La tecnologia ESISTENTE che ci serve per vincere il catastrofismo ecologico

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Inizia la chiusura del cerchio. Tecnologicamente questa chiusura del cerchio iniziò il 16 luglio 1945 quando fu fatta brillare la prima bomba atomica nel deserto del New Mexico.

Da quel giorno la umanità aveva a sua disposizione una tecnologia in grado di portare artificialmente la apocalisse mediante una guerra atomica.

Ovvero era padrona della sua autodistruzione.

Dalla codificazione del Genoma la tecnologia intesa come scienza applicata fornisce alla umanità anche la possibilità di essere padrona della propria vita.

Prendiamo ovviamente la codificazione del Genoma come esempio vista la sua elevata simbolicità dato che parliamo del DNA, ovvero del codice genetico delle persone.

Infatti non possiamo dimenticarci i progressi che sintetizziamo in una serie di aree chiave.

Nella ricerca teorica con la fisica quantistica e la teoria del caos.

Nella applicazione tecnologica con le nanotecnologie, la intelligenza artificiale, i viaggi spaziali, Internet,la robotica, le energie rinnovabili e la agricoltura cellulare. Ed ovviamente  anche ogni futura branca della applicazione della scienza.

Tutto questo ci porta ad essere all’ inizio della chiusura del cerchio perché la tecnologia e la scienza dietro ad essa pongono per la prima volta in mano all’ umanità le chiavi della vita e della morte.

Oggi siamo nella situazione in cui possiamo sintetizzare il nostro approccio verso la scienza e la tecnologia come rappresentato da due colonne d’ Ercole.

Una fanaticamente pro-scienza ed una fanaticamente contro la scienza. Entrambe  tragicamente errate perchè basate sul fanatismo.

La colonna d’ Ercole rappresentata dal fanatismo pro-scienza ci parla di un mondo dove possiamo essere irresponsabili in quanto la scienza risolve tutto.

Le acque sono inquinate? E dove sarebbe il problema dato che prima o poi la tecnologia produrrà dei pesci geneticamente modificati che potremmo allevare anche in acque inquinate.

I deserti avanzano? E perché preoccuparci dato che prima o poi la tecnologia genererà della piante che si possono coltivare nei deserti.

E via dicendo. Un qualcosa di devastante nel suo essere irresponsabile.

L’ altra colonna d’ Ercole è quella del fanatismo antimodernista che combatte tutta la tecnologia.

Parla di un passato bucolico mai esistito e totalmente inventato.

Ne parla come esempio.

Ma stavano poi così meglio generazioni di persone che vivevano in media 30 anni erano cronicamente sottoalimentate e destinate ad essere spazzate via dalla prima carestia o dalla prima epidemia.

Purtroppo è questo il vero passato a cui la scienza e la tecnologia hanno posto rimedio e non quello inventato dal fanatismo antitecnologico.

Inoltre il loro passato bucolico di caprette e flauti necessitava a sua volta di scienza  tecnologia anche se sembra che se lo dimenticano. Quanto meno la scienza e la tecnologia per allevare le caprette e produrre i flauti.

Il rinnegare i benefici della tecnologia è non meno devastante nel suo essere irresponsabile del fanatismo pro-tecnologia.

La tecnologia deve essere sia sostenibile che resilente.

Ovvero sostenibile nel senso che non abusa dell’ ecosistema ecologico come pure neanche dell’ ecosistema corpo umano.

Ma anche resilente in quanto in grado di resistere ai danni provocati dagli errori nella sua applicazione.

Ovvero dobbiamo liberarci la mente dai fumi di questi due tipi di fanatismi ed andare oltre queste colonne di Ercole.

Solo allora sapremo cogliere il segreto della tecnologia.

Ovvero essere uno strumento e mai un fine.

Ed è quindi sempre e solo nostra la responsabilità del bene o del male che la tecnologia è in grado di fare.

In Locblog cercheremo in giro per il mondo le tecnologie che portano il futuro sostenibile nel presente ed allo stesso tempo veglieremo su quelle che possono portare solo problemi.