Fashion Vintage (2/3): il prêt-à-porter e´nato nel 1890 (forse prima)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Dicono che nulla di nuovo accada sotto il sole come pure che nulla si distrugga dato che muta forma energetica divenendo altro.

E´vero anche per il fashion ed oggi inauguriamo la sezione dedicata al vintage nei 3 articoli che pubblichiamo. Il primo era dedicato al Fashion Oggi e parlava di orologi ed il terzo stasera parlera´di Fashion Domani, ovvero i trend del fashion.

Ma torniamo al nostro articolo.

Il culto della bellezza permeava la fine del diciannovesimo secolo. Lo faceva in tante forme e mondi dalla comicita´di Gilbert al dandismo di Oscar Wilde.

E questo ovviamente valeva anche per il fashion dai cappelli a larga tesa come quelli dei cowboy Americani alla giacca Ungherese viola di Wilde come pure negli spunti del pittore Jean-Anotine Wateau od ai vestiti di Jane Morris.

Fashion che trasuda sperimentazioni , contaminazioni e via dicendo.

Una avanguardia che, per chi ama le date, possiamo far partire con le stoffe che nel 1870 Liberty & Co iniziava ad importare.

Gia´Liberty dato che il nome del movimento artistico-culturale si deve appunto al nome di questo mercante per il ruolo che ebbe nel diffondere il Liberty.

Tessuti che, ad esempio, troviamo nel dipinto che nel 1880 Dante Gabriel Rossetti dipinse intitolandolo “Day Dreams” e che fu una icona del fashion Preraffaleita.

Poi  nel 1886 dagli Usa arrivano le copie di Life con i disegni di Charles Dona Gibson e boooooooom nel mondo nasce la “Gibson Lady” che e´sinomimo di emancipazione.

Era un fashion esprimente la essenza di donne poste al centro della cultura si che si trattasse delle parole di Edith Warton e di Henry James o dei quadri di John Singer Sargent e solo per fare alcuni nomi a caso tra i tanti.

Incarnare lo stile di una donna capace, indipendente, soddisfatta e pronta ad affrontare le sfide del suo tempo.

Ricorda qualcosa?

Eh si, ricorda le frasi stereotipate quanto stantie che si ripetono su se stesse ad ogni nuova collezione sia nel ventesimo che in questo scorcio del ventunesimo secolo.

Fa riflettere ma andiamo avanti.

Nel 1886 Gibson, ispirandosi a sua moglie, descrisse la donna ideale.

Alta. dalla vita stretta, sportiva e salutista.

Diciamo pure una donna cosi´2017 nel 1886.

In estrema sintesi una gonna a campana od a godet piuttosto che a trombetta fasciante i fianchi con una camicetta con maniche a gigot.

Il tutto con un corsetto che evidenziava seni e glutei come i tecnologici push-up del ventunesimo secolo.

E questo ci porta alla gonna a pantalone che esisteva gia´nel 1851 quando fu ideata da Amelia James Bloomer.

Ma esplose solo nel 1880 grazie alla diffusione della vita sportiva. Nel pratico la gonna a pantalone era cosi´comoda se si pedalava con un velocipede.

E questo ci riporta alla accennata camicetta che con la gonna era il cavallo di battaglia del prêt-à-porter.

Eh si, il prêt-à-porter esisteva nel 1890 e non fu inventato dai creativi degli anni 80 del ventesimo secolo come ci racconta la vulgata.

E´la moda pronta che arrivava dagli Usa dove la produzione industriale di massa abbassava i costi rendendo la moda democratica in quanto piu´accessibile.

New York e Philadelphia invadono il mondo di camicie da donna.

E fu proprio in una di queste fabbriche che si ebbe un incendio l´8 marzo 1911 e vi morirono 146 operaie.

Ci vollero questi morti affinche´il mondo pensasse di dedicare alle donne un giorno celebrativo.

Fa pensare.

E per oggi ci fermiamo qui nel nostro viaggio nel Fashion Vintage, un viaggio che continuera´nelle prossime settimane.

Ed oggi alle 20 e 15 parleremo di Fashion Domani, ovvero dei trend del fashion.

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