Città da Vivere: MEDELLIN COME ESEMPIO DI RISCATTO PER LE CITTA’ ITALIANE AD ELEVATO CONTROLLO CRIMINALE (2/2 pubblicati tutti oggi)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Bang bang e sniff sniff!

Ovvero armi e cocaina.

Queste erano le parole che per troppo tempo erano associate a Medellin  quando era una delle città più pericolose del pianeta.

Era il tempo di Pablo Escobar e del cartello di Medellin in guerra con quello di Cali per il controllo della cocaina ed entrambi in guerra con la parte del governo Colombiano che non riuscivano a comprare o ad intimidire.

Nel primo dei 2 articoli sulle Città da Vivere abbiamo parlato di Torino ed adesso parliamo di Medellin che oggi è una altra città ed è per questo che ne parliamo nel contesto di Città da Vivere dove analizziamo le 296 città al mondo che sono il centro di altrettante ed equivalenti forme di modernità.

Abbiamo la abitudine di datare tutto ed allora usiamo una data che ha un senso almeno nella percezione collettiva ed è il 2013 quando fu definito la più innovativa città al mondo dal prestigioso Urban Land Institute.

Ma tutto ovviamente iniziò anni prima grazie ad una oculata pianificazione che travalicò diverse amministrazioni di vario orientamento politico che ebbero la saggia accortezza di comprendere che il lavoro non poteva essere interrotto ma solo continuato e potenziato.

Il tutto portò quindi al riconoscimento del 2013 e con esso anche al cambiamento della percezione collettiva sulla città.

Non più bang bang e sniff sniff ma una città moderna ed integrata nel circuito delle città che hanno qualcosa da dire come esempio virtuoso.

La lezione di Medellin è utile in Italia dove  troppe aree metropolitane sono ancora  bang bang e sniff sniff.

Il giorno che a Scampia faranno una soap opera sarà migliore di quello di quando hanno girato Gomorra. E lo stesso dicasi del Quartiere ZEN o di aree degradate nel resto d’Italia.

Medellin ci è riuscita e quindi non esistono alibi di sorta. Il crimine organizzato di questa città non era meno potente, ricco e bestiale della  camorre e mafie  nostrane.

Ma loro ci sono riusciti e lo hanno fatto in un paese come la Colombia dove vi era una guerra civile di fatto tra il crimine ed il resto del paese ed in una nazione molto meno ricca del nostro paese.

Detto questo torniamo a vedere la città.

Interessante è parlare di E-Gewn, ovvero di una area verde in cui si innesta un polo universitario con un inizio problematico che ora si sviluppa grazie  all’ autofinanziamento cittadino che vede il pubblico ed il privato cooperare.

In Medellin infatti è molto forte il coinvolgimento della locale imprenditoria che, indipendentemente dalla dimensione, supporta opere sociali e di riqualificazione. Dal finanziare il recupero di una piccola area verde quello di una scuola.

Altro esempio è la lavorazione dei rifiuti che ha portato la città a porsi nelle condizioni di vendere un riciclato a più alto valore aggiunto rispetto alla normale spazzatura non trattata.

Purtroppo una sensazione di stanchezza sembra proprio colpire alcune istituzioni chiave come la Camera di Commercio i cui comunicati stampa non solo sono solo in spagnolo ma si fermano al 2013.

Ma forse la spiegazione è altra ed è relativa al fatto che le burocrazie si autoalimentano ed avendo per loro conto un budget di cui de facto non rendono mai pienamente conto si possono permettere di vivere nel loro beato mondo parallelo.

Ovviamente non si è stati una delle più innovative città al mondo grazie alle burocrazie di questo tipo ma grazie alla voglia di riscatto delle Persone.

Ed è questa energia che ha creato uno dei più innovativi techno-hub del sud america.

Da un lato lo sforzo infrastrutturale dei vari governi locali che si sono succeduti nel tempo e dall’ altro la creazione di un contesto sociale favorevole al business che ha generato un ambiente bilinguistico sono in estrema sintesi le cause del successo.

In due parole: corerenza ed apertura mentale.

Elementi chiave per continuare a fronte di recenti rovesci nel trend come il fatto, ad esempio, che Heweltt-Packard abbia chiuso lasciando a casa migliaia di persone.

Un qualcosa che certamente da solo il fatto di inserire la città nel progetto internet.org di FaceBook non risolve ma il fatto che questo sia avvenuto dimostra anche che il Dna sociale è imbevuto di voglia di reagire e di non essere pessimista rispetto al futuro.

Qui nessuno si è aspettato nulla da un governo debole, relativamente povero e corrotto e ci sono riusciti.

Come mai in Italia che non accadono queste cose?

Viene il sospetto che non si sia un paese povero ma bensì un povero paese.

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