Fashion:oltre la progettualita´del corpo

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

In Arabia Saudita arrestano una modella perche´indossa una minigonna. La mente fa un balzo retrofuturista pensando alla prima minigonna a Londra tanti decenni orsono.

No, la mente viaggia ancora piu´indietro nel tempo e si ferma davanti una famosissima immagine di un leggendario fotografo Americano bloccata in uno scatto fotografico a Roma ad inizi degli anni ´50.

La turista Americana che viene approcciata volgarmente da maschi sulla strada.

Maschi col fallo al posto del cervello che erano i nonni dei bastardi che oggi in media ogni paio di giorni feriscono una donna o fanno femminicidio. Nella cattolica Italia al pari della repubblicana Francia per intenderci dove il femminicidio e´tristemente diffuso come da noi.

Arabia Saudita, Regno Unito, Italia, Francia cioe´tempi e luoghi diversi ma con una costante.

Quale?

Il corpo.

Gia´il corpo.

Trasliamo nelle immagini di una icona della cultura del design, ovvero della progettualita´degli spazi, come Domus per pensare le immagini delle copertine di 2 supplementi dedicati alla moda che colsero il polso del tempo.

Nel 1981 la copertina ritraeva una modella che ricordava troppo l´essere androgeno di David Bowie come pure le sperimentazioni punk di Anna Oxa sul palco di San Remo.

Nel 1991 in copertina per il secondo supplemento la testa di Tutankamon.

Ed era ancora il corpo, ovvero?

Il fashion e´progettualita´del corpo.

Se il design e´il progetto dell´abito dello spazio nudo che grazie al design poi diviene luogo in quanto generante l´Alimento Padre delle Emozioni.

Se, come abbiamo visto, il design progetta gli spazi rendendoli luoghi allo stesso modo il fashion progetta il corpo rendendolo alfabeto sociale per comunicare una delle idee di noi che vogliamo dare.

Il fashion quindi come progetto di uno spazio che e´il nostro corpo.

Corpo che vestito diviene luogo che partecipa al messaggio che diamo di noi.

Per fare questo, per essere progetto,il fashion e´un modello produttivo che, come abbiamo visto la settimana scorsa parlando di Fashion Vintage,e´internazionale fin dalla invenzione del  prêt-à-porter negli Usa nel 1890.

Quali sono i valori elettivi universali della narrativa di tutte le forme di fashion?

Originalita´, bellezza, sperimentazione, creativita´, eleganza ed altro ancora.

Valori per tutte le forme di fashion.

Tutte le forme di fashion abbiamo detto e nel pratico che significa?

Significa che in un mondo con nom meno di 800 top brand e decine di brand emergenti ogni settimana come ci ricorda Prosumerzen, la piattaforma che informa sul lusso sostenibile coi prezzi piu´bassi in Internet che trovate clickando qui.

Beh significa che in questo modo sovraffolato di brand il nostro istinto vestitivo rischia di anestetizzarsi perdendosi in una offerta iperobesa di stimoli.

Fa riflettere la foto della pubblicita´di Paul Smith dove il modello ha il viso coperto da un sacchetto di carta per la frutta con ritagliati gli occhi ed il naso e la bocca disegnata.

Sotteso quindi che la identita´unica del nostro viso non conta e vale solo quella del vestito, ovvero del progetto di fashion che riempie lo spazio corpo trasformandolo in un luogo vivente che ci identifica.

E se cosi´e´allora fa pensare anche lo slogan per la Fiat 124 Spider che si focalizza´sulla evoluzione e continuita´col modello di successo del ventesimo secolo.

Quindi come con la 500 quello che conta e´il padre che in questo caso e´la brand.

Brand che quindi vince sulla contingenza dei modelli essendo la vera garanzia del tutto.

Ci ricorda un po´un noto orologio Svizzero che non si possiede ma si tramanda generazione dopo generazione creando un continuum temporale intorno ad un oggetto come un segnatempo che contribuisce alla progettazione del nostro corpo.

E tutto questo dove ci porta?

A fermarci un attimo a riflettere su cosa sia il fashion, la moda, inteso come progetto che genera l´arredo per la spazialita´del nostro corpo. Ovvero gli abiti ed i relativi accessori.

Quindi diventa possibile pensare che vestendo applichiamo design, ovvero un progetto, al nostro corpo.

E questo e´innanzitutto parte del nostro benessere vissuto come Persone Sei-hai.

Ma la moda, al pari di altri sistemi, e´un sistema complesso.

Non e´solo un fenomeno di mercato ma e´anche un fenomeno sociale.

E queste sono le due gambe che ha per muoversi altrimenti e´zoppa.

Ovvero?

Se e´troppo legata al mercato finisce col copiare e non vende dato che esprime un passato gia´visto.

Se e´troppo legata al turbinio della societa´a sua volta rischia di non vendere perche´finisce con l´anticipare troppo dato che incarnerebbe troppo futuro nel presente per essere accettata.

Quindi?

Non solo progettare e riprogettare il corpo ma anche e soprattutto subliminare la immagine che abbiamo di noi.

E poi noi mixiamo, componiamo ovvero compriamo tra piu´di 1000 brand.

Decidiamo quindi se siamo Persone Sei-hai o se subiamo il martellamento pubblicitario e siamo Persone hai-sei.

In una frase: il fashion e´benessere da rimodellazione del corpo per sentirci e per essere accettati dalla nostra tribu´sociale.

Ma e´anche percorso industriale che dalla idea finisce col vendere passando per il produrre.

E sulle implicazioni daremo un altro brano di lettura la settimana prossima.

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Martedi´:Benessere

Mercoledi´: Fashion Consapevole

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Settimane 2 e 4 del mese

Lunedi´: Motori, Cultura e Lifestyle

Martedi´: Food Intelligente

Mercoledi´: The Uprising: la Rivolta Sostenibile e Resiliente

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