Citta´? Human piu´che smart… (2/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Le citta´come medium quindi.

Ovvero?

Non il semplice vettori di strati di storia che si sono sovrapposti nella forma dell ´habitat urbano di vie e piazze come pure di edifici. Ovviamente esistenti, persi ed immaginati e mai realizzati dato che nel presente in cui sono stati pensati non sono stati ritenuti immagine di quel presente da lasciare al futuro.

Le citta´sono medium in quanto configurano come il potere coniughi comando ed informazione simbolica in un dato tempo in quel luogo chiamato citta´.

Quindi non messaggio ma sempre e solo sostanza.

Anzi insieme di sostanza  che convive sovrapponendosi nel tempo nelle vestigia che ogni generaziona tollera che si tramandino dato che in quel passato si riconosce e quindi si vuole  legittimare tramandandolo al futuro.

In questo senso la architettura in ogni tempo e´la espressione della smatness di una citta´a conferma che sono state sempre smart.

Se, ovviamente, con smart si intende funzionali a chi tale habitat abita, ovvero le Persone.

E come vivono il loro essere cittadini?

Un po´come Flaneur ed un po´come Voyeur .

Ovvero alla fine con una visione circolare in quanto la citta´e´sempre e comunque un insieme di citta´collegate da flussi di informazioni e di emozioni su cui si innestano quelli delle  Persone.

Dai luoghi deputati al lavoro a quelli che si scelgono per vivere.

Ovviamente per declinare il vivere in tutte le sue forme.

Ogni citta´deve pensare uno sviluppo  circolare in cui sia il suo assetto sociale che quello ambientale come pure quello economico sono in singergia sostenibile quando resiliente.

Non serve ,infatti, a nulla pensare in termini di sola sostenibilita´se poi alla prima crisi il modello si dimostra non resiliente e quindi deflagra.

La soluzione e´essere consci che siamo in un meta-equilibrio dinamico che si basa su 4 ecosistemi singergici.

Ecosistema Spirituale.

Ecositema Corporale.

Ecosistema Sociale.

Ecosistema Ecologico.

Infatti se non garantiamo la spiritualita´delle persone si genera una violenza non vivibile.

Non minore di quella in cui non si puo´prendersi cura del proprio corpo.

E certamente non meno vivibile di quella che crea un contesto sociale , e qui si include anche la economia, che non sia umano.

Ed il tutto vanifica se si infrange con un ecosistema ecologico ucciso dal nostro sviluppo.

Il punto e´cresecere con meno risorse ed uguale, se non maggiore, benessere.

Una crescita felice in quanto basata sulla resiliente sostenibilita´dei 3 capisaldi dell´essere Prosumerzen.

Prosumerzen?

Una nuova parola composta di 3 parole.

Pro da Producer.

Sumer da Consumer.

E zen da Citizen.

Nel pratico in un mondo di slogan?

Nel pratico significa essere consci che siamo sempre e comunque al contempo Produttori, Consumatori e Cittadini e quindi in ogni fase dobbiamo esserne consci.

Quindi quando agiamo da producer, ovvero da produttori, pensiamo di avere la stessa corettezza ed onesta´che chiediamo ai nostri fornitori. Ma anche di consumare per produrre come Cittadini responsabili.

Quando siamo consumatori, ovvero consumer, di consumare in maniera responsabile come Cittadini maturi e di rispettare i nostri obblighi verso che ci fornisce come chiediamo ai nostri clienti di fare con noi.

Ma e soprattutto essere sempre dei Citizen, cioe´dei Cittadini, ovvero rispettare sempre i 4 ecosistemi.

E´facile, basta volerlo.