IL TRENO CHE TOGLIE LAVORO: LA DEBOLEZZA DEL COSTRUTTO (2/3 tutti pubblicati oggi)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Nella prima parte della analisi sulla attivazione del collegamento ferroviario London – Beijing abbiamo analizzato come questo potenziamento della logistica mondiale possa impattare sulla dimensione privata della economia.

Ovvero sul business e sulla occupazione. Oggi analizziamo le conseguenze della dimensione geopolitica.

Quanto analizziamo oggi è relativo alla resilienza di questa infrastruttura. Ovvero alla capacità di garantirne la sicurezza e la tenuta in caso di attacchi.

Quando parliamo di logistica la politica internazionale si concretizza nelle seguenti 3 dimensioni.

La dimensione dei trattati internazionali che consente il passaggio negli snodi logistici dai porti a quelli autostradali.

Poi la dimensione legislativa interna che consente di omologare  gli standard internazionali in merito. Dal passo dei binari fino alle certificazioni uguali in tutto il mondo.

Ed infine, anche se viene data troppo per scontata, la dimensione relativa alla sicurezza garantita.

Viviamo in un mondo in cui i governi da circa due decenni hanno iniziato ad emettere nuovamente licenze per la guerra corsara in mare. Ovvero per quella contro i pirati.

I corsari del ventunesimo secolo al pari di quelli dei secoli passati a cui siamo abituati sono degli imprenditori privati che si occupano di sicurezza.

Questo esempio ci porta a capire immediatamente quanto sia importante la sicurezza.

Al contrario di quello che pensano gli esegeti della connessione globale da logistica gli stati sono ancora la chiave di tutto e lo possiamo capire con tre esempi tra i tanti.

Ma prima una piccola parentesi per cogliere quando quanto sia geopoliticamente pericolosissimo il non aver capito la natura della globalizzazione che è nata nel quarto millennio avanti Cristo con il network delle megalopoli Mesopotamiche.

E non meno pericoloso  la  superficialità nel pensare che possa esistere un “mitologico” mondo cosmopolita senza considerare non solo gli stati ma anche la forza del locale espresso da ogni territorio.

In questo modo si commette il tragico  errore di vivere nella illusione di un mondo Glocal,ovvero un mondo in cui tutto dal globale va nel locale, quando invece e per fortuna viviamo in un mondo che è LocGlob. Ovvero un mondo dove tutto nasce nel locale e poi si diffonde.

A questo punto elenchiamo i tre esempi tra i tanti possibili.

Esempio 1 in Medio Oriente.

la conquista di Mousul in Irak e gli accordi per la Siria ci dimostreranno che Dasch non è un problema religioso ma la risultante della fine di un secolo di dominio Arabo-sunnita nella regione. Un dominio che è seguito a secoli di dominazione Ottomano-sunnita. Dominazioni,quella Ottomana e quella Araba,che hanno sempre avuto come avversario quella Perso-sciita una volta incarnata da un impero come quello Persiano ed oggi dalla Repubblica Iraniana che ad esso si sovrappone.

Pertanto il futuro saranno nuove guerre e tensioni per ridefinire i confini creati dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Confini su base etniche che ci parlano di Kurdiland, Drusiland, Sciitiland, Sunnitiland. Ovvero uno scontro etnico-politico per il territorio per creare dei nuovi mini-stati e non uno su base religiosa.

Oggi in Medio Oriente abbiamo delle infrastrutture nella forma di un canale navigabile in Irak che prende acqua del Tigri e dall’ Eufrate e che è incompleto al momento, di quella delle pipeline come pure delle dorsali ferroviarie risalenti agli Ottomani. Ed abbiamo pure agli estremi di questa area del Great Middle East anche due realtà di eccezione destinate ad essere il volano della regione: Israele e gli Emirati Arabi Uniti.

Ma se gli stati non possono esistere pacificamente tutto questo è pura teoria.

Il futuro degli assetti politici con le mappe ridisegnate per creare nuovi stati etnici sarà garantito anche in buona parte dal denaro che si genera quando questi stati si integrano nella logistica globale.

Esempio 2 nel Mare del Sud Est Asia

I Cinesi stanno generando una rivoluzione geopolitica relativamente al diritto internazionale marittimo.

Stanno costruendo una isola artificiale di novanta miglia quadrate. Lo scopo è di usare questa isola come territorio marino Cinese e da qui ampliare i confini marittimi che sono causa di dispute territoriali coi paesi limitrofi. Nel luglio 2016 una sentenza di una corte internazionale ha dato ragione alla Cina in merito al diritto di costruire questa isola e gli USA hanno accettato il verdetto.

Attenzione un verdetto che dice che la Cina può costruire questa isola ma che non dice nulla in merito alle conseguenze territoriali, ovvero al fatto che la Cina poi reclamerà come sue acque territoriali uno spazio di mare di 400 miglia quadrate.

La isola in questione sarà divisa in due aree. Una militare in cui i Cinesi dispiegheranno dei missili anti-nave per interdire le portaerei Americane. Ed una civile con un regime di Free Trade Zone con un porto ed aereoporto che diverrà uno snodo della catena logistica mondiale.

Ancora una volta sono gli stati a fare la differenza ed in questo caso stiamo assistendo ad un evento politico rivoluzionario come la creazione artificiale di territori.

Esempio 3 il cannone magnetico Americano

La logistica del pianeta come pure la sicurezza dei cavi intercontinentali in cui passa il traffico telefonico è garantita da un network di circa 1000 basi Americane.

In queste basi operano tutti dagli Iraniani ai Venezuelani anche se ovviamente certe cose non vengono dette dato che ufficialmente questi paesi erano o sono in contrasto. Ufficialmente mentre poi nella ufficiosità del preservare i propri interessi nazionali tutti usufruiscono delle basi Americane.

Partiamo da questo dato per meglio capire come impatta geopoliticamente il nuovo cannone magnetico Americano.

Una arma che può sparare da terra come pure da una nave concepita per trasportarlo. Un cannone che ha una gettata di 8000 chilometri e che spara fino a 4 colpi ogni ora. Una arma che può sparare proiettili che possono contenere una ogiva fino a 500 chili di esplosivo ad altissimo potenziale.

In termini geopolitici il punto chiave è che questo cannone consente agli USA di interrompere qualsiasi collegamento logistico senza poter essere fermati.

Nel pratico immaginiamo una testata da 50 chili che non può essere rilevata ed intercettata. Da 8000 chilometri di distanza dal territorio USA o da una nave vengono lanciati 4 proiettili  che colpiscono ponti o moli o piste di atterraggio. Tutto viene riparato ma ci vuole del tempo ed appena riparato in una oretta con altri 4 proiettili il tutto viene nuovamente distrutto. E via dicendo.

Che lezione possiamo quindi trarne?

Chi pensa di essere al sicuro geopoliticamente con questa infrastruttura logistica che non attraversa i mari ha preso un abbaglio colossale.

 

Ed ancora vediamo come sia teoria pura quella di chi pensa che gli stati siano morti.

La sicurezza può essere garantita da un soggetto politico locale, ovvero alla fine della fiera da uno stato.

Nota Editoriale

LocGlob analizza ogni giorno più di 12000 fonti tutti partisan selezionate da un infoaggregatore unico al mondo, Inputrends,che ne monitora 80000.

Abbiamo pensato ad un approccio nuovo sulla scena informativa mondiale offrendo ogni giorno un approfondimento con una analisi che pubblichiamo nel corso della giornata in 2 o 3 episodi.

Ogni giorno iniziamo alle 12.e 15 per poi pubblicare il secondo episodio alle 17 e 15 se se ve ne fosse un terzo alle 20 e 30.

Questo perchè siamo consci che il vero potere non risieda nella informazione ma nella comprensione delle cose.