Napoli 01

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Le città sono delle tele che si riscrivono in continuazione per diversi motivi.

Un motivo è che le persone sono sempre più simili al presente che ad uno dei passati che ci raffiguriamo consci che il futuro è sempre tempo preso in prestito al presente.

Tele che si apprezzano se si viaggia come Flaneur,ovvero assaporando la giungla urbana.

Le città sono punti sociali chiamati luoghi collegati tra di loro e col mondo essendo alla fine da almeno 4000 anni quello che Isaak Asimov definì come la prima realtà virtuale della storia.

I luoghi sono spazi che diventano tali perchè generano una emozione legata ad una funzione di vita.

E le funzioni di vita sono tante e non importa definirle e restiamo fermi ai luoghi.

E se i luoghi perdono tale funzioni cosa diventano?

Tornano ad essere spazi,ovvero vuoti,o divengono non-luoghi cioè dimensioni sospese nella ecologia urbana in cerca di un nuovo destino.

O meglio realtà che divengono potenzialità per finire poi per essere dimenticate e quindi perse.

Un modo per attraversare una città come Flanuer è quella di andare nei punti focali reali in potenza chiamati non-luoghi.

Oggi parliamo di Napoli e delle identità potenziali di questi suoi punti focali.

Ma prima una parentesi che ci trasla nel mondo della musica.

Napoli come blues e jazz e contaminazioni che,ad esempio,si chiamano Tulio Depiscopo oppure Pino Daniele.

Contaminazioni, ma come contaminazioni?

Passeggiando per strada con un pianista intinerante che  era in nomadismo musicale a Cuneo dove suonava per strada mi venne in mente che il blues a Napoli è tributario alla Nato.

Come alla Nato?

Napoli è sede della Sesta Flotta ovvero da decenni migliaia di Americani che nel loro tempo libero volevano la loro musica ed andavano  in luoghi per cercarla e suonarla.

E suonandola incrociavano i talenti locali e da qui le origini.

Un qualcosa che il pianista trovò plausibile come pure che allora Verona e Pisa persero questa occasione che invece Napoli colse.

Se fa sorridere ricordiamoci che le prime burgherie si aprirono decenni orsono a Verona, Pisa e Napoli perchè vi erano le basi Nato,ovvero il mercato.

Ma anche  che il primo pub Italiano,il Rose and Crown, nacque a Rimini nel 1966 perchè allora vi erano centinaia di militari Inglesi presso il locale  aereoporto militare. Militari che  cercavano un pub come a Milano la cotoletta alla Milanese fu importata per soddisfare gli Austriaci della amministrazione imperiale che avevano nostalgia di un piatto tipico di Vienna.

Ma torniamo a Napoli e questa contaminazione  da blues è un esempio di spazi che divengono luoghi.

Musica.

Pensiamo a 3 canzoni che definiscano Napoli e ci viene in mente la Tarantella, O Sole Mio e Funiculì Funiculà.

Funiculì e Funiculà fu pensata per celebrare nel 1890 la inaugurazione della prima funicolare in Europa. La funicolare del Vesuvio che il Vesuvio nel 1943 con una eruzione  bloccò e da allora è divenuta un non luogo dato che non si utilizza.   In attesa di divenire luogo.

Poi ci trasportiamo all’ Albergo dei Poveri che nel settecento era uno dei palazzi più grandi in Europa ed oggi è un nulla chiamato non-luogo.

O le gallerie  sotterranee nate per scopi militari nel diciannovesimo secolo e che oggi i Napoletani si stanno riprendendo riempiendole di contaminazioni culturali che attraggono turisti e con essi si alimentano economicamente.

Un non-luogo che torna a essere luogo.

Come un gioiello di competenza nell’ allevamento. O almeno era tale nel settecento e si chiama Reggia di Carditello che nel ventesimo secolo è divenuto luogo abbandonato confinante con una discarica.

Napoli e non-luoghi e parleremo di non-luoghi di altre città ma torniamo a Napoli.

Napoli è ovviamente altro ed oltre ed è ricca di luoghi.

Ma pensare ai non-luoghi serve a far si che le ombre della tela rendano più forti le luci pensando a quello che in potenza rischia di sparire invece che di diventare.

Viaggiare nel turismo dei non-luoghi completa il viaggio nei luoghi come un Tao della comprensione.

Ma non solo questo dato se li si visita allora rinasce un interesse per loro e questo  agisce da facilitatore al loro ritornare luoghi, centri della ecologia urbana.

Ovvero turismo eclettico.