Storytelling: il branding del terrorismo (3/3)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Oggi nelle due parti pubblicate di questa analisi abbiamo analizzato degli elementi imprescindibili per comprendere la narrativa del branding di Isis inteso in maniera superficiale come sinonimo di terrorismo ai giorni nostri.

In maniera superficiale in quanto non esiste solo l´Isis ma questo non e´l´argomento di questa analisi in cui ci focalizziamo sul branding come espressione della narrativa Isis.

Gli elementi chiavi analizzati nelle due parti precedenti ci hanno portato a dire che:

  • Isis e´stato percepito come uno stato in quanto in grado di soddisfare 3 dei 4 parametri richiesti dal diritto internazionale per essere riconosciuti come uno stato. Ovvero il disporre di un territorio in cui vi sia una popolazione con una forma di governo. Ma non ha avuto riconoscimento internazionale, ovvero il quarto parametro, se non dalle Tribu´e Diaspore che ne condividevano il progetto
  • La differenza chiave rispetto ad Al Qaeda risiede nel fatto che l´ Isis fin da subito ha pensato a creare uno stato mentre Al Qaeda non lo ha fatto
  • Il Terrorismo, nato come strumento di controllo statale ideato da Robespierre, e´una delle tattiche militari a disposizione di un gruppo come Isis , e quindi non abbiamo di fronte a noi un conflitto asimettrico, ed il vero impatto del terrorismo non e´sulle vittime coinvolte direttamente ma sulla societa´generando terrore

Analizzeremo il branding ISIS  usando la metodologia gestionale Leverage Cognitive Power che si basa su 3 dimensioni emozionali, (contatto, connessione, condivisione), in cui si innestano 7 variabili olistiche, (conoscenza, comprensione, credibilita´, comprato, confermato, concorrenza, Comunita´).

Il Leverage Cognitive Power e´stato scelto in quanto si focalizza sulle Persone nella loro intierezza e non solo nel considerarle dei Clienti.

Per questo concepisce non dei target ma delle Comunita´di Persone unite da un Universo Emozionale Condiviso.

Questa caratterizzazione olistica che denota una cultura economica umana in quanto sostenibile e resiliente lo differenzia da altre metodologie manageriali ed e´questo il motivo per cui e´stato scelto come chiave di lettura di una attivita´come il branding terroristico.

Il branding esprime la narrativa e come possiamo definirla?

La narrativa di un gruppo politico e´ il prisma che consente di rappresentare la identita´ di una comunita´che in tale visione politica si riconosce.

Sia quella collettiva che quella privata degli appartenenti.

In questo modo la narrativa costruisce il passato del gruppo definendo il legame tra azioni e conseguenze.

Come pure costruisce il presente del gruppo indicandone le azioni.

Pertanto costruendo sia il passato che il presente di un gruppo cerca di ingabbiarne il futuro nella visione della leadership.

Nel contesto del branding esiste un simbolo che esprime la sintesi estrema della narrativa e questo e´il logo usato dal gruppo.

Il logo infatti si caratterizza per il suo permearsi di mitologia, (il passato), e verita´ percepita da chi appoggia come pure da chi contrasta, (il presente), e grazie a questo diviene il collante che unisce la Comunita´di Persone che si riconosce in questo Universo Emozionale.

In un gruppo come ISIS in questo caso.

Andando ancora avanti sintetizzando possiamo considerare il logo, e lo sforzo di branding che incarna, come una immagine che deve scatenare reazioni.

Ed in questo caso le reazioni devono essere positive in chi si riconosce e negative, di paura in chi non si riconosce.

Ovvero crea una esperienza tra gli individui sia che appartengano o non appartengano al gruppo trasmettendo le idee mediante una immagine che e´poi quella del logo.

Quando parliamo di terrorismo ricondurre il logo di un gruppo ad un atto violento deliberatamente fatto contro dei civili indifesi serve a accentuare queste emozioni ed idee mediante delle associazioni emotive.

Associazioni emotive di ripulsa per chi lo condanna e di appagamento per che lo appoggia.

A questo punto vediamo il logo che viene analizzato come parte integrante del branding di Isis in queste 2 immagini.

 

(immagine 1)                       (immagine 2)

Iniziamo con la dimensione emozionale del contatto che implica la variabile olistica del conoscere che un qualcosa esiste.

La conoscenza per un Mussulmano, (indipendentemente a quale delle varie famiglie Sunnite o Sciite appartenga), deriva dal fatto che sono simboli base del Credente e riprenderemo questo parlando della variabile olisitca della comprensione.

Per un non Mussulmano questi loghi non dicono nulla se non il riconoscerli come legati all´ISIS grazie al bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti dopo ogni atto che viene compiuto.

Da un attentato  terroristico alla distruzione di beni archeologici come a Palmira piuttosto che la concquista o la perdita di una localita´.

A questo punto passiamo alla seconda dimensione emozionale che e´quella della condivisione che si realizza soddisfando le variabili olistiche della comprensione e della credibilita´.

Anche qui dobbiamo distinguere tra Mussulmani e non Mussulmani.

Focalizziamoci sulla variabile olistica della comprensione.

Per un Mussulmano la immagine 1 e´la Shahada, ovvero la bandiera di guerra di Maometto su cui e´scritta la dichiarazione di fede di un Mussulmano che recita “ Non c´e´divinita´se non Dio Allah, e Maometto e´il Suo messaggero”

La immagine 2 e´il sigillo utilizzato da Maometto quando corrispondeva con i capi stranieri e contiene le seguenti parole scritte in ordine inverso dall´alto al basso: “Allah”, “Messaggero”, “Maometto”.

Pertanto la comprensione come pure l´impatto emozionale sono immediati.

Per un non Mussulmano la vulgata mediatica si e´sempre limitata ad una generica indicazione su di un messaggio che faccia riferimento ad Allah.

Ed e´un peccato dato che in questo modo si sono persi elementi di decriptazione importantissimi.

Ma non solo dato che si sarebbero evitate proposte assurde come il richiedere che la Sahada venisse strappata per dimostrare la contrarieta´all´ISIS dopo un atto terroristico.

Sarebbe stato  infatti come chiedere ad un Leghista di urinare nella ampolla contenente le acque del Po per dimostrare che e´una persona onesta dopo ogni atto criminale di un “Padano”.

O come chiedere ad un Italiano residente all´estero di strappare la propria bandiera per riaffermare la sua onesta´ogni volta che un Italiano avesse commesso un reato in quel paese.

Il tutto si commenta da solo.

Relativamente alla variabile olistica della credibilita´il tutto diviene piu´complesso ed a diversi livelli.

Se con credibilita´si intende credere che l´ISIS fosse inveincibile e destinato ad invadere il mondo la credibilita´non derivava dalla sua effettiva forza politico-militare ma  da come le ciniche ed interessate macellerie elettorali e mediatiche in Italia ci hanno descritto il tutto.

In una frase per capirci: il sensazionalismo rende.

Rende in termini di audience come pure di elettori.

E per anni ci siamo bevuti che un ISIS senza flotta potesse bellamente annientare la flotta da guerra di 600 navi della Nato e sbarcare a nord del Mediterraneo da Salonicco a Cadice.

E ci siamo anche bevuti che un esercito che vedevamo in una overdose di immagine armato con fucili di assalto, RPG, pick-up con mitragliatrice e con qualche blindato e regolarmente senza aerei fosse in grado di annientare gli eserciti Nato.

Eserciti che se confrontati con gli armamenti dell´Isis sono armati come se fossero armate del ventiquattresimo secolo.

Inoltre bevevamo il fatto che una economia basata sullo sfruttamento con tasse ed estorsioni  di regioni agricole devastate dalla guerra, sul traffico di esseri umani oltreche´ di un po´di petrolio , (per capirci molto meno della produzione dei pozzi Italiani), e di opere d´arte fosse cosi´florida da mettere in ginocchio la restante economia mondiale.

Quindi?

Relativamente alla variabile  olistica della credibilita´abbiamo semplicemente creduto quello che ISIS diceva amplificato e drogato dagli interessi di bottega delle macellerie editoriali ed elettorali.

A questo punto spostiamoci nella variabile emozionale della condivisione.

In base a quello precedentemente detto ognuno ha comprato quello che ha voluto.

Nel senso che chi ha creduto alla narrativa drogata o si e´spaventato credendo alla Islamizzazione del mondo od ha cercato di sostenere in vari modi l´ISIS.

Allo stesso modo nel tempo a fronte di un ISIS che perdeva terreno e che compiva attacchi terroristici che non mettevano mai in crisi nessuno stato colpito se non nella dimensione di una psicosi collettiva in cui le macellerie editoriali ed elettorali facevano un sacco di soldi e potere.

In quel contesto appunto accadeva che la variabile olistica del confermare la percezione poteva avverarsi solo a causa di una sovra-esposizione drogata.

Relativamente alla variabile della concorrenza la Persona media si perde in un universo di sigle in una lingua che non conosce e quindi non si aveva la percezione che esistessero, come esistono, gruppi antagonisti all´ISIS.

Ed ancora si e´persa una importante chiave di decriptazione degli eventi.

In merito alla variabile olistica della Comunita´la conseguenza del branding con questo logo e´la solita.

Ovvero il mondo si divide tra chi ha appoggiato l´ISIS e che lo ha contrastato.

Concludendo in termini di analisi Leverage Cognitive Power il branding ISIS non ha avuto successo in quanto latore di un messaggio forte espresso in maniera credibile.

Ma lo ha avuto grazie al fatto di essere drogato venendo monopolizzato e manipolato per motivi di politica interna in cui la macelleria mediatica ha avuto buon gioco cercando audience, ovvero la sola cosa che porta gli investimenti pubblicitari.

Il triste e´che tutto questo ci ha nascosto cosa accadra´dopo l´ISIS e di cui abbiamo accennato in questa analisi e su cui non ci soffermiamo oltre esulando dal tema trattato che riguarda la efficacia del branding.

Pertanto possiamo dire.

Cosa ci ha fatto paura?

Non la realta´ma la sua rappresentazione drogata per interessi interni di tipo mediatico ed elettorale Tutti-partisan dato che parlare di ISIS serviva e serve a distrarre da altri problemi ben piu´seri quali il lavoro ed il welfare.

Ovvero niente altro che quello che Noam Chomsky descrive come la tecnica della manipolazione basata sulla distrazione.

Distrarre?

Le nostre leadership politiche Tutti-partisan hanno sempre saputo che la invasione dell´ISIS era una bufala galattica che pero´distraeva e cosi´loro non hanno dovuto parlare di ben altro che impatta veramente il quotidiano. Dal lavoro al welfare.

Attenzione a questo punto e´bene chiarirsi sul significato della frase precedente.

ISIS ha massacrato intere popolazioni e questo non lo nega nessuno.

ISIS ha basato il suo branding su una visione  distorta dell´Islam ed anche questo non viene negato.

ISIS e´stato una minaccia politico-militare in un dato momento storico, (dal 2006), in una data regione del mondo (Iraq e Siria) e nessuno lo nega.

Nessuno nega che affiliati ISIS potevano e possono attuare atti di terrorismo in Italia.

Ma ed allo stesso tempo in nessun momento l´ISIS ha mai avuto la forza economica, militare e politica di invaderci come invece da anni ci raccontano le nostre leadership politiche Tutti-partisan per distrarci da altro ben piu´impattante sul nostro quotidiano.

Ed e´solo questo che si intende, ovvero in una frase: sia chi al governo che chi alla opposizione aveva nella “bufala della invasione” un ottimo argomento che ci distraesse da, come dire, troppa fumosita´su ben altri problemi.

Tutto qui.

E quindi perche´ci ha fatto paura?

Perche´non esisteva una rappresentazione alternativa.

Visto che la guerra in quelle terre continuera´e´bene che impariamo questa lezione per capire chi saranno i prossimi gruppi sul campo ed evitare la isteria che ci ha caratterizzato.

Questo sia per ridurre il numero dei morti e dei feriti a casa loro come pure da noi che per anticipare la pace in quelle terre.

 

Nota Editoriale

LocGlob analizza ogni giorno più di 12000 fonti tutti-partisan selezionate da un infoaggregatore unico al mondo, Inputrends,che ne monitora 80000.

LocGlob è numero uno sul mercato editoriale online in 8 sezioni tematiche che vanno dalla economia sostenibile al design ed al fashion sostenibile come pure il turismo eclettico ed il food intelligente.

Locglob si sviluppa grazie alla metodologia di gestione aziendale e project management nota come “Leverage Cognitive Power” che trovate clickando qui .  

Una metodologia per sviluppare mercati sia tradizionali che online in tutto il mondo.

Abbiamo pensato ad un approccio nuovo sulla scena informativa mondiale offrendo ogni giorno un approfondimento con una analisi che pubblichiamo nel corso della giornata in 2 o 3 episodi.

Ogni giorno iniziamo alle 12.e 15 per poi pubblicare il secondo episodio alle 17 e 15 se se ve ne fosse un terzo alle 20 e 30.

Questo perchè siamo consci che il vero potere non risieda nella informazione ma nella comprensione delle cose.