i film sono con audio ed a colori eppure non riusciamo ad andare oltre nel definire cosa facciamo dato che alla fine tutti diamo come implicito che si vedono e si ascoltano e si toccano se sono in  3D.

E questo ci riporta al silenzio ponendoci una domanda. Quale?

Noi giudichiamo la recitazione di una attrice o di un attore in base a quello che sentiamo. Ma, ed è questo il punto chiave, noi non sentiamo la loro recitazione.

A meno che non si veda la versione in lingua originale noi ascoltiamo solo e soltanto la recitazione di chi doppia.

Noi giudichiamo come bravo o mediocre la voce di chi doppia mentre incarna le emozioni e gli eventi del film.

Quindi?

Il silenzio ancora.

Ed in che senso?

Nel senso che poi non è poi così completamente vero che facciamo questo, ovvero che giudichiamo chi doppia dando la sua voce a chi recita.

Questo perché siamo concentrati anche sulla mimica facciale di chi recita e quindi vediamo con la stessa intensità con cui ascoltiamo.

In un certo senso ed inconsciamente viviamo due dimensioni in contemporanea e sono così in contemporanea che si sovrappongono.

Quali dimensioni?

Il sonoro, (ascoltare o vedere con il senso dell’ udito), la voce di chi doppia.

Il video, (ascoltare o vedere con il senso della vista), il viso di chi recita.

La somma inconscia di questo ascolto-visione è poi la esperienza che traduciamo in un giudizio sul film.

Giudizio che ovviamente è poi influenzato anche da altre variabili quali la colonna sonora e le riprese.

Quindi in buona sostanza vediamo un film muto in quanto doppiato.

Ed ascoltiamo un audio con immagini dato che alla voce di chi doppia associamo le immagini di chi recita.

Eh si, ora ci è più chiaro quanto sia importante il silenzio come Emozione Pura, ovvero come Alimento Padre indispensabile per godere dei 4 Ecosistemi Madre.

Il silenzio è veramente un dono che dobbiamo imparare a regalarci ogni giorno.

E questo ci porta nel profondo. Ci accorgiamo se ci riflettiamo un attimo sopra che cerchiamo un inquinamento sensoriale che generi un rumore di fondo costante per non sentirci soli. O peggio per non ritrovarci con noi stessi.

Perché?

Il silenzio fa parte del richiamo alla vita ed a noi stessi nel senso che ci avvicina ad un Alimento Padre fondamentale per il nostro Ecosistema Madre Spirito che è la Coscienza.

La Coscienza, come Alimento Padre, ci serve per tornare in contatto con noi stessi e, quindi, capire da cosa scappiamo e verso cosa andiamo.

Tronare a noi stessi vuol dire essere consapevoli che dio, quello vero che è in noi e non quello dei libri scritti da qualcuno per il suo interesse ed interpretati sempre per il suo interesse da qualcun altro, ci ricorda sempre che noi siamo al contempo sia il nostro più grande amico che il nostro più temibile nemico.

Il tornare a noi ci porta il potere assaporare ogni istante.

Il vivere profondo che se da un lato non esiste il presente dato che se pensiamo a cosa fare siamo già nel futuro e se riflettiamo su cosa fatto siamo nel passato.

Ma dall’ altro lato esiste il tempo vitale in cui non dobbiamo restare imprigionati nel passato come pure non dobbiamo auto-ingabbiarci in un futuro scelto tra i tanti possibili.

Il futuro non è ad immagine del passato dato che noi abbiamo in noi tutto.

Solo a capirci.

Ed il silenzio ci aiuta in questo dato che se è vero che siamo anche, ma non solo, quello che percepiamo allora il silenzio può solo farci percepire noi stessi nell’ intimo.

A volte è dolore. A volte è gioia. Sempre è vita.

Impariamo a regalarci qualche minuto di silenzio ogni giorno. Ed allora ci nutriremo con la gioia della Coscienza.

 

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