Auto e design:il senso del bene privato più costoso dopo la casa (3/3)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Nella seconda parte di questa analisi  partendo da una scultura moderna in un museo di Los Angeles abbiamo visto quanto sia profondo dal punto di vista sociale e culturale che la Mini, il Maggiolone e la 500 siano nate, morte e divenute leggende come utilitarie per poi rinascere decenni dopo come auto di lusso nei propri segmenti.

Relativamente all’ uso della auto da circa venti anni possiamo rilevare quattro costanti che caratterizzano il trend.

La prima è la crescente quanto giusta attenzione  alla dimensione ecologica che si concretizza nella attenzione sul livello delle emissioni inquinanti come pure della percentuale di componenti che derivano dal recupero dei materiali e su quanto delle componenti potrà poi, a sua volta, essere riciclato alla fine della vita del mezzo.

La seconda è relativa ai costi. E qui le variabili vanno dai consumi a quelli di manutenzione e questo spiega come mai vengano offerti tempi di garanzia sempre più lungi.

La terza dimensione è relativa all’ uso volontario dello spazio del veicolo come luogo per intrattenersi come pure per lavorare durante un viaggio ed è collegata al continuo e crescente dilagare sia della fruibilità online ed in streaming dei contenuti di intrattenimento come pure di quelli di lavoro grazie alle interazioni con l’ Internet delle Cose.

Infine la quarta dimensione che è attinente ad un uso costretto degli interni delle automobili in quanto bloccati nel traffico. Consideriamo che in media perdiamo 4 anni di vita bloccati nel traffico.

Le ultime due dimensioni ci parlano degli interni delle automobili che devono essere sia confortevoli che preformanti.

Il tutto si innesta in un trend nato negli anni ’80 del ventesimo secolo dove la attenzione del lavoro creativo e progettuale si è sempre più concentrata sugli interni dei veicoli.

Dalla strumentazione alla ergonomia per arrivare alle dotazioni di entertainment e di collegamento ad Internet ed in questo modo in circa 40 anni di evoluzione è “semplicemente” accaduto che gli interni siano divenuti il principale luogo di interazione tra utente e veicolo.

Luoghi abitativi durante il viaggio che si caratterizzano per una sempre crescente funzionalità sia per gestire il veicolo che per relazionarsi col mondo ma anche per essere sempre più sicuri con la diffusione di airbag ed altro ed infine sempre più confortevoli.

Un trend  ed una evoluzione tecnologica quanto culturale che è dominata da Audi che prenderemo ad esempio.

Wright elaborava il design di interni ed urbano credendo che la forma fosse sostanza. Lui era un genio e e se lo poteva permettere dato che le sue forme incarnavano sempre sostanza.

Molti altri non se lo possono permettere ma lasciamo questo sullo sfondo.

Pensiamo ad Audi. E pensiamo ad una sua  differenza con BMW e quale sarebbe questa differenza?

Il fatto che per molti anni i modelli Audi al contrario di quelli altre casa automobilistiche  non avessero un volto che li facessero riconoscere immediatamente.

Ovvero un prodotto tecnologicamente meraviglioso che però non aveva una immagine riconoscibile.

Questo fino al 2005 quando Walter de Silva ha concepito la griglia frontale a telaio unico che da allora consente a chiunque nel mondo di riconoscere immediatamente una Audi da quel particolare.

Ovvero Audi ha avuto un viso.

Questo single frame è divenuto un elemento chiave intoccabile intorno a cui vengono progettate le auto.

E questo accade perchè un marchio deve essere riconoscibile, anzi deve essere iconico e non deve perdere di identità.

Una identità che in una automobile si traduce nella progettazione in grado di creare coordinazione.

Una coordinazione tra i volumi in cui ogni linea ha una ragione in se stessa per confluire in un abitacolo la cui ragione di essere è quello di essere costruito intorno al guidatore ed ai passeggeri.

Per Audi questo significa una evoluzione in cui dare più spazio agli interni. Pensare alla auto come ad una casa in un certo senso.

E quindi generare sempre emozioni.

Se per le case questa emozione si traduce nel pensare di comprarla quando si parla di una automobile la emozione è efficace se fa desiderare di guidarla.

Audi è diventata a tal punto sinonimo di tecnologia sostenibile ed resilente che oggi può permettersi di focalizzarsi sulle emozione del e da design.

Lo slogan di Audi in Italia parla di un essere alla avanguardia della tecnologia mentre in tedesco rende meglio in quanto dice che è alla avanguardia attraverso la tecnologia.

E ce lo dimostra il fatto che la casa di Ingolstadt è leader nella ricerca e nelle applicazioni relative ai 3 fattori chiavi dello sviluppo tecnologico automobilistico.

Ovvero la guida automatica, la alimentazione elettrica e la connettività.

Parliamo di auto pensate oggi per il domani di città senza semafori dove le automobili parcheggiano da sole.

Ma torniamo alle emozioni.

Toccare, ovvero la esperienza sensoriale del tocco ha un peso fondamentale nella mappatura emozionale che facciamo di un ambiente.

Un ambiente come gli interni di una automobile.

Non è un caso quindi che per Audi le funzioni chiave siano sempre collegate ad un bottone da toccare mentre il resto è nel display digitale.

Emozione, la chiave del tutto e per Audi la genialità risiede nel fatto che la forma è sostanza.

Ed essendo sostanza capiamo anche che il design che si occupa della mobilità sarà sempre più una dimensione  soggettiva che  deve considerare sia il nostro ruolo che il rapporto con gli oggetti funzionali al confort, alla sicurezza ed alla interazione.

E quindi le auto, tutte le auto, divengono icone del nostro tempo per gli storici che nel futuro cercheranno di capire il rapporto tra di noi e gli oggetti che ci circondano.

Iniziamo a considerare le automobili non solo come il mezzo di trasporto che usiamo di più e non solo come il bene più economicamente più caro dopo la casa ma come una vera e propria appendice della nostra casa dove se da un alto siamo bloccati in media per 4 anni dal traffico dall’ altro lato è anche vero che è un luogo dove interagiamo a vari livelli col mondo.

Una stanza in più della nostra casa ed ovviamente una stanza mobile


Nota editoriale

E qui chiudiamo per continuare la analisi in altre due sezioni che ri-pubblichiamo in 3 giorni consecutivi alle 15.15.

Il tutto si innesta in una  ulteriore novita´editoriale di Locglob. In estate ogni giorno affianchiamo ai nuovi articoli che compongono la analisi sull´ argomento del giorno una riedizione di una analisi gia´pubblicata che ha avuto almeno 38000 lettori.

Questo per farvi verificare che le nostre analisi sono valide al passare del tempo.