APPROFONDIMENTO QUOTIDIANO: COS’E’ IL DESIGN SE NON CULTURA (2/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Oggi nella rubrica sul Design Vivibile che è numero 1 in internet parliamo di:

APPROFONDIMENTO QUOTIDIANO: IL VETRO BOEMO, OVVERO IL DESIGN DELLE SABBIE-DI-LUCE DELLA NOSTRA VITA (1/2)

APPROFONDIMENTO QUOTIDIANO: COS’E’ IL DESIGN SE NON CULTURA (2/2) alle ore 20.00

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Ieri con la nostra analisi con molta soddisfazione abbiamo sfatato l’ arrogante giudizio di troppi intellettuali con la puzzetta sotto il naso dimostrando che la moda, il fashion, è Cultura.

E quindi i Fashionista sono Persone di Cultura.

Oggi nella sezione tematica relativa al Design Vivibile, che come potete vedere qui  è numero 1 al mondo, dimostreremo che lo stesso vale anche per il  Design.

E’ ora che la finiamo con queste definizioni tra cultura con la “C” maiuscola e quella con la “C” minuscola.

Definizione e distinzioni rigorosamente compilate da auto-referenziati con la puzzetta sotto il naso che da un lato ci trattano come degli incolti manipolati dal marketing e dall’ altro sono i primi a correre a comprare l’ ultimo oggetto alla moda.

Design.

Oggetti quindi ma tutti gli oggetti hanno un nome e quindi una personalità che li contraddistingue in base alla quale li scegliamo per coltivare la nostra vita.

Siamo assordati dalla iperobesità del marketing che  cerca di creare narrative per nasconderci che alla fine quello che conta sia il prezzo.

Lo abbiamo visto ieri parlando della moda dove non meno di 800 brand si scannano oltre le belle immagine degli spot pubblicitari.

Si scannano a colpi di sconti come abbiamo dimostrato indicando una delle migliori piattaforme per essere informati sull’ ultimo prezzo migliore, Prosumerzen  .

Ed a causa di questo fastidioso brusio commercial abbiamo bisogno di momenti di silenzio per riflettere. Pause in cui assaporare il raffinamento del nostro gusto che poi non è altro che cultura.

Se la moda è vestire il  nostro corpo con un altro corpo fatto di abiti ed oggetti per rappresentarci. Ovvero per parlare di noi al mondo identificandoci con chi vogliamo essere in compagnia e democraticamente differenziandoci dagli altri.

Se la moda, dicevamo, è questo allora il design è un corpo con cui vestiamo i luoghi.

Siano essi luoghi pubblici, ed in questo caso il design si chiama architettura, che privati, ed in questo caso si tratta di interior design.

Vestiamo i luoghi che conosciamo come oggetti in grado di rappresentarci da un lato.

Ma, e dall’ altro lato, in cui riconoscerci.

In questo modo modelliamo gli spazi pubblici e privati con la nostra impronta emozionale e così facendo li trasformiamo in luoghi.

Spazio, luogo che differenza?

Un luogo è una coordinata geografica.

Uno spazio è dove riceviamo emozioni quando ci troviamo dentro.

E le emozioni provengono dalle Persone che incontriamo e dalla bellezza naturale come pure dagli oggeti che vi abbiamo posto o costruito.

Ovvero dal design e partiamo da questo.

Ma prima di continuare riflettiamo su come sia indissolubile la fusione tra arte e design pensando ad un esempio tra tantissimi.

Andy Wharol ha iniziato la sua carriera come illustratore di moda. Poi un giorno dipinge un ritratto di Giuliana Benetton che poi diviene il logo di una linea di scarpe.

La lezione che traiamo è che arte e design creano linguaggi sinergici ed uno risponde all’ altro.

Il design ha un suo linguaggio che è vocabolario da cui gli artisti trovano ispirazione.

E lo è al punto di essere arte viva in quanto vissuta da noi creando la cultura del nostro tempo.

In questo senso il design è eterno e lo è al punto che finisce nei musei come opere d’ arte.

Eterno in quanto sostanza sulla sotanza. Ovvero quello che noi vediamo di un oggetto, il suo design, non è un forma ma sostanza che non solo connota l’ oggetto ma ci consente di interagire con esso.

Prendiamo un altro esempio. L’ iPhone pensato da Jonathn Ive ispirandosi totalmente alle calcolatrici che Dieter Rams aveva disegnato per la Braun una generazione prima.

Rams aveva ideato un oggetto pensandolo in modo che durasse per sempre ed Ive lo ha ripreso ed adattato per renderlo un oggetto che durasse per sempre anche se ogni anno se ne ha una nuova generazione da comprare.

In questo caso perdura nel tempo la validità dato che il design è percepito come evoluzione sostanziale al pari del contenuto dell’ hardware dello smartphone.

In questo senso il design ed il designer sono critici ed innovativi rispetto al mondo al pari dell’ arte e degli artisti.

Lo sono nel senso che da un lato colgono il sentire del tempo e dall’ altro lo codificano in oggetti spostando in avanti quello che siamo disposti accettare come generante emozione positiva.

Ma ed eè questo “ma” che fa la differenza tutto questo avviene perchè siamo noi a decretarlo.

Così come un arrtista fa quello che gli dice il suo gallerista per vendere e quindi fa quello che il mercato chiede.

Allo stesso modo agisce il designer. Se non lo facessero entrambi, l’ artista come pure il designer, fallirebbero.

Ma il mercato non siamo forse noi?

Eh si,siamo noi.

Persone e non clienti.

Comunità emozionale che condivide valori e non target.

Noi definiamo la cultura quindi e lo facciamo agendo come Persone Sei-hai, ovvero persone che hanno perchè sono.

E sono in quanto detentrici di una personalità che esplicano con la loro cultura viva.

Viva in quanto reale e per questo il design è cultura alla faccia di chi ha la puzzetta sotto il naso.

 

Nota Editoriale: Le Ideamovers

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Le Ideamovers, ovvero le 10 Rubriche, del Palinsesto di LocGlob

Settimane 1 e 3 del mese

Lunedi´:Economia Positiva

Martedi´:Benessere

Mercoledi´: Fashion Consapevole

Giovedi´: Design Vivibile

Venerdi´: Travel Eclettico

Settimane 2 e 4 del mese

Lunedi´: Motori, Cultura e Lifestyle

Martedi´: Food Intelligente

Mercoledi´: The Uprising: la Rivolta Sostenibile e Resiliente

Giovedi´: Tecnologia Sostenibile e Resiliente

Venerdi´: Citta´da Vivere

Alle 6 del mattino dal Lunedi’ al Venerdi’ : Meta-analisi

Ogni Sabato il Supplemento Settimanale

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