Le Persone fanno le aziende: il carattere e la gestione distinta dalla proprietà (2/2)

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Ieri abbiamo analizzato la dimensione culturale de “I Martini” il secondo saggio romanzato di Piercarlo Ceccarelli.

Culturale nel senso che con la casa editrice  Libreria Utopia Editrice inaugura una nuova collana editoriale, “Libri di Bordo “, in cui la letteratura diviene lo strumento culturale per analizzare la complessità delle dimensioni umane del mondo industriale.

Oggi parliamo delle due dimensioni del mondo imprenditoriale magnificate nel libro di Ceccarelli.

La prima dimensione è universale ed è relativa alle relazioni emozionali tra chi lavora in un’ azienda.

La seconda è tipicamente Italiana ed è relativa al fatto che , anche alla luce delle problematiche del trapasso generazionale, la gestione e la proprietà possano essere anche distinte.

Iniziamo con la prima dimensione che nel romanzo si esprime nella analisi delle dinamiche caratteriali relative all’ essere introverso od estroverso.

Analizzando il significato di introverso e di estroverso nel mondo lavorativo Ceccarelli brillantemente sintetizza la ben più complessa e ricca di sfumature dinamica dell’ impatto del carattere sulla decisioni gestionali.

Partendo da quanto nel romanzo possiamo dire che relativamente alla tipologia caratteriale più idonea per i ruoli manageriali le variabili chiave sono relative ad un profilo di tipo estroverso e ad uno di  tipo introverso.

Ovviamente il carattere di una persona è la risultante della sua storia, ovvero di come  ambiente sociale ed esperienze di vita lo abbiano influenzato.

Quindi è logico pensare che sia una dimensione dinamica che  evolve nel tempo in funzione di queste influenze.

Il carattere, il nostro essere introversi piuttosto che estroversi, diviene la chiave di lettura in base alla quale le mappe mentali con cui definiamo il mondo vengono lette come dati obiettivi e razionali con cui prendiamo le decisioni.

Questo logicamente  se da un lato ci porta a dire che non esiste un carattere migliore o peggiore in sè e per sè, ovvero più o meno idoneo a rivestire ruoli manageriali.

Dall’ altro lato ci consente anche di rilevare che ogni persona, partendo dalle proprie caratteristiche caratteriali, debba riconoscerne i pro ed i contro e, di conseguenza, saperli bilanciare.

Abbiamo detto che il carattere influenza la lettura delle nostre mappe mentali ed in questo modo le nostre reazioni al mondo.

Pertanto una risposta adattiva che Maslow , (usato nel romanzo come riferimento scientifico), definisce come legata al soddisfacimento dei propri bisogni.

Arrivati a questo punto allora il punto chiave è lavorare su se stessi per scardinare tutti gli automatismi caratteriali che se non bilanciati possono essere dannosi in quanto influenzanti in maniera negativa le decisioni.

A questo punto possiamo passare alla seconda dimensione evidenziata nel saggio romanzato di Ceccarelli e che è relativa ad una particolarità del mondo imprenditoriale Italiano anche a fronte della realtà, (a volte problema), del ricambio generazionale.

In una frase il tutto si sintetizza in questo modo: la gestione può, (ed a volte deve), essere distinta dalla proprietà.

Le aziende continuano o non continuano ad esistere in funzione della loro governance.

Ovvero sopravvivono alle sfide del marcato e crescono oppure non ci riescono e portano i bilanci in tribunale o vengono comprate a seconda che abbiano o non abbiano una buona leadership.

Questa leadership deve  incorporare quattro competenze chiave.

La prima è il saper cogliere e poi gestire la innovazione.

La seconda è relativa alla gestione del rischio.

La terza ci porta alla gestione  strutturale in quanto relativa alla capacità di ottimizzare le risorse organizzative di cui si dispone.

La quarta è riconducibile alla prima ed alla seconda e le completa dato che è relativa alla capacità , e non solo alla volontà, di saper cogliere le occasioni.

Gestire il cambiamento significa in buona sostanza non solo volere fare ma  soprattutto sapere fare.

Qui ci premettiamo una parentesi rispetto al contenuto del romanzo per sottolineare che in questa Italia da decenni si scambia la volgarità , la arroganza, la approssimazione e la sciatteria con la creatività.

La creatività è la risultante del combinato disposto di fantasie e competenza.

La competenza ci porta al limite del possibile dato lo stato delle cose e delle conoscenze.

A questo punto la fantasia ci consente di partire dalla conoscenza per spostare oltre il confine del possibile creando qualcosa di creativo.

Chiudiamo ora questa parentesi olistica per tornare a cosa dice Ceccarelli.

Se il perno del tutto è una governance che incorpori le  4 competenze chiave sopra indicate allora il Sistema Italia deve accettare il fatto che sia logico quanto normale aspettarsi che queste competenze non possano trovarsi sempre nella misura necessaria all’ interno della famiglia, ovvero della proprietà.

E quindi che debbano essere cercate altrove  al di fuori della proprietà e questo spiega come sia necessario pensare che la gestione possa non essere in mano alla proprietà.

Una proprietà illuminata che da un lato nel contesto del consiglio di amministrazione continua ovviamente e legittimamente a controllare sulla preservazione  dei propri interessi rispetto a chi ha in mano la governance mentre dall’altro delega a chi sa fare la gestione.

Un qualcosa che in Italia è percepito ancora come una sfida culturale se non come un vero e proprio taboo ma che è la norma in giro per il mondo.

“I Martini ” è un saggio romanzato che  è riconducibile alla dimensione della cultura più che a quello della saggistica sulla gestione strategica in quanto, come abbiamo evidenziato nella prima parte di questo articolo, con uno stile divulgativo quanto colto  ci apre gli occhi su un mondo che leggiamo troppo spesso attraverso le lenti delle strabismo stereotipizzato di troppi.

Le aziende sono fatte di persone emozionalmente coinvolte come noi ed è questa la lezione chiave che dobbiamo capire

Nota Editoriale:

Oggi,come ogni giorno, pubblicheremo altri due articoli alle 15.30 ed alle 18.00. Parleremo alternando gli argomenti di economia positiva, geopolitica umana, turismo eclettico, food intelligente , fashion e design sostenibile, arte e cultura. Con orgoglio Vi informiamo sul fatto che  5 nostre rubriche sono numero al mondo nei loro settori tematici.