IL TRENO CHE TOGLIE LAVORO: IMPATTO SULLE SCORTE (1/3 tutti pubblicati oggi)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Il 18 gennaio 2017 è arrivato a Londra il primo treno merci proveniente da Beijing. Trasportava container e camion.

Si tratta del prolungamento del treno super veloce che collega la capitale Cinese a Berlino e si innesta nel quadro delle dorsali fisiche della supply chain mondiale che vanno ben oltre le ” Nuove Vie della Seta”.

Una dorsale logistica che unisce Cina ed Europa senza dovere usare il mare e Londra con questo aggiunge un altro scalo ad un network intercontinentale via treno.

Questa dorsale fisica ovviamente non è la sola dato che è sinergica a quella non meno connettiva che è la dorsale digitale di Internet.

Chi scrive ne ha goduto innestandosi a Monaco di Baviera. Ha preso un ICE,un treno ad alta velocità tedesco, in cui ha incontrato viaggiatori che erano partiti da Londra con un Eurostar per arrivare a Parigi e poi continuare col TGV.

In treno ad alta velocità sono arrivato a Budapest ma  avrei potuto continuare tranquillamente.

Per dove?

Viaggiando di notte fino a Bucarest e poi sempre di notte,ovvero godendomi la città di giorno, poi si può andare ad Istanbul.

Da qui in treno possiamo andare in Iran  ma anche ad Amman per poi arrivare a Medina in Arabia Saudita. Esiste una ferrovia anche per Damasco ma oggi non è usabile per  motivi di guerra.

Ma visto che il treno è comodo ed ha un suo fascino sempre da Istanbul si può iniziare un viaggio che ci porta al Cairo e da lì a Città del Capo.

In buona sostanza semplicemente stiamo parlando di una rete ferroviaria che attraversa i continenti per essere una delle ossature della infrastruttura mondiale della logistica.

Intendendo con logistica il complesso mondo della supply chain globale che rifornisce il pianeta di prodotti. Una dimensione vitale quando complessa che va ben oltre la economia ed il business per essere anche influenzata dalla geopolitica.

Pertanto prendiamo spunto dalla attivazione  della tratta ferroviaria Beijing – London per parlare di logistica in  un articolo in tre puntate.

Oggi parleremo della dimensione geoeconomica attinente alla logistica e nei prossimi due articoli di quella  geopolitica relativa alla sicurezza del network per poi tornare alla dimensione geoeconomica parlando di come impatti sul protezionismo.

Le dorsali fisiche che collegano il mondo consentendo di viaggiare, comunicare e commerciare sono due.

Quella della realtà digitale è Internet e su di essa transitano in forma digitale i flussi che incidono sul reale.

Poi abbiamo quella fisica costituita dai collegamenti navali, aerei, stradali e ferroviari. Ed in questa dorsale transitano in forma fisica i flussi che incidono sul reale.

Stiamo parlando di flussi che incidono sul reale che hanno sia una forma fisica che una digitale dato che da almeno dieci anni la realtà è un dual che si compone di due dimensioni sinergiche che sono la digitale e la fisica.

In questi articoli analizziamo una delle componenti della dorsale di collegamento globale fisica e si tratta dei collegamenti ferroviari.

Nella prima parte di questo articolo abbiamo visto come sia già esistente una struttura ferroviaria che ci consenta di collegare i continenti.

Una struttura in rapida espansione se si considera,ad esempio,che due anni orsono il governo Cinese si era detto disposto a finanziare e costruire un canale sottomarino collegante  Siberia e Alaska. Un progetto che era  stato ben visto dal governo Russo e che ora attira anche l’ attenzione Americana nel contesto dei massici investimenti infrastrutturali pensati dalla amministrazione Trump.

Ovvero e nel pratico esistono sia i soldi che la tecnologia ed il farlo è solo una  decisione geopolitica e ne parleremo nei prossimi articoli.

Partiamo da quanto successo il 18 gennaio con il primo treno merci ad alta velocità che ha collegato la Cina con il Regno Unito.

Che implicazione economica ha per i governi e per il mondo del business?

Questo collegamento consente di ampliare ulteriormente la gestione di tipo just in time. Ovvero di avere le scorte ridotte al minimo dato che si ha una logistica in grado di rifornire velocemente.

Il punto chiave da cui partire è la definizione di questo minimo nelle scorte. Il minimo è collegato al tempo di rifornimento. Nel pratico la azienda Alfa si rifornisce da Beta che impiega 10 giorni lavorativi a produrre quanto Alfa mediamente chiede e poi ha bisogno di un mese per fare arrivare via nave.

Pertanto per il management di Alfa il tempo medio minimo di durata delle scorte è di 6 settimane dato che Beta produce in 2 settimane e poi ha bisogno di 4 per inviare le merci.

Immaginiamo ora che il compratore Alfa sia a Manchester ed il fornitore  Beta sia in Hong Kong.

Dal 18 gennaio il tempo di consegna si riduce a non più di tre giorni. Ovvero il tempo necessario a fare arrivare le merci da Hong Kong allo snodo ferroviario di Beijing e da qui a quello di Berlino da cui viene inoltrato a Londra per poi arrivare in giornata Manchester.

Da questo momento le scorte medie in giacenza di Alfa si riducono dalla quantità di prodotti necessaria a coprire un periodo di 6 settimane a quelle per coprire un periodo di 13 giorni.

Meno scorte in magazzino meno capitale circolante bloccato e quindi più liquidità di cassa per le aziende. Liquidità di cassa che si traduce in un minor bisogno di credito dalle banche.

Ed i giorni necessari sono 2 se ci fermiamo a Berlino.

Pertanto questo sostanziale incremento delle performance della logistica ha un impatto positivo sulla vita aziendale.

Ma non solo questo.

Il fatto che si riduca sostanzialmente il tempo per approvvigionarsi consente anche di ridurre quello di reazione al mutare del mercato. Sia se incrementa in modo inaspettato la domanda di prodotti che per cambiare la filiera di prodotti quando richiesto dal mercato.

Vediamo quindi che nella dimensione della economia collegata al business,ovvero la dimensione privata,si hanno benefici.

Le cose non sono così lineari e positive,ovvero non sono così semplici quando ci spostiamo nella dimensione della economia relativa alla economia politica. Ovvero le conseguenze sociali della economia.

Il fatto di potersi rifornire da fornitori in paesi lontani in un tempo sempre più ridotto ha come logica conseguenza che le aziende sono sempre più invogliate a comprare altrove perchè possono avere le scorte in modalità just in time.

Il rovescio della medaglia è che si comprerà sempre meno nei propri paesi ed in quelli limitrofi con un ovvio calo della occupazione.

Le sole ed uniche produzioni che si salvano da questo trend sono quelle non sostituibili dato il loro alto valore aggiunto.

Torniamo al nostro esempio per capire meglio.

La nostra azienda di Manchester di fronte ad un tempo di consegna che da 4 settimane passa a 4 giorni può pensare di comprare in Cina un componente che prima comprava in Belgio. Ma se in Italia compra un semilavorato ad alto valore tecnologico che non ha equivalente in Cina continuerà a comprare in Italia.

Come vedremo nel secondo articolo dove parleremo di geopolitica il pensare di porre dei dazi non è la risposta come non lo è la svalutazione della moneta in sè stessa e quindi senza pensare ad  una azione politica molto più complessa.

Perchè non è la risposta il pensare di porre dei dazi senza concepire altro in supporto a questa politica?

Per il semplice fatto che se noi poniamo dei dazi alle importazioni gli altri a loro volta li pongono sulle loro importazioni che sono anche il nostro export.

Prendiamo ad esempio  USA e Cina.

Per la Cina gli USA sono sia il primo mercato al mondo in termini di export che il primo fornitore al mondo in termini di import.

Per gli USA la Cina è sia il terzo mercato al mondo dopo Canada e Mexico che il primo fornitore al mondo.

Se gli USA aumentano solo i dazi Cinesi importeranno meno dalla Cina.

Ma a quel punto i Cinesi aumenteranno i dazi sui prodotti Americani ed a loro volta ne importeranno meno.

Gli unici a salvarsi sono i prodotti ad elevato valore aggiunto ed in questo gli USA sono in vantaggio con la Cina.

Ma paesi come il nostro godono di questo vantaggio competitivo in maniera molto ridotta rispetto,per esempio, agli USA od alla Germania o la Francia.

Nota Editoriale

LocGlob analizza ogni giorno più di 12000 fonti tutti partisan selezionate da un infoaggregatore unico al mondo, Inputrends,che ne monitora 80000.

Abbiamo pensato ad un approccio nuovo sulla scena informativa mondiale offrendo ogni giorno un approfondimento con una analisi che pubblichiamo nel corso della giornata in 2 o 3 episodi.

Ogni giorno iniziamo alle 12.e 15 per poi pubblicare il secondo episodio alle 17 e 15 se se ve ne fosse un terzo alle 20 e 30.

Questo perchè siamo consci che il vero potere non risieda nella informazione ma nella comprensione delle cose.