Nord Corea = Valli Cuneesi e Torinesi = New York

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

The Uprising come potete vedere clickando qui è l’ Ideamover,( come in Locglob vengono chiamate le rubriche), numero 1 in Internet relativamente al contrasto delle ingiustizie sociali con azioni che vanno oltre lo sterile mostrare l’ ombellico in un talkshow e si focalizzano su soluzioni pratiche e reali. Pertanto soluzioni  sostenibili e resilienti.

Oggi parliamo di distrazione manipolante dei media, di acqua e di terrore.

E questo accomuna la Nord Corea alla valli Torinesi e Cuneesi come pure a New York.

Evento 1: Il collasso del sito nucleare Nord Coreano

La vera notizia non è tanto che sia accaduto ma che ne sia data notizia dato che il regime non ha problemi a nasconderlo.

Questo fa pensare a 3 possibili cause che portano tutte alla stessa conseguenza politica.

Causa 1: un attentato da parte di unità di elite infiltrate nel paese e questo comunque richiede aiuti interni.

Viene in mente uno dei 37 Stratagemmi della Guerra Cinesi.

Fa pensare al nemico che l’ attacco venga dal cielo, da terra e dal mare. Poi usa la fantasia e con una galleria colpisci al cuore il nemico.

Causa 2 sabotaggio interno

Queste due cause ricordano cose dette in solitaria mesi fa e se vi interessa leggerle clickate qui.

Causa 3 non è successo nulla ma viene detto che sia successo.

E da qui si passa alla conseguenza politica comune e quale sarebbe?

Semplicemente che in seguito a questo evento il regime ha un alibi per smorzare gli eventi.

Ovvero minacciare ma non fare  con l’ alibi che devono subire un ritardo per questo “collassamento”.

Con questo sullo sfondo analizziamo come la crisi Coreana sia stata usata per manipolarci coi media come dimostra Noam Chomsky col suo famoso decalogo contro la manipolazione mediatica.

Ma siamo seri: qualcuno ha mai creduto che il regime si volesse suicidare bombardando Seoul o Guam?

Quindi se da un lato era giusto parlarne dall’ altro era ancora più giusto parlarne meno e dedicare questo tempo ad altri problemi ben più cogenti.

Ad esempio la emergenza idrica dato che quando avvenuto in Piemonte era una tragedia annunciata.

Ma una leadership tutti-partisan incapace di programmare ha preferito parlare di Kim e Donald invece che mostrare la assenza di idee.

E questo ci porta all’ evento 2: gli incendi in Piemonte

Abbiamo una autostrada che da Savona collega il Mediterraneo con Torino.

Ovvero un tracciato esistente e questo significa che non vi siano costi per costruirlo e tempi di attesa per farlo.

Pagare 100 metri a lato di tale tracciato per creare una pipeline interrata.

Il pagarlo risarcisce i proprietari che se perdono 100 metri non falliscono.

L’ interramento garantisce un impatto ambientale nullo.

Poi?

Desalinizzare l’ acqua e portarla in Piemonte.

La tecnologia della desalinizzazione ha fatto passi da gigante sia nei termini di abbattere i costi che di aumentare la resa.

Se Israele usa l’ acqua desalinizzata per almeno il 55 percento del suo fabbisogno idrico e se in California aumentano gli investimenti come pure se a  Dubai ogni giorno desalinizzano almeno 4 milioni di litri di acqua per i campi da golf.

Ecco alcuni esempi che ci dicono che la soluzione esiste.

Una soluzione che può essere alimentata al 100 per cento dalla energia  rinnovabile del vento di altitudine.

Una tecnologia  ex-Italiana dato che è stata comprata dai Sauditi e che in Italia non ha avuto fortuna a causa della lobby delle energie  alternative che si è pappata una torta da almeno 8 miliardi di euro col solare importato generando anidride carbonica.

Se interessati agli aspetti tecnici del vento troposferico potete clickare qui  e trovate tutto in un hub culturale la cui legittimità di contenuti deriva da chi ci scrive che vedete clickando qui

Ovviamente il fatto di desalinizzare avrebbe anche altri due effetti importantissimi in termini si sostenibilità e resilienza ambientale.

Quali?

Desalinizzando acqua marina la si toglie dal mare e quindi?

Effetto 1 si riduce l’ innalzamento delle acque.

Effetto 2: togliendo masse di acqua fredda si riduce se non si annulla una variazione delle temperature che  impatta sull’ ecosistema marino.

Ed ovviamente nel frattempo nulla impedisce di tappare i buchi nelle condotte dell’ acqua dato che ne perdiamo in media il 38 percento per questo motivo.

Meno terrore da disinformazione  per avere audience elettorale e mediatica parlando di catastrofismo e più soluzioni.

Terrore e questo ci porta a New York col terzo evento.

Evento 3: attacco a New York

Ha vinto la città.

Come ha  dichiarato il sindaco non si è fermata.

Era la notte della festa di Halloween e non fermandosi New York ha conseguito che  il terrorismo non si mutasse in terrore.

Terrorismo?

Cerchiamo di definirlo per maglio capire.

Il terrorismo è una strategia di guerra tra tante possibili e ,quindi, se applicata in un conflitto non lo rende per questo asimmetrico.

Una strategia di guerra tra tante nel senso che chi colpisce decide di attaccare, per esempio, un supermercato anzichè un comando di polizia.

Come strategia si concretizza perchè si esplica in due tempi e spazi diversi.

Il primo tempo e spazio è quello dove avviene la azione terroristica e qui la violenza pura ne ottiene il dominio.

Il secondo tempo e spazio, che poi è quello che veramente conta per chi decide di implementare questa strategia, si dilata e diviene terrore.

Quando il terrorismo diviene terrore vince.

Quando non ci riesce perde.

A New York non si è mutato in terrore e quindi hanno perso.

Il resto sono banali commenti in twitter.

Se interessati domani iniziamo una meta-analisi in 4 puntate sul rischio che corriamo di vincere la guerra contro il terrorismo e perdere quella ben più importante contro il terrore.

Ovvero un esempio di leadership resiliente.

Abbiamo iniziato dicendo che 3 eventi accomunano la Corea del Nord alle Valli del Torinese e del Cuneese come pure a New York.

In cosa li accomunano?

Nel verificare se le leadership siano o meno resilienti e per la Corea del Nord questo, ovviamente, non significa un endorsement ma il rilevarne la debolezza interna come evidenziato in solitaria in Italia da mesi.

Resilienza, bella parola.