La tecnologia esiste de molto tempo prima di Internet

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Camminiamo nelle nostre strade ed osserviamo una basilica od una cattedrale in nodo da renderci conto che da secoli si dispone della tecnologia per costruire  edifici  che si stagliano nel cielo.

Quindi non per era un problema di tecnologia edilizia che nel passato non si sono costruite  abitazioni di 4 o 5 o più piani ma era un problema di fruibilità.

In che senso di fruibilità? Nel senso che non si disponeva della tecnologia per potare i condomini in quei piani che non fosse quella delle scale.

Questo almeno fino al  1857 quando Otis inventò il primo ascensore. Poi negli anni ’50 del ventesimo secolo Frank Lyod Wright concepì il progetto di un edificio alto un miglio che non fu realizzato dato che non esistevano ascensori in grado di raggiungere quelle altezze.

Almeno fino al 2015 quando la Krupp annunciò di essere in grado di costruire degli ascensori in grado salire oltre un miglio e da quel momento è solo una questione di tempo e qualcuno costruirà un grattacielo alto almeno un miglio.

Ha ragione Rifkin quando dice che la prima rivoluzione industriale è accaduta nel medioevo ma è passata inosservata perchè non ha inciso sulla velocità degli spostamenti. In che senso?

Il primo mulino a vento comparve nel 1185 nello Yorkshire.

E qui si innescò una rivoluzione portò alla diffusione dei mulini ad acqua ed a vento che incrementarono in maniera esponenziale la disponibilità di forza motrice rispetto alla trazione umana ed animale ma ovviamente non ebbero alcuna incidenza sulla capacità di viaggiare più velocemente.

Un dato conferma sia l´importanza che la diffusione di questa 1. Rivoluzione Industriale: alla fine del diciottesimo secolo, (ovvero quando comparve la macchina a vapore), in Europa vi erano piu´di 500000 mulini ad acqua generanti una forza motrice equivalente a quella di 2 milioni e 250000 cavalli o 15 milioni di uomini.

E nello stesso periodo un mulino a vento in media generava 30 cavalli di potenza.

Mentre la seconda rivoluzione industriale,ovvero quella basata sul vapore, ebbe la capacità di incidere sulla velocità dei trasporti grazie ai motori a vapore per le navi ed alle locomotive.

Rivoluzione  basata sull’ uso della energia derivata dal vapore.

Una tecnologia che è a disposizione dell’ umanità dal  primo secolo dopo Cristo dato che la prima macchina a vapore funzionate ed in grado di trasmettere un movimento meccanico fu inventata nel  primo secolo dopo Cristo ed era la Eolipila creata da Erone di Alessandria.

Non ebbe sviluppo dato che in un mondo pieno di schiavi non serviva questa forza motrice. Questo ci introduce al problema che una tecnologia non solo deve essere disponibile ma anche che vi sia la volontà politica di implementarla o di non implementarla.

La prima protesi artificiale di cui si ha  notizia certa è del 479 avanti Cristo ed Erodoto ci dice che i trattava di una gamba impiantata su Egesistrato. Un arto così performante che consentì a questa persona di tornare a combattere.

E la lista  è lunga così lunga da spingerci a parlare con regolarità nella sezione dedicata alla tecnologia di tutto il sapere scientifico pratico che da millenni pervade la nostra vita quotidiana.

I motivi che ci spingono a farlo sono essenzialmente due.

Il primo è legato al fatto che in un mondo dove 600 professori universitari ci dicono che gli studenti non sanno scrivere correttamente e dove circa il 50 percento dei candidati ad un concorso per insegnanti risulta ignorante sulle materie è una vana quanto pericolosa illusione pensare che siamo consci delle nostre origini.

Il mondo è iniziato prima di Internet e non solo questo. Come vedremo in questa rubrica ben prima di internet  era collegato e la globalizzazione è nata nel quarto millennio avanti Cristo con le megalopoli Mesopotamiche che  erano collegate tra di loro. Megalopoli collegate da un flusso di scambi umani , culturali , emozionali ed economici. Ovvero globalizzate partendo dal loro locale.

Essere consci che sia la importanza della tecnologia per le dimensioni non solo economiche ma anche per quelle sociali e culturali è fondamentale.

Come pure lo  è essere consci che la globalizzazione ha assunto diverse forme in 4000 anni e noi stiamo solo e semplicemente vivendo quella più recente che sarà superata dalla prossima forma.

Il secondo motivo non è meno importante e ci aiuta a capire che i problemi relativi alla sostenibilità resilente non sono solo del nostro tempo.

La storia ci insegna che si sono avuti momenti in cui la sostenibilità era in discussione e poi la tecnologia ha mutato le variabili della equazione introducendo sia la soluzione che nuovi problemi potenziali se non si regolamentava lo sviluppo tecnologico.

Un esempio tra i tanti.

Negli anni ’60 del diciannovesimo secolo per costruire un vascello militare od una nave mercantile ci volevano almeno 2000 alberi.

Possiamo immaginare il problema in termini di sostenibilità resilente del futuro con un mondo che non solo chiedeva sempre più navi ma le voleva anche sempre più grandi.

Almeno 2000 alberi per ogni nave significava il tempo per vederli crescere ma anche il terreno per impiantarli come pure il fabbisogno di acqua.

Poi la tecnologia inventò le navi in metallo che andavano a vapore e comparvero durante la guerra civile Americana.

Da quel momento questo incubo in termini di sostenibilità venne meno dato che non servivano più le risorse per  i 2000 alberi per nave.

Ovviamente  poi ci siamo accorti che il carbone era inquinante e questo ci porta a dire che ogni nuova tecnologia se da un lato è una soluzione  da un altro contiene problemi potenziali che richiedono la giusta regolamentazione.

Non è infatti la tecnologia in sè e per sè la soluzione ma il come viene utilizzata per essere resilente e sostenibile e la regolamentazione è sempre e solo un atto politico che non possiamo attendere arrivi dalla tecnologia.

Il passato in questo senso ci può insegnare molto.

Innanzitutto a capire che il tempo ha diverse velocità e non è quello dei post e delle breaking news che incide  sulla nostra vita come abbiamo visto in un altro articolo sulle 5 forze tecnologiche chiave.

Poi ci insegna che le cose non sono nè così nuove  e nè così brutte come troppo catastrofismo interessato viene dicendo.

E che se siamo sopravvissuti a glaciazioni con la tecnologia del Rinascimento ed alla fame ed alla peste con quella del Medioevo possiamo ben sperare nel futuro e vi rimandiamo al primo articolo la settimana prossima dove inizieremo a parlare di queste tecnologie e del loro impatto che  giunge fino ai nostri giorni.