Storytelling: città che trovano soluzioni (2/3)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Storytelling 2,  New York: gestire la sicurezza collettiva

1- L’ esempio di pratica virtuosa

Parliamo della nuova strategia  della polizia di New York.

 

Dopo gli anni di Giuliani e della “Tolleranza Zero” che fu un successo copiato nel mondo. Si pensi, ad esempio, ai risultati positivi a Cape Town abbiamo una nuova filosofia operativa che può insegnare molto anche ad altre città.

Questa filosofia si basa sulle Five T, ovvero: Trust, Training, Technology, Terrorism, Tackling Crime.

In una Italia dove un magistrato fa armare la sua famiglia ammettendo che il territorio non è coperto e dove un ricercato con un passato militare nei Balcani, ovvero in una guerra bestiale, si muove nelle paludi per andare a nord verso il bacino del Po e qui magari cercare di fuggire. In questa Italia, dicevamo, questa filosofia operativa può essere uno stimolo a riflettere.

Innanzitutto la chiave di ogni rapporto tra le istituzioni ed i Cittadini, ovvero la Fiducia che è espressa da Trust, la prima delle 5T.

La Fiducia nella imparzialità e nella capacità di essere presenti quando e dove serva in maniera tempestiva capendo le situazioni.

E quindi non il semplice invio di agenti armati ma di agenti pensanti in grado di cogliere le sfumature della strada. Dei Flaneur della sicurezza insomma.

Ed è quindi naturale che la seconda T sia Training, ovvero formazione.

Una formazione che quindi, non si limita alle solo alle tecniche di combattimento in ambienti urbani o alle nozioni giuridiche ma che va ben oltre e nel profondo.

Un training che  insegna ad essere anche dei mediatori culturali per capire e discernere l’ uso legittimo della forza come  atto preventivo o repressivo.

E quindi anche Technology, ovvero la tecnologia come supporto per capire dove andare e sopratutto cosa fare.

E poi ci sono le  ultime due “T” e sono quelle che  devono far pensare di più.

“T” come Terrorism e fa pensare.

Siamo abituati ad immaginare il problema  della sicurezza come ad un problema di crimine più o meno organizzato.

Dalle città alla Gotham City dove tutto è corruzione e crimine a  Munchen che con più di un milione e mezzo di abitanti ha solo 4 omicidi all’ anno.

Purtroppo non è più così. Dal perdurare delle stato di emergenza in Francia a quello appena decretato in Egitto il terrorismo è parte della vita della città. Ma in realtà è un crescendo iniziato con le bombe dell’ Ira a Londra o all’ attacco di Mumbai.

Quindi è oramai divenuto routine avere una unità anti-terrorismo come lo è averne una anti droga piuttosto che anti racket o la buoncostume.

Può sembrare cinico ma non lo è e non è nemmeno distopico. E’ resiliente nel senso che la conflittualità politica estremistica urbana sia nella dimensione della realtà digitale che in quella fisica è una costante.

Quindi le forze di polizia si strutturano. Nulla di strano e nuovo se pensiamo che, ad esempio, dal 2015 in Italia ogni cittadina ha un team di pronto intervento del Ministero degli interni.

Da Milano a Cuneo e questo la dice lunga. In Italia fino ad oggi le contromisure hanno funzionato dato che non abbiamo avuto attacchi riusciti.

E le tecniche a New York rispecchiano anche cose che avvengono a Cuneo od a Venezia ma questo non ci deve fare dormire sugli allori dato che a noi mancano le  altre “T” della strategia.

E questo ci porta alla ultima “T” che include un concetto filosofico strategico pregnante e molto importante. ovvero il Tackling Crime.

 

Così importante da fare la differenza.

Si ufficializza il selective targetting. Ovvero il colpire in maniera selettiva influenzando le dinamiche di controllo del territorio del crimine.

Dalla piccola alla criminalità organizzata.

Una dimensione che si attua anche nella lotta al terrorismo e di cui parleremo in futuro in un articolo di strategia nella sezione sulla geopolitica umana.

Un qualcosa che si sospetta accada in Italia ma non in maniera così efficace ed integrata col recupero sociale come a New York e quindi merita una analisi come best case

Il fattore chiave è lo sviluppo di strategie nelle diverse aree metropolitane pensate in collaborazione con gli Abitanti ed ottenendo la loro approvazione.

Quindi non solo e non tanto un più efficace uso della dimensione repressiva ma di una di quella preventiva in quanto integrato con la autorità di quartiere e con la locale società civile.

Uno sforzo collettivo a più livelli sinergici, (cittadini ed istituzioni), di ripresa del territorio dal crimine guidato dai bisogni delle collettività metropolitane locali.

Ed anche in questo caso analizziamo con la innovativa  metodologia Leverage Cognitive Power che si basa su 7 pilastri olistici.

Pilastro 1 Conosciuto: arriva dal basso e quindi si conosce grazie a questo.

Pilastro 2 Compreso: viene comunicato non con il linguaggio che arriva da downtown, dal centro, ma con quello delle persone che parlano alle persone.

Pilastro 3 Creduto: non è tanto o solo il prestigio della polizia e della amministrazione ma quello delle persone che sono leader del locale chiamato Comunità

Pilastro 4 Comprato: ovvero provato. Si testa in un contesto che poi è uno dei problemi del locale chiamato quartiere di New York

Pilastro 5 Confermato: funzione dato che nasce dal locale anche se ha il supporto globale della governance della amministrazione

Pilastro 6 Concorrenza: perchè andare da una polizia privata quando la mia  città lo fa. Quindi? Non trasformare il quartiere in una comunità blindata con i cancelli di accesso quasi fosse un castello medievale. ovvero una delle più di 7000 gate communities negli Usa.

Pilastro 7 Comunità: alla fine cosa è una città? Una comunità di comunità ed i pilastri precedenti hanno creato un universo emozionale condiviso.

E da qui il successo come ha dimostrato questa analisi di tipo Leverage Cognitive Power.

2- Le lezioni ed il mercato per il Made in Italy

La lezione per chi si occupa di comunicazione al fine di creare la narrativa che differenzia una Azienda dalla concorrenza.

Anche in questo caso la lezione cardine è che  è meglio investire in progetti che colleghino la Azienda al territorio, ovvero alla Comunità.

Parliamo di sicurezza, ovvero di un valore assoluto che non si delega a chi non sia percepito come parte integrante di un territorio.

Il Made in Italy di settore è quello delle Aziende che producono soluzioni per la sicurezza e la lezione  è che la Amministrazione di New York non ha imposto dall’ alto ma ha coinvolto la Società Civile per fa accettare le tecnologie come pure la loro esternalizzazione.

Una parte delle infrastrutture sono esternalizzate per ottimizzare i costi e questo aumenta lo spazio del settore privato che da questa referenzialità sul territorio può espandere il suo mercato.

Ovviamente ed ancora anche in questo caso si parla non solo di export ma anche di un mercato interno.

Non passa giorno che le cronache parlino di efferati eventi delittuosi e questo porta ad un mercato di soluzioni per la protezione.

La esperienza  di New York è un esempio che le aziende di settore possono proporre alle Amministrazioni Locali per fare un salto di qualità arrivando ad offrire non solo una soluzione per i singoli ma anche una per le Comunità.