Auto e design:il senso del bene privato più costoso dopo la casa (1/3)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

La automobile è con noi dal 1869 divenendo il bene privato più caro in assoluto dopo una abitazione.

Non è quindi un caso che sia la industria edile che quella automobilistica abbiamo un così grande impatto sulla economia di una nazione.

Il luogo dove viviamo e quello che usiamo per muoverci sono oltre alla salute ed alla cura della famiglia le dimensioni di costo maggiori della nostra vita.

Il luogo che usiamo per muoverci?

Fosse solo questo una automobile ed è fin troppo banale definirla in questo modo.

Una automobile per molti di noi è anche uno strumento indispensabile di lavoro dato che ci passiamo ore ed ore per  andare dove ci porta il business.

Per tutti è anche uno status symbol dato che al pari di altri oggetti di fashion e di design come pure di cultura  ci caratterizza nel mondo.

Ma è anche un luogo dove in un certo senso viviamo dato che in media ci trascorriamo 4 anni della nostra vita persi tra viaggi ed ingorghi. Quindi una stanza mobile della nostra casa alla fine dei conti.

Lasciamo questo sullo sfondo e focalizziamoci sul design per poi parlare della dimensione della automobile come  casa viaggiante ed oggetto di status nelle altre parti di questo articolo che saranno pubblicate oggi.

Le automobili sono quindi ed in estrema sintesi degli spazi di vita che divengono luoghi.

Dato che uno spazio, fisico o temporale che sia, diviene luogo solo se è in grado di generare emozioni allora decliniamo come il design sia generatore di emozioni in una auto.

Nel 2004 la Honda lancia a Bangkok la Honda City configurata come il primo modello in assoluto pensato per i gusti Thailandesi ed in questo modo in un certo senso ufficializza che  la Thailandia sia  entrata nel novero dei paesi ad elevato valore aggiunto di mercato.

Nel 1899 Camille Jenatzy costruisce la prima automobile elettrica di cui potete vedere una foto clickando qui ed era un gioiello meccanico che  andava a 100 chilometri all’ ora.

Una efficace alternativa alla prima macchina con motore a scoppio creata da Gottried Daimler nel 1869.

Poi arrivò la Ford T che era larga 90 centimetri per evitare che i benpensanti la ponessero all’indice dicendo che portava al peccato consentendo di fare sesso nei sedili posteriori.

Ma non certo per coincidenza era altra 2 metri e quindi si poteva comodamente fare sesso seduti.

E poi la Ford T creò quella che oggi è ancora la più grande azienda produttrice di carbonella come derivato dalle produzione.

In che senso? Le ruote avevano i raggi in legno e qualcuno suggerì ad Henry Ford di usare il legno degli scarti di lavorazione per creare carbonella che poi sarebbe stata regalata in sacchi da 50 chilogrammi agli acquirenti di Ford T.

La carbonella si usa per le grigliate e questo incentivava a prendere la macchina per fare una scampagnata fuori città.

Ed alla fine sia il potere fase sesso seduti nei sedili posteriori che andare a fare una grigliata in campagna  tutto contribuì, ovviamente insieme ad altro, a creare la dimensione  e la società del tempo libero moderna.

Ma per capire il senso del design per le auto dobbiamo andare ancora più indietro nel tempo.

La ruota è nata circa 6000 anni or sono e subito dopo viene il carro.

Ed è il carro alla base di tutte le evoluzioni concettuali sulla automobile.

Pensiamoci su un attimo.

Dal carro deriva il concetto cardine di pianale da cui quantificare un elemento chiave per un veicolo a quattro ruote come le dimensioni in ordine dell’ interasse piuttosto che il diametro delle ruote.

Ma qui siamo ancora alla meccanica che indubbiamente è bella ed indispensabile ma dove sono le emozioni?

Ovvero la forma che è sostanza  e che chiamiamo design automobilistico.

Jaguar E e chi non si ricorda di Diabolik?

Ferrari 250 GTO e visto che ieri è morto Roger Moore il pensiero non può che andare alla macchina con cui Tony Curtis lo sfidava mentre guidava una Aston Martin DSB V8 a Montecarlo nella serie televisiva ” Attenti a quei 2 “.

Ma anche la Porsche 911 che col nome Carrera ci parla di una leggenda costruita correndo.

E non possono mancare allora Ford Farilane, Cadillac Serie 70  ,Buick Special , Chevrolet Bel Air, DeSoto Fairdome.

Ma anche utilitarie come  la Citroen 2CV, la Renautl 4, la Beetle Volkswagne, la Mini Minor, la Fiat 500.

E per inciso le ultime  tre sono nate come utilitarie per arrivare poi a morire come auto prodotte per rinascere decenni dopo come auto di lusso e style ma ne parleremo più avanti.

Fa pensare e ci ritorneremo in una altra parte di questo articolo.

Sogni nati negli anni ’60 e ’70 ma non corriamo troppo e non bruciamo il senso del nostro viaggio.

Ancora un attimo di pazienza per andare a scavare nel profondo.

Possiamo  individuare 8 momenti chiave nella evoluzione del concetto di auto dalla sua comparsa nel 1869.

Il primo momento  ci parla della automobile come archetipo della forma industriale.

Poi una successiva maturazione progettuale che si consolida nel decennio tra il 1920 ed il 1930.

Questo ci porta alla fase della stilizzazione della idea dinamica che poi confluisce nella fase della concezione plastica della aerodinamica.

Poi arriva dagli Usa lo styling che genera interpretazioni stilistiche dialettiche in Europa e non si può non pensare alla berlina Lancia Flaminia.

Da qui al  fervore concettuale degli ani 60 e 70 alla legittimazione estetica del design che da allora viviamo ancora oggi e che ha la sua punta estrema nell’ interior design di Audi come vedremo più avanti.

Ma possiamo vedere questo processo nato 148 anni or sono come un qualcosa di ben più profondo ed emozionale.

Ovvero come la interazione tra la automobile e chi la guida.

Ed accade allora che le 8 fasi tecniche prima descritte siano ulteriormente sintetizzabili in 4 dimensioni di tipo emozionale nel senso che sono relative alla connubio utente e mezzo.

La dimensione funzionale che è la dorsale comune dal 1869.

La dimensione tecnica in cui si afferma la automobile come industria e che vede negli anni 30 e negli anni 70 del ventesimo secolo come nel decennio in corso  i momenti più creativi relativamente al conseguimento di un equilibrio funzionale tra scelte tecniche possibili e riduzione dei costi.

E, per inciso, deve fare riflettere che siamo svolte indissolubilmente legate a crisi.

Negli anni ’30 quella della depressione economica, negli anni 70 quella del costo economico del carburante per ragioni geopolitiche ed oggi per la crisi del costo ambientale del carburante fossile.

La dimensione estetica con il continuo adattamento alle condizioni socio-economiche di ogni epoca. Ed in questo contesto si riprende quanto accennato prima per ribadirlo in attesa di parlarne meglio dopo.

Mini Minor, Maggiolone Volkswagen, Fiat 500 sono nate e more come utilitarie per rinascere e vivere decenni dopo come auto si lusso.

La dimensione emozionale in cui la automobile non solo si auto-rappresenta ma si basa sulla esaltazione della sua valenza sia in termini simbolici che di comunicazione.

E qui chiudiamo questo indispensabile approfondimento storico per continuare la analisi in altre due sezioni dato che ripubblichiamo in 3 giorni consecutivi.

Il tutto si innesta in una  ulteriore novita´editoriale di Locglob. In estate ogni giorno affianchiamo ai nuovi articoli che compongono la analisi sull´ argomento del giorno una riedizione di una analisi gia´pubblicata che ha avuto almeno 38000 lettori.

Questo per farvi verificare che le nostre analisi sono valide al passare del tempo.