Vaccini: morire o non morire (1/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Partiamo dal fatto inconfutabile che si possa morire non facendo i vaccini come pure che si possa morire facendoli.

Entrambe le cose sono vere come pure è vero che se anche non si muore certe malattie possono generare danni e menomazioni che incidono sulla vita delle Persone.

Lasciamo questo sullo sfondo come premessa di buona fede sul fatto che siamo aperti alle varie dimensioni del problema.

Iniziamo col dire che è vero che i vaccini possono purtroppo uccidere o portare gravi menomazioni ma, ed a questo, punto dobbiamo dire che questa è la eccezione.

Ma iniziamo anche col dire che in un mondo senza vaccini la mortalità infantile da noi era almeno del 25 percento.

Quindi i vaccini possono uccidere ma è una eccezione che ha due cause.

Una prima tragica ragione è statistica nel senso che, purtroppo, ogni X milioni di Persone ne troviamo una il cui organismo reagisce in questo modo.

La seconda e non meno tragica è dovuta ad errori col farmaco.

Errori che possono essere dovuti ad una erronea valutazione dei test precedenti alla commercializzazione come pure alla errata posologia od anche al fatto che se somministrato insieme ad altri vaccini generi dei problemi gravissimi ed, infine, ovviamente la causa può anche essere un mix di quelle sopra indicate.

Quindi consideriamo come fatto inoppugnabile che i vaccini possano creare danni devastanti come pure uccidere.

Allo stesso modo consideriamo come fatto altrettanto inoppugnabile che in un mondo senza vaccini, ovvero agli inizi del diciannovesimo secolo in Italia moriva il 10 percento dei nascituri entro il primo anno ed il 25 percento non arrivava al quarto anno di vita.

Sicuramente altre cause dalla malnutrizione alla mancanza di igiene concorrevano a questa tragedia ma è innegabile che la mancanza di vaccini aveva il suo peso importante.

Lo dimostra il fatto che queste tragiche statistiche sono cambiate quando sono arrivati i vaccini e questo, e lo si ripete per onestà intellettuale, senza nulla togliere agli innegabili benefici di una sempre migliore nutrizione e minore mancanza di igiene.

Una conferma la abbiamo anche ai nostri giorni quando quotidianamente vediamo NGO che chiedono fondi per vaccinare in giro per il mondo. E specularmente vediamo che le statistiche di mortalità migliorano ogni volta che arrivano i vaccini accompagnati da un miglioramento delle condizioni socio-economiche che porta ad una migliore nutrizione ed igiene.

A questo punto fermiamoci un attimo per riprendere partendo da quello che sembrerebbe un dubbio Amletico:

Vaccino o non vaccino?

Od anche:rischiare di uccidere col vaccino od essere certi di salvare col vaccino?

Ma alla fine ci accorgiamo che se poniamo la questione in questi termini come viene normalmente posta facciamo tutti un tragico errore.

Un errore che si basa sul fatto che il problema non siano i vaccini in quanto tali ma gli errori sul modo di impiego.

Capire questo ci porta a capire come implementare la sola soluzione attuabile contro questo rischio da eccezione.

Ovviamente a meno che non si tratti di palese incompetenza o di dolo da manipolazione da parte di una mente malata non possiamo ritenere responsabili i medici ed i paramedici che lo somministrano dato che loro non fanno altro che applicare dei protocolli terapeutici decisi altrove.

Ed è appunto in questo “altrove” che risiede la soluzione, ovvero nel regolamentarlo.

Questo “altrove” ha dei nomi e dei luoghi che sono facilmente identificabili e che sono collegabili a due famiglie di soggetti.

Le case farmaceutiche e gli enti nazionali certificatori dei ministeri della sanità che ne autorizzano l’ utilizzo terapeutico.

La soluzione ci viene dal diritto Americano e si chiama class action.

Le class action esistono anche in Italia ma quelle statunitensi sono migliori.

Nel pratico?

Si tratta di far passare una legge che consenta in maniera agevolata di applicare in Italia delle procedure mutuate dalla norma vigente USA al fine di consentire in maniera poco onerosa, (lo Stato è in automatico parte civile per i cittadini e si provvede ad un fondo per la coperture legali. Fondo che poi, ovviamente , viene di volta in volta  rimpinguato vincendo le cause con il pagamento delle spese dalla parte perdente).

La class action prevista come automatismo consente di portare in giudizio  sia gli Enti Certificatori che le case Farmaceutiche in caso di dolo o colpa grave chiedendo risarcimento sul modello Americano.

Ad esempio, tutti ricordiamo gli 80 miliardi di dollari  di risarcimento per le sigarette, i 5 miliardi di dollari di multa  per turbativa dei mercati , i 14 miliardi di dollari per avere barato sulle emissioni di C02 , i 9 miliardi di dollari  di risarcimento danni per avere truffato sui derivati od il fatto che un risarcimento per falso in bilancio abbia fatto fallire la Arthur Andersen che allora  era “solo” la più grande società di consulenza al mondo.

Di fronte a questo deterrente molte cose cambieranno in meglio.

E questo ci porta a parlare della frontiera della medicina.

Ovvero del fatto che  entro un anno un cittadino Russo con una malattia degenerativa terminale si vedrà tagliare la testa dal corpo per vedersi poi impiantare il corpo di un deceduto.

Un intervento in Russia pagato da un consorzio internazionale di università ed eseguito da una equipe internazionale guidata da un neuro-chirurgo di Torino.

Ne parleremo stasera nella seconda parte di questo articolo.