Città da Vivere: TORINO E’ VIVA (1/2 tutti e 2 oggi)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Torino è viva e vitale oltrechè una città da vivere in quanto civile.

Non ci lasciamo trascinare nella macelleria mediatica che, cercando audience, fa regolarmente da spalla allo sciacallaggio elettorale in un paese purtroppo bloccato da una sorta di guerra civile elettorale che non finisce mai anche se si vota.

Venerdì parleremo di quanto è successo in Piazza San Carlo di cui non ha colpe la corrente amministrazione mentre invece di colpe morali per la creazione di questa psicosi ne hanno tanti protagonisti sia della macelleria mediatica che del sciacallaggio politico entrambi in perenne ricerca di audience per avere pubblicità o voti.

Oggi torniamo a parlare di Torino nel contesto di “Città da Vivere” e poi alle 17 e 15 parleremo della rinascita di Medellin che non è più una coca-town.

Torniamo a Torino per parlarne a due livelli fondamentali sia per lo sviluppo economico di una città che per quello sociale dato che sono entrambi fondamentali quando imprescindibili.

E lo faremo attuando una analisi di tipo Leverage Cognitive Power basata su 7 pilastri olistici.

Iniziamo da quello economico che è anche analizzabile come esempio di Torino intesa come case history virtuoso per le città Italiane che vogliono connettersi col mondo per sviluppare con risorse globali ben gestite il loro locale.

Un esempio di questo radicamento virtuoso e positivo del locale economico con la economia globale ci viene dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione della Regione Piemonte che è in grado di aprire da Torino un gateway con il mondo.

Interessanti in proposito due eventi nell’ ultimo mese che hanno sinergizzato il mondo con il Piemonte.

Il primo riguarda una vocazione di eccellenza tipica di questa regione che si è concretizzato nel fondamentale aiuto del CEI Piemonte portando 19 aziende al prestigioso PLMA di Amsterdam.

Una fiera che è collegata con altre due gemelle negli USA ed in Cina in cui si ha il polso dei trend per il mercato dei prodotti venduti al pubblico con il marchio del distributore.

Parliamo quindi di produzione OEM in cui il Made in Italy non solo può avere una posizione di tutto rispetto ma che serve anche come test del mercato.

Le 19 Aziende Piemontesi hanno infatti avuto modo di entrare in contatto anche con un mercato Europeo in cui 13 nazioni esprimono mercati in espansione per la produzione OEM.

E se pensiamo che molte di queste Aziende sono poi in grado di produrre col proprio marchio viene naturale e logico che poi useranno la conoscenza dei mercati come produttori per conto terzi per vendere negli stessi mercati il loro marchio.

Non meno importante, anzi per certi versi ancora più strategico il contributo dato dal CEI Piemonte alla internazionalizzazione del Sistema Italia contribuendo ad aiutare la realizzazione di  un investimento Cinese nel settore ferroviario.

Una settore chiave alla luce delle New Silk Roads che coinvolgono 65 nazioni al mondo e che vedono nel treno un elemento di connessione chiave.

Il primo collegamento ferroviario commerciale tra la Cina e la Europa avenne nel 2004 e ci volevano 14 giorni.

Oggi siamo ai treni super veloci che trasportano merci in 3 o 4 giorni come abbiamo analizzato ieri in 3 articoli.

La multinazionale Cinese CRRC, il più grande produttore al mondo di materiale rotabile, ha infatti acquisito il controllo dell’ 80 per cento della Blue Engineering, società di Rivoli specializzata in progettazione e ingegnerizzazione per ogni tipo di veicoli nel settore ferroviario – treni ad alta velocità, trasporto regionale, intercity, metropolitane e tram.

In questo modo il Sistema Italia è entrato anche come produttore nel contesto di questa infrastruttura continentale che è il collante fisico del mondo come Internet lo è nella dimensione digitale.

Un asset fondamentale se pensiamo, ad esempio, agli investimenti per collegare Genova e Trieste alla supply chain globale delle New Silk Roads come pure alle sinergie in Piemonte che possono coinvolgere il rilancio di Savigliano dove ha sede un sito produttivo della Francese Alstom.

Un altro evento non meno importante come capacità locglob, ovvero come creazione di sinergia sostenibile e resiliente tra la economia locale e quella globale, ci viene dalla esperienza di delle Rete EBT che da anni è un volano per selezionate exclusive brands Torinesi.

Una vera costellazione di luxury brands che da 5 anni sono un sistema dedicato all’ export.

Un export che porta Torino nel mondo partendo dalla peculiarità e dalle tradizioni del proprio locale in un processo virtuoso di globalizzazione locglob.

E visto che parliamo di tradizioni locali e quindi di cultura diviene naturale iniziare a parlare anche della dimensione sociale di Torino rilevando la governance di livello della Amministrazione.

Prendiamo quattro esempi che coprono la vita di una città ad ampio spettro agendo concretamente sul disagio sociale, sulla cultura, sulla integrazione proattiva di Torino in Piemonte e sulla mobilità.

Iniziamo con il disagio sociale. Tutti ricordiamo l’ incredibile episodio di Settimo Torinese.

Il Progetto Cicogna è la concreta risposta che quella donna non ha voluto usare come invece hanno fatto altre  dato che ad oggi nel 2017  sono stati cinque i parti in forma anonima e i bambini non riconosciuti,  lo scorso anno erano stati 12, 4 nel 2015 e 8 nel 2014.

Il Progetto Cicogna coinvolge diverse realtà ed è incentrato sul massimo rispetto e tutela della madre e del nascituro.

Le donne sono assistite durante la gravidanza in forma anonima se non hanno deciso in merito alla adozione del nascituro.

Ed anche il parto garantisce l’ anonimato e se entro 20 giorni dalla nascita non riconoscono il nascituro si attiva una procedura di affidamento ed il tutto prevede una stretta collaborazione tra il Comune, le Istituzioni Sanitarie ed il Tribunale dei Minori.

Parlando di cultura è importante che la governance abbia consentito una proroga nella gestione dei servizi in 5 musei che consente alla città una continuità nel servizio a beneficio di un turismo da almeno 6 milioni  di presenze annue come pure della vita culturale dei Torinesi.

Altro esempio virtuoso di governance che esprime come Torino attivi una partnership di tipo win-win con il resto della regione è l’ accordo turistico con le Langhe in cui si sinergizzano i flussi.

Un accordo che ovviamente trae beneficio e beneficia a sua volta di un altro accordo strategico. Quello di Torino con Costa Crociere.

Ci si potrebbe domandare che vantaggi possa portare a Torino dato che non ha il mare?

I vantaggi che sono colti da una governance accurata e che possiamo sintetizzare in almeno 6 benefici per il Made in Torino.

Beneficio 1: dalla Germania , Svizzera ed Austria quando  vanno a Genova per prendere la nave  inseriscono nel pacchetto 1 giornata a Torino oppure quando tornano a casa a fine crociera da Genova si fermano a Torino.

Beneficio 2: durante la sosta a Genova invece di visitare la città un collegamento li porta a Torino

Beneficio 3: almeno 6 milioni di turisti vanno a Torino ed avendo una settimana possono pensare di fare 3  o 4 giorni  in città ed il resto facendo una breve crociera da Genova.

Beneficio 4: il turismo business è sempre più importante e si possono creare sinergie col Mediterraneo, come? Dopo una fiera, un convegno, una business mission che porta a visitare le industrie e le università di Torino perchè non continuare in una location come una nave da crociera in cui esistono anche le strutture per i meeting?

Beneficio 5: Langhe – Torino – Mediterraneo  e magari per

Beneficio 6: per godere in una notte e due giorni di cucina gourmet con Made in Langhe e Made in Torino.

E via dicendo.

E come ultimo esempio parliamo della mobilità con la approvazione di un piano triennale che finalmente ha trovato le risorse per garantire i servizi minimi anche alle troppo spesso dimenticate zone periferiche.

Torino quindi come esempio di governance viva come dimostra la seguente analisi di tipo Leverage Cognitive Power  del Progetto Cicogna.

Il tutto inizia con la fase emozionale del contatto, ovvero il conoscere, il “toccare” la governance da parte dei Cittadini

Per questo momento è fondamentale  che il servizio sia conosciuto e tutte le strutture adibite  in questo hanno fatto quello che dovevano e devono fa

Poi segue quella emozionale della connessione , ovvero il sentire la governance come presente.

Il Progetto Cicogna è stato compreso e creduto come vediamo dai casi in cui delle donne si sono rivolte ad esso ed in questo modo altre due variabili  olistiche sono state rispettate.

A questo punto la dimensione emozionale della condivisione, ovvero il percepire la governance come la soluzione cercata ed il tutto si sviluppa con la variabile olistica dell’ avere “comprato” il servizio gratuito usufruendone come pure con il suo essere confermato essendo usato più volte da diverse donne.

Infine la fiducia nella governance ha fatto si che abbia battuto nella maggioranza dei casi la “concorrenza” di altre soluzioni come quella tragica in Settimo Torinese.

E quindi sia accettato nella Comunità sociale della città.

Relativamente agli altri esempi le implicazioni delle 3 dimensioni emozionali, (contatto, connessione e condivisione), nelle 7 variabili olistiche, (conosciuto, capito, creduto, comprato, confermato, concorrenza, comunità), della analisi Leverage Cognitive Power  quando si parla di accordi strategici come quello con le Langhe e Costa Crociere piuttosto che del consentire che 5 musei restino aperti come pure che vi sia mobilità nelle periferie sono ampiamente soddisfatte nei termini di una governance virtuosa da prendersi come modello.

Nota Editoriale

LocGlob analizza ogni giorno più di 12000 fonti tutti partisan selezionate da un infoaggregatore unico al mondo, Inputrends,che ne monitora 80000.

Abbiamo pensato ad un approccio nuovo sulla scena informativa mondiale offrendo ogni giorno un approfondimento con una analisi che pubblichiamo nel corso della giornata in 2 o 3 episodi.

Ogni giorno iniziamo alle 12.e 15 per poi pubblicare il secondo episodio alle 17 e 15 se se ve ne fosse un terzo alle 20 e 30.

Questo perchè siamo consci che il vero potere non risieda nella informazione ma nella comprensione delle cose.