MAFIONA MAFIA MAFIETTA: cosa vogliamo essere? (3/3 tutti oggi)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

PROBLEMA CULTURALE: Come dice Gherardo Colombo e come scoprì Berlinguer nel PCI la corruzione si accetta quando fa comodo e si critica quando non ci procura benefici.

Dopo 25 anni di guerra civile elettorale in Italia ci ritroviamo ad non essere tanto un paese povero quanto piuttosto un povero paese.

E quindi andiamo oltre le mafie per capire la debolezza strutturale e la ignavia in cui sono diventate “terra di mezzo”.

Ovvero parte della nostra cultura sociale.

Torniamo alla economia.

A chi sorride sulla domanda interna Italiana si ricorda umilmente che l´Italia e´“solo“ il 7. mercato al mondo della Germania surclassando India, Russia, Giappone, Brasile, Emirati Arabi, Turchia, Indonesia.

E questo lo dicono le fonti ufficiali Tedesche e purtroppo è un dato piu´noto in Germania che in Italia e questo dovrebbe far pensare, no?

Il punto chiave della indispensabile premessa storica nelle due parti di questa analisi pubblicate oggi è che, come vedremo al punto due,questo tende a confonderci in merito ad una serie di dimensioni chiave.

Ed in merito alla  confusione sulle dimensioni chiave iniziamo dicendo che come è stato gestito l´art. 18 non aumenta la nostra competitivita´.

Non e´perche´sia piu´facile licenziare che, dalla sera alla mattina, la produttivita´media si innalzi per miracolo. E lo stesso dicasi con la riduzione del cuneo fiscale. La tragedia e´che il differenziale di competitivita´con i  Tedeschi non si abbassa magicamente riducendo il cuneo fiscale.

In una frase: un operaio della Wolkswagen costa di piu´di uno della FCA ma e´piu´competitivo in termini di resa.

Allo stesso modo un agricoltore Francese del Bordeaux costa di piu´ma e´anche e´piu´competitivo di uno Italiano nel produrre vino di altissima qualita´.

Un designer Danese nel fare interior design.

Uno stilista Inglese nel fare fashion e via dicendo.

Le statistiche internazionali e non la „propaganda” sono li´a dimostrarlo.

Ed e´la redditivita´il solo punto di unione virtuoso tra due legittime aspettative: la renumerazione del capitale di chi investe e del lavoro con salari degni di questo nome per chi lavora.

E´ la reddtivita´ che garantisce questo ed ovviamente NON si possono far cadere le colpe su chi, (i lavoratori), colpe non ha in termini di mancate visioni di politica economica

Poi non dimentichiamoci che il Sistema Paese disincentiva.

La Mercedes Benz non e´andata a Detroit quando ha comprato la Chrysler come pure la Renault non si è trasferita a Kanagawa quando ha comprato la Nissan.

Perche´?

Prendiamo FCA e vediamo quanto siano fumo fritto le storielle che ci hanno propinato su  tasse e tutela degli azionisti.

In merito alle tasse qualsiasi studente del secondo anno di universita´puo´spiegare ai Guru che ammantano questa motivazione per FCA che esistono i trattati contro le doppie imposizioni per cui anche restando in Italia il fatturato FCA in Brasile negli USA viene tassato nei paesi dove viene generato e non in Italia.

In merito alla tutela degli azionisti di minoranza l´Italia in tutte le graduatorie internazionali offre una garanzia minore di quella del Lussemburgo e quindi, se questa era la motivazione, che senso ha porre la sede in un paese dove, come azionista di maggioranza,si ha piu´vincoli .

Pertanto invece della vuota retorica sul tricolore ci si dovrebbe interrogare sul perche´in relazione al Sistema Paese. Ovvero in Germania od in Francia si resta, indipendentemente dalle tasse, perche´quei Sistema Paese funzionano!

Ovvio che mettere la testa sotto la sabbia della retorica aiuta gli auto-legittimati che non vogliono porsi in discussione ma non risolve i problemi.

Poi ci aggiungiamo il  Sistema Fiscale che è imbelle contro gli evasori seriali.

 

Per essere chiari viviamo in un mondo dove si stimano in almeno 27 trilioni di dollari le ricchezze che le autorità fiscali dei governi  NON potranno mai piu´recuperare e quindi l´Italia e´in buona quanto sfortunata compagnia.

Pertanto dato che questo povero paese ha disperatamente bisogno di questo denaro per non divenire un paese povero si deve agire diversamente rispetto al solo andare a cercarli in giro per il mondo.

Per farlo non dobbiamo inventarci alcuna nuova legge ma semplicemente estendere l´uso di una gia´esistente dal 1892, ovvero la Legge Rognoni La Torre.

Pensata contro la mafia appena dopo la morte del Generale Dalla Chiesa contiene un articolo che consente di applicare il parametro del possesso ingiustificato di patrimonio.

Ovvero?

La possibilita´di sequestrare quella parte del patrimonio di un sospettato di mafia che non e´giustificabile con il lavoro ufficialmente svolto come pure con i beni denunciati.

Per esempio di potrebbe iniziare ad applicarlo a quegli imprenditori che denunciano un reddito inferiore a quello dei propri dipendenti.

Salvo poi girare con auto di lusso mentre i loro dipendenti che guadagnano di piu´ guidano delle utilitarie… .

A questo punto, a fronte del rischio della confisca permanente, la persona  deve giustificare la fonte del reddito, ovvero deve rendere apparente „il nero“.

Se non lo facesse perderebbe tutto.Un incentivo indiscutibile per portare allo scoperto quanto non denunciato e poi pagarne un 50 per cento di tassazione per riavere il resto.

Il punto e, quindi e nuovamente politico, e chi vuole assumersi il peso di questa proposta a fronte di 13 popolazioni sociali Italiane composte da milioni di persone a cui va bene la situazione attuale?

Nessuno e pertanto ritorna attuale la domanda: Italia povero paese o paese povero?

Solo noi possiamo scegliere cosa vogliamo essere ed a questo punto forse viene da chiedersi se le mafie siano poi veramente percepite un problema o non piuttosto una comoda “terra di mezzo” per troppi.

Come dice Gherardo Colombo e come scoprì Berlinguer nel PCI la corruzione si accetta quando fa comodo e si critica quando non ci procura benefici.

Fa pensare.