(1/4) The Softpower Towns: New York

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

La seconda e la  quarta settimana del mese parleremo di 3 Citta´da Vivere ogni venerdi´. Delle loro modernita´in un mondo che e´diviso in 45 insiemi geopolitici come vedete clickando qui

In un mondo dove  vige la seguente concezione del potere.

E le Citta´Leader con modernita´equivalente sono le seguenti 296   

Ne abbiamo scelte 21. Inoltre  queste 21 Citta´Leader si integrano con una sezione chiamata  Interesting Small Town aggiungendo saltuariamente 1 citta´interessante che normalmente non viene menzionatain quanto un po´fuori dalle “rotte conosciute”. La cosidetta “Provincia” che altro non e´che un local che ha qualcosa da dire al global in una ottica Locglob.

Oggi il nostro viaggio ci porta:

The Softpower Towns: New York pubblicato alle 12 e 15

The Softpower Towns: London pubblicato alle 15 e 30

The Softpower Towns : Paris pubblicato alle 17 e 15

Interesting Small Town: Kyoto pubblicato alle 20 e 30

 


New York e´indubbiamente una delle Softpower Towns del mondo, ovvero le citta´dove viene definito in linea di massima il softpower mondiale.

Per questo oggi ci occupiamo di dimensioni che sono all´opposto sia dell´essere una softpower town che una citta´con una elevata qualita´della vita.

Iniziamo con i diritti umani.

Diritti umani nella forma della liberta´di gender. Questo nel contesto della assurdita´dell´ennesimo twit senza valore legale del Presidente Trump.

L´Attorney General Jeff Sessions si e´rercato a New York perche´il Dipartimento di Giustizia stá facendo un qualcosa di legale ma rarissimo negli Usa.

Prima di dire di cosa si tratti una riflessione. Da New York si e´poi imbarcato per El Salvador per andare a parlare relativamente al problema delle mega-gang. Gang criminali che pero´sono percepite come milizie positive da molti che le vivono nel loro locale e non solo in El Salvador. Gang a dimensione internazionale che sono presenti anche in Italia dove pero´sono solo una delle mafie presenti sul nostro territorio.

Ma chi ne parla da noi? Nessuno ma cosa vogliamo che ne sappia di questo problema una classe politica tutti-partisan impegnata nel pollaio elettorale ed una di media a cui interessa solo la macelleria editoriale che porta audience.

Ma torniamo a New York.

Tutto parte da questo processo di appello “Donald Zarda contro Altitude Express”.  Nel 2010 Zarda e´stato licenziato in quanto gay. Lavorava come istruttore di skydiving ed un giorno informa una cliente del fatto che era gay per rassicurarla sul fatto che non rischiava alcuna “palpata ambigua” durante la sessione di addestramento dove i due erano a strettissimo contatto fisico. Il marito della donna si lamenta del fatto che Zarda fosse gay ed e´stato licenziato.

Da qui un legittimo e giusto ricorso legale. Il tutto verte intorno al fatto che questa azione e´contraria al Settimo Emendamento della Costituzione da cui si genera la legge del 1964 sui Diritti Civili.

Il Procuratore Generale e´venuto a New York facendo un qualcosa che rientra nei suoi poteri ma che e´inusuale per ribadire davanti alla corte giudicante, in un paese dove le sentenze sono norma, che non spetta ai tribunali modificare questa legge ma solo al Parlamento.

E questo ci riporta a Trump dato che il messaggio del Procuratore Generale e´politico per ricordare al Presidente che le norme non si cambiano neanche a colpi di twit ma solo nel Parlamento Sovrano.

Nel pratico la uscita di Trump contro gay, lesbian, transgender nelle forze armate non vale nulla dato che non e´una legge e neanche un ordine esecutivo emesso dal comandante in capo delle forze armate.

Ed e´questo il punto politico chiave espresso dal Dipartimento della Giustizia, ovvero?

Se in una nazione in cui, al pari del Regno Unito, vige che le sentenze fanno giurisprudenza non spetta alle corti modificare un emendamento della Costituzione allora questo vale anche per il Presidente che non puo´modificarlo con un solo ordine esecutivo.

Se Trump pensa di attuare questa assurda discriminazione deve presentare una legge e convincere Deputati e Senatori a votarla. Vedendo cosa accade con la Obamacare dove fa il “furbetto” rimangiandosi il suo impegno di far abrogare a fronte della attivazione contestuale di una nuova e migliore Trumpcare che non esiste. Beh, come dire, una altra sonora meritatissima scornata di fronte al Parlamento sovrano lo attende.

Ed a proposito di Trump dove sono i Tumpiani Italici? Ci ricordiamo quelli che ci avevano detto che Trump era contro l´establishment?

Si lui che nomina un ministro dopo l´altro proveniente da banche e da Wall Street.

Che era per un mondo in cui cambiavano le regole di un establishment che frenava un approccio sostenibile per il clima. Infatti abbiamo visto tutti che se ne frega del clima mentre il cosidetto establishment negli Usa sta´gia´implementando da tempo i parametri di Parigi se le 180 aziende piu´importanti e le 100 piu´grandi citta´stanno attuando politiche che si adeguono a tali parametri.

Ah e per inciso, questo sarebbe poi il kattivone establishment tanto per capirci.

E poi il Presidente delle nuove opportunita´per tutti. Per tutti ovviamente se non sei un gay, una lesbiam od un transgender.

Eh, come si capisce l´imbarazzato silenzio dei Trumpiani Italici dopo cotante Trumpate.

In questo ben venga il Dipartimento della Giustizia che ricorda al Presidente dove sia il potere in una democrazia.

Ma torniamo a New York.

Ed ancora un processo che  due disabili ed una associazione not profit del Bronx hanno aperto contro la citta´di New York per una discriminazione contro i disabili.

A New York la governance della citta´ha correttamente stabilito che se una scuola non puo´offrire dei servizi di supporto allo studio per mancanza di esperti o di risorse allora la citta´fornisce alle famiglie un voucher con cui possono pagarsi tale supporto scegliendo dove andare.

Il punto e´che ben 9164 voucher rilasciati l´anno scorso sono stati inutilizzati dato che le famiglie non sono riuscite a trovare una figura professionale idonea per aiutare i propri figli.

E nel Bronx  problema e´che a causa di questo il 91 percento dei voucher non e´stato utilizzato.

Da qui la azione legale  per ripensare un sistema che nel pratico non aiuta come dovrebbe.

Dopo i diritti umani dato che il non essere discriminato per la propria sessualita´o per il fatto di essere disabile prima ancora che un diritto civile e´un diritto umano passiamo a vedere una nota dolente di New York come citta´sostenibile in termini di qualita´di vita.

Ovvero la situazione disastrosa dei trasporti pubblici.

Chi abita a New York si trova oggi a vivere una sorta di paradosso.

Da un lato tra metropolitana, bus, piste ciclabili, ferryboat, taxi, sharing car ed una marea di apps per trovare una auto i Newyorchesi non hanno mai avuto cosi´ tante opzioni per trovare un mezzo che non sia il loro.

Ma dall´altro la mobilita´e´in tilt.

In questo contesto problematico la Ford Motor Company propone una soluzione aggiuntiva.

Si tratta del servizio Chariot, ovvero di uno shuttle on-demand che fu lanciato a San Francisco nel 2014 e che e´implementato anche a Seattle ed in Austin e che ha reso alla Ford un fatturato di 65 milioni di dollari.

Con una apps si puo´prenotare per 4 dollari un posto a sedere in uno dei van che girano per la citta´e che non hanno una destinazione predeterminata ma si dirigono dove ha bisogno il cittadino-utente.

In una citta´che e´la seconda piu´congestionata degli Usa, con un manto stradale che ha disperatamente bisogno di manutenzione a livelli da citta´Italiana e dove ogni anno si perdono in media 89 all´anno bloccati dal traffico.

Beh, in questo contesto aggiungere altri veicoli e´la soluzione?

Si, se questi veicoli ne tolgono altri veicoli in quanto migliori.

No, se aggiungono traffico al traffico.

Ma se ne tolgono altri  vicoli quanto questo e´poi accettabile in termini di costi sociali dato che questi altri veicoli sono anche la fonte di reddito per delle Persone.

Dai conduttori dei mezzi pubblici licenziati perche´rimpiazzati da Chariot agli autisti di taxi come pure chi lavora nel mondo cel car sharing.

Un problema non nuovo ma a cui sembra non abbia ancora pensato nessuno a New York partendo con la sperimentazione di questa soluzione.

Chariot in buona sostanza e´un ibrido tra Uber, car sharing e tram o metro nel senso che ha la massima flessibilita´in termini di destinazioni ma non e´una automobile ma un pulmino.

Indubbiamente un esperimento interessante da monitorare anche da noi dove congestione e manto stradale pessimo sono la norma.

 

Nota Editoriale: Le Ideamovers

LocGlob analizza ogni giorno più di 12000 fonti tutti-partisan selezionate da un infoaggregatore unico al mondo, Inputrends,che ne monitora 80000.

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Le Ideamovers, ovvero le 10 Rubriche, del Palinsesto di LocGlob

Settimane 1 e 3 del mese

Lunedi´:Economia Positiva

Martedi´:Benessere

Mercoledi´: Fashion Consapevole

Giovedi´: Design Vivibile

Venerdi´: Travel Eclettico

Settimane 2 e 4 del mese

Lunedi´: Motori, Cultura e Lifestyle

Martedi´: Food Intelligente

Mercoledi´: The Uprising: la Rivolta Sostenibile e Resiliente

Giovedi´: Tecnologia Sostenibile e Resiliente

Venerdi´: Citta´da Vivere

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