ATTACCO NUCLEARE NORDCOREANO: GUAM = PEARL HARBOR

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

La meta analisi riguarda la Corea del Nord ed è in 2 parti:

  • Giovedì 5 Ottobre: Nucleare Coreano: regime INTERNAMENTE instabile?
  • Venerdì 6 Ottobre: ATTACCO NUCLEARE NORDCOREANO: GUAM = PEARL HARBOR

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Per capire come mai Guam sia cosi´importante come bersaglio per uno dei poteri forti in Nord Corea, ovvero quello militare e per una disanima di quanto detto ieri sulla instabilità interna del regime  clickate qui se vi interessa,abbiamo bisogno di aprire alcune premesse che ci portano a viaggiare sia nelle mappe mentali delle persone che nella storia. Per spiegarlo ripubblichiamo un articolo in solitaria del 12 Agosto 2017 che come si può vedere clickando qui è risultato sull’ argomento più letto di tante analisi di illustri testate Italiane.

1-Il viaggio nelle mappe mentali

In Italia siamo troppo abituati a pensare il mondo in base al nostro planisfero che e´la versione aggiornata di quello Rinascimentale di Mercatore e che pone il continente Europeo al centro.

Il tutto si accentua col fatto che il sistema dei fusi orari mondiali si basa per convenzione sul meridiano di Grenwitch come pure che definiamo il tempo storico in base a quanto avvenuto prima e dopo la nascita di Cristo. Ovvero il nostro ombellico come caput mundi e peccato che poi non sia cosi´da tanto tempo ed e´triste che non lo si rilevi.

Accade infatti che a fianco del tempo misurato basandosi su Grenwitch esista quello basato sul tempo in Internet come colse benissimo la Swatch piu´di venti anni orsono creando un orologio con due fusi orari. Quello di dove si viveva e quello di internet.

Come pure che almeno la meta´del pianeta oltre alla data internazionale referita alla nascita di Cristo usi nei propri documenti ufficiali come pure nella propria vita quotidiana quella riferita al proprio universo culturale e quindi gli Hindu ma anche i Mussulmani come pure gli Ebrei hanno un loro calendario.

Lasciando questo sullo sfondo focalizziamoci sulle mappe mentali nella forma dei planisferi che vengono usati.

Nel Western Hemisphere, ovvero nel Sud e nel Nord America, usano un planisfero diverso dal nostro che non e´euro-centrico ma bensi´amerocentrico come potete vedere qui.

In Asia a loro volta ne usano uno asia-centrico e non euro centrico come potete vedere qui .

In entrambi si e evidenziato dove sia Guam con un puntino rosso mentre Pearl Harbor e´evidenziata con un puntino nero.

Guam e´una isola che appartiene alla corona Britannica in cui gli Usa hanno due enormi basi da cui controllano l´Oceano Pacifico. Una sorta di isola portaerei ed hub di truppe, logistica e centri di rilevazione.

In buona sostanza la condizione strategica che ha convinto i Cinesi a costruire una isola artificiale nella estremista´occidentale di quello che loro chiamano il Mar della Cina e che le altre nazioni rivierasche definiscono come il South East Asian Sea.

2-Il precedente storico: Pearl Harbor

Pearl Harbor e´segnata in nero in entrambe le mappe e questo ci consente di coglierne la rilevanza strategica nel contesto della guerra del Pacifico nella Seconda Guerra Mondiale.

E questo ci porta ad una necessaria parentesi nella parentesi relativamente a quel conflitto. La Seconda Guerra Mondiale fu tale solo per due nazioni, ovvero gli Usa ed il Regno Unito.

In che senso?

Solo queste due nazioni combatterono in contemporanea su tutti i fronti della guerra: Europa, Atlantico, Africa, Asia e Pacifico. Gli altri belligeranti combatterono, al pari della Prima Guerra Mondiale, solo su uno od al massimo tre fronti. Per esempio Africa, Europa ed Atlantico come fecero i nazisti.

Torniamo quindi a Pearl Harbor ed al famoso attacco.

I Giapponesi erano consci che non avrebbero mai vinto una guerra contro gli Usa e lo scopo dell´attacco non era questo.

Lo scopo era quello di indebolire gli Usa in un modo tale che consentisse a Tokyo di guadagnare tempo.

Tempo da usarsi per invadere i territori le cui risorse servivano al Giappone e poi trattare la pace da una posizione di forza strategica.

Ma i Giapponesi non ottennero questo risultato dato che a Pearl Harbor mancarono il bersaglio chiave, ovvero le portaerei Americane del Pacifico che non erano ancorate durante l´attacco.

E questo ci porta alla vera battaglia chiave della guerra del Pacifico paragonabile a quello che fu Stalingrado per i nazisti contro la Russia.

Ovvero la battaglia delle Midway. Fu una battaglia tra portaerei e le loro flotte. Dove le portaerei erano degli aereoporti mobili e le flotte di supporto delle basi mobili in cui vi erano soldati e logistica.

Vinsero gli Americani annichilendo il potenziale di portaerei Giapponesi e fu una vittoria che ha un valore strategico fondamentale ancora oggi nel ventunesimo secolo.

Perche´ha questo valore?

Perche´ci ricorda quanto sia fragile per non dire inconsistente il presupposto valore strategico Cinese delle nuove Strade della Seta.

In che senso?

“Solo e semplicemente” nel senso che ognuna delle 17 flotte Americane, come pure i loro bombardieri a lungo raggio e le flotte di sottomarini, come pure il loro apparato missilistico ed anche armi come il super cannone magnetico che colpisce ad 8000 chilometri di distanza basato negli Usa come pure su una nave concepita ad hoc possono anichilire  queste infrastrutture con poche salve.

In che modo?

Ferrovie ed autostrade non sono mobili e basta bombardarne un chilometro per bloccarle. Poi si attende che venga riparato e lo si ribombarda a distanza ed il blocco continua.

E questo ci porta al senso di Guam

3- Perche´Guam oggi?

Per i pianificatori Nordcoreani Guam ha lo stesso valore strategico che Pearl Harbor aveva per i Giapponesi nella Seconda Guerra Mondiale.

Ovvero annientare un caposaldo chiave consapevoli di non potere vincere una guerra con gli Usa ma, ed e´questo il punto chiave, consci di poter guadagnare tempo per trattare.

Guadagnare tempo partendo dalla base di un potere che gli altri percepiscono come sovradimensionato. E questo ci porta nelle dinamiche della percezione del potere che si basa sempre su due elementi.

Il potere effettivo che poi viene sovra o sotto dimensionato dagli altri in base a come viene percepito.

E come potrebbero avere successo.

La strategia si basa su 4 elementi chiave.

Il primo e´che il lancio di 4 testate nucleari tattiche renderebbe inutilizzabili le basi per molto tempo.

Il secondo e´che questo renderebbe credibilissima la minaccia di una quinta testata contro Seoul.

Il terzo e´ il ruolo della Cina e, per inciso, viste le lotte interne di potere a Beijing non possiamo escludere che dietro a questo vi sia anche qualche potere Cinese che poi ne profitterebbe per un golpe basato sul nazionalismo Cinese.

Il quarto punto fondamentale e´il concetto della proporzionalita´della risposta che e´uno dei caposaldi chiave della strategia nucleare che opera nel mondo dal 1945.

Neanche un attacco nucleare fornisce la legittimita´giuridico morale per una ritorsione indiscriminata.

Nel pratico.

Il potenziale nucleare Usa si basa su migliaia di testate ma questo non vuol dire che a fronte di un lancio di 4 gli Usa possano lanciarne, ad esempio, 20 o 40 per anichilire la Corea del Nord.

Vige la proporzionalita´e questo ce lo dimostra il fatto che gli Usa abbiano pensato ad una generazione di nuove armi nucleari nel caso di un attacco nucleare Cinese.

Sebbene la Cina disponga di un arsenale nucleare enormemente piu´ampio di quello Nordcoreano gli strateghi Usa hanno pensato ad una generazione di nuove armi con testate piu´piccole per consentire una ritorsione proporzionale. Ovvero la sola legalmente e moralmente accettabile.

In teoria, come vediamo, tutto ha un senso.

In teoria appunto.

Ma le cose andranno diversamente.

La Corea del Nord puo´lanciare 4 testate ma non puo´fare tutto il resto che conta e fa la differenza.

E cosa sarebbe questo “resto che conta e fa la differenza”?

Punto 1: la precisione.

Lanciare un vettore a 4000 chilometri e poi mancare il bersaglio non serve a nulla dato che ci si copre di ridicolo.

Punto 2: le contro-contromisure.

Gli Usa dispongono di un arsenale di contromisure che vanno dal fornire una falsa planimetria ai missili che vanno a perdersi nell´oceano alla distruzione fisica con missili intercettori. Ma i Nordcoreani non dispongono delle necessarie contro-contromisure per rendere vana la reazione difensiva Americana.

Quindi e nel pratico questi 4 missili si trovano da soli a fronteggiare il sistema antimissile di Washington.

E quello che accadra´sara´che non arriveranno mai a Guam.

Ed a questo punto gli Usa non avranno bisogno di altro in termini di reazione salvo il passaggio sopra la Nord Corea di alcune bombardieri che non faranno altro che sorvolare senza bombardare.

Cioe´cosa accade?

Per capirlo ricordiamoci una scena che abbiamo visto, ad esempio, in Matrix.

Decine e decine di proiettili vengono sparati contro i protagonisti che li annichiliscono facendoli cadere in terra prima che li colpiscano.

Che ci dicono queste scene?

Alfa spara contro Beta che ferma i proiettili e quindi implicitamente sorge la domanda: “tutto qui”?

Trasliamolo al fatto che i 4 missili facciano la stessa fine e poi che carta resta in mano alla Corea del Nord.

Nessuna a fronte degli Usa che hanno potuto fermare un attacco nucleare senza creare danni con la legittima ritorsione.

Ed a quel punto vedremo come reagiranno i poteri reali interni alla Corea del Nord dato che colpire Seoul sarebbe un suicidio nucleare.