Mangiare e Bere: RACCONTO DI RACCONTI (2/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Abbiamo finito la prima parte di questa analisi sul food come racconto di racconti chiedendoci se si dovesse fare silenzio dato che si mangia oppure perche´si ascolta.

Le ragioni sono entrambe ma alla fine non si deve fare silenzio.

Onestamente viene da chiedersi a cosa serva la ennesima rubrica sul food e dintorni.

In Italia si pubblicano in media 3 libri di ricette al giorno.

Non menzioniamo poi le trasmissioni , le rubriche , le citazioni del food in vari contesti, i blog.

E poi ovviamente ci si allarga andando all´estero a trovare fonti in altre lingue.

Quindi che senso ha se sembra che sia stato detto tutto.

Ma e´poi vero?

No che non e´vero.

Nel sedicesimo secolo un autore anonimo Inglese scrisse che il suo This Boke of Cokery fosse il migliore fino ad allora scritto.

Forse che il solo libro di ricette che ci proviene dalla antica Roma, quello scritto nel decimo secolo dopo Cristo da Apicio, era da meno?

No di certo come non era da meno la guida sui formaggi Europei che nel quindisecimo secolo fu scritta da Pantaleone da Confienza.

Il food e´sempre stato percepito come importante.

Ma poi peche´lo chiamiamo food?

Un inconscio tributo ai vari Chef mediatico-stellati che si sono innestati in un trend iniziato negli anni sessanta del ventesimo secolo.

Quale trend?

Quello dei Guru del Benessere che ci dicono come  vivere il nostro stile di vita, pardon lifestyle altrimenti siamo provinciali e non cool.

Dalla meditazione come esaltarono , ad esempio, i Beattles per poi passare alla cura del corpo come insegnano le 17 milioni di copie di videocassette vendute 35 anni fa, (e pensiamo a quante piratate),da Jane Fonda.

Ma non dimentichiamo la astrologia dato che, ad esempio, sia Madonna che Nancy Reagan ci ricordavano quanto fosse importante quando era di moda.

Poi il Feng-tsui per arredare le nostre case con un flusso energetico armonico.

E poi tanto altro ed oggi in questo trend decennale di Coaching di Stili di Vita, pardon lifestyle dato che siamo tutti cool, la schiera dei Guru si allarga con gli Chef.

Fino a pochi anni orsono aprire un ristorante od un street food era considerato da sfigati che non trovavano lavoro mentre oggi essere Chef ha uno status sociale paragonabile a quello di un Amministratore Delegato.

Se era stupido il razzismo sociale che allora denigrava chi faceva questo lavoro manuale e´non meno idiota oggi osannare chi fa un lavoro come un altro. Sia lo Chef che l´Amministratore Delegato per capirci.

Quindi di che parliamo?

Non solo le ricette dato che da sole in se e per se´non bastano come abbiamo accennato nella prima parte di questa analisi.

In che senso?

Pensiamo ad esempio che fino al quindicesimo secolo nel Regno Unito non esistevano ricette per il pane sebbene venisse mangiato da tempo immemporabile

Percio´che siamo qui a fare?

A parlare di Persone che mangiano e non di ricette che dominano il mondo.

Fermiamoci un momento per scoprire che alla fine il mondo della alimentazione, pardon del food dato che cool oblige e docet, e´composto essenzialmente da due famiglie umane.

Chi lo mangia e che lo produce.

E sul produce inizia la complessita´del tutto.

In che senso?

Innanzitutto per il fatto che anche noi lo produciamo nel senso che lo cuociamo per noi stessi.

Poi il produrlo ha  tante dimensioni.

La produzione degli ingredienti.

La produzione degli ingredienti per fare gli ingredienti.

Cioe´nel pratico?

La produzione di un ingrediente come il grano e quella dell´ingrediente per far crescere il grano ovvero il concime.

Poi la logistica.

I luoghi in cui si compra.

I luoghi in cui si consuma.

Chiamarla filiera?

Certo anche ma sarebbe limitativo.

Universo Umano Condiviso rende meglio il termine mutuando un concetto che si deriva dal Leverage Cognitive Power e che trovate clickando qui.

Ed in questa rubrica parleremo appunto di questo.

Alternando e sovrapponendo ovviamente i vari piani narrativi per parlare delle varie componenti ed indubbiamente contaminandoci “da e di” altre dimensioni del nostro lifestyle, o stile di vita come dicono i provincialotti.

Pertanto le ricette ma non solo.

I luoghi dove si prepara.

I luoghi dove si mangia ma non solo.

Gli strumenti per mangiare da un calice di cristallo Bohemiano o di Bacarat ad un utilissimo vassoio multi-uso in cartone per lo street food.

Ma non solo ovviamente e quindi anche quadri o film e canzoni che ne parlano.

Come pure descrizioni di convivialita´a tavola, ovvero colazioni, e non solo da Tiffany, pranzi, cene come pure spuntini e pic-nic.

Insomma solo e semplicemente storie di Persone che si ritrovano intorno a quella arte pratica quanto magica piena di cultura che chiamiamo cibo, ovvero parte del nostro benessere.

Parlandone come insieme e mai come singolo elemento.

Un insieme che esprime un Universo Umano Condiviso in un dato tempo e spazio dato che viaggeremo sia nel tempo che nello spazio ed oltre.

Ovvero un vero racconto di racconti.

 

Nota Editoriale

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Ogni giorno iniziamo alle 12.e 15 per poi pubblicare il secondo episodio alle 17 e 15 se se ve ne fosse un terzo alle 20 e 30.

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