Meta-analisi 2/3 Design Infrastrutturale: si è sostenibili se si è resilienti!

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

 

La nostra analisi sul design sostenibile ci porta a viaggiare in 3 dimesioni della resilienza con 3 articoli:
Design Urbano: dalla provincia Granda una rivoluzione architettonica per il XXI, pubblicato mercoledì 26 alle 6
Design Infrastrutturale: si è sostenibili se si è resilienti!, pubblicato giovedì 27 alle ore 6
Design: l’abito dell’abitare dato che si VESTONO i luoghi, pubblicato venerdì 28 alle ore 6

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La umanità impatta sulla natura costruendo città,aree industriali,aree minerarie ed aree agricole. E poi ovviamente impatta anche  con la logistica che le collega.

Fortunatamente dopo decenni di educazione in merito è nata e si consolida sempre più una visione responsabile del mondo che associa il termine sviluppo al termine sostenibile.

Il tutto in un connubio che oramai e giustamente è divenuto inscindibile e che ci parla di sviluppo sostenibile.

Ma essere sostenibili non basta dato che è imprescindibile il fatto che si debba anche essere resilienti.

Con resilienza si intende la capacità di resistere e continuare ad operare in maniera sostenibile dopo una crisi che impatta in maniera devastante sulla infrastruttura.

Purtroppo la dimensione  relativa alla resilenza viene troppo spesso data per scontate e dimenticata.

Andiamo con ordine per capire come sia importante essere  non solo sostenibili ma anche resilenti.

Immaginiamo una infrastruttura ed è logico che debba essere sostenibile.

Questo perchè se non è sostenibile il solo tragico risultato sarà un peggioramento delle nostre condizioni future.

Ma la sostenibilità da sola non basta dato che deve essere anche sinergica con la resilenza.

Con resilenza si intende la capacità di superare una crisi in modo sostenibile.

Pertanto non serve a nulla pensare di pianificare in modo sostenibile se poi quanto da noi pianificato non è in grado.

La resilienza e´una costante in tante dimensioni ed abbiamo almeno un paio di altri esempi sulle infrastrutture che ci devono fare riflettere.

Il primo ci parla del soft power della nostre città, ovvero della loro capacità di attrarre abitanti ed investimenti.

Una delle variabile analizzate per valutare una città ci parla del tempo medio di reazione di una ambulanza.

Ovvero di resilenza oltre la sostenibilità nel pensare la viabilità.

In una frase: non basta solo avere delle belle piste ciclabili,(ovvero della sostenibilità),ma si deve anche essere in grado di avere una viabilità sostenibile che consenta ad una ambulanza di arrivare rapidamente, (ovvero avere anche della resilenza).

Il secondo esempio ci porta alla tragedia della centrale nucleare di Fukushima in Giappone.

La tragedia fu la risultante di una errata quanto tragica pianificazione della infrastruttura. Lo tsunami non è riuscito a colpire i reattori dato che avevano pensato a proteggerli con delle barriere in cemento che hanno bloccato l’ acqua. Ma queste barriere non furono costruite per  proteggere la centrale elettrica che alimentava i reattori. Accadde quindi che lo tsunami  riuscì a distruggere la centrale. Venendo meno la centrale  è venuta meno la energia per il raffreddamento. Questo ha surriscaldato i reattori e da qui la tragedia ambientale.

La centrale di Fukishima fu pensata e costruita come sostenibile dato che non ha mai creato problemi ambientali fino allo tsunami.

Ma non fu pensata e costruita per essere anche resilente. Ovvero per affrontare una crisi.

Se la centrale elettrica fosse stata protetta da un muro come lo  erano i reattori non sarebbe accaduto nulla.

Essere sostenibili se poi alla prima crisi va tutto in fumo non serve a nulla per garantire un futuro.

Pertanto dobbiamo essere anche resilente,ovvero in grado di superare la crisi mentre avviene. E non a tragedia avvenuta.

In un paese che ha bisogno di interventi radicali in termini di sostenibilità infrastrutturale è un problema questo perdurante silenzio sulla resilenza.

 

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