Dal 2016 tecnologia contro lo sfruttamento sul lavoro NON usata in Italia

(NOTA: per un corretto ascolto si consiglia di utilizzare Google Chrome)

Non passa mese se non settimana che non si abbia notizie di incidenti mortali come pure di condizioni di lavoro non etiche in paesi che si caratterizzano per una manodopera a basso costo. Il danno conseguente in termini di immagine per le Aziende è sempre notevole e sempre più difficile da gestire in un mondo che, giustamente,richiede standard etici sempre più  elevati. Ma come controllare il fornitore? La californiana LaborVoice ha trovato la soluzione

Cosa e’ stato innovato nel 2016 ?

Laborvoice ha semplicemente rivoluzionato le relazioni tra dipendenti e datore di lavoro producendo una tecnologia che consente a chi lavora di bypassare il proprio datore di lavoro ed informare il contraente la produzione del proprio benessere o malessere sul posto di lavoro.

Il prodotto si chiama ” Glassdoor for retail workers in developing countries”,(GRWDC),e consente all’ Azienda che ha un contratto con un fornitore di monitorare le condizioni della forza lavoro del medesimo per essere sicura che  siano rispettati una serie di fondamentali ed imprescindibili fattori.

Fattori quali gli orari di lavoro o le condizioni dell’ ambiente ma anche la regolarità nel pagamento dei salari.

GRWDC consente di raccogliere una serie di informazioni che consentono al contraente di una commessa di avere le seguenti informazioni chiave sul rispetto delle condizioni di lavoro.

Il  creare un sistema di allarme in grado di informare sull’ esistenza dei problemi al loro sorgere,(early warning,EW)

La creazione di un un sistema di gestione delle lamentele della forza lavoro,(grievance management system,GMS)

La definizione ed il monitoraggio di parametri chiave sul posto di lavoro,( benchmark working conditions,BWC)

Il dipendente può contattare in maniera anonima per email come pure con un telefono cellulare chiamando gratuitamente un centro in cui i dati vengono raccolti e da qui l’ Azienda contraente ha un monitoraggio in tempo reale delle condizioni di lavoro presso il produttore localizzato in un’ altra nazione.

Il tutto rigorosamente anonimo.

Perche’ queste tecnologia ha successo?

Tutti noi ricordiamo la morte di 1129 lavoratori tessili in una fabbrica di otto piani andata a fuoco nel 2013 in Bangladesh.Il tutto a causa di condizioni ambientali insicure.

Ricordiamo anche quando tre anni orsono i clienti di una nota catena distributiva Tedesca trovarono nei vestiti che andavano a provare nei negozi in Germania dei messaggi con richieste di aiuto lasciati dai dipendenti disperati per le condizioni di lavoro.

E la lista può continuare a lungo, troppo a lungo. Una giusta responsabilizzazione da parte dei Clienti in tutto il mondo richiede che le Brand producano in maniera etica rispettando sia l’ ambiente che le condizioni di lavoro.

Il problema nasce quando le produzioni sono affidate a terzi,(contractors e sub-contractros). A quel punto un monitoraggio delle reali condizioni di lavoro quando la visita agli impianti è finita diviene problematico.

Ed il rischio è quello che poi accada una tragedia e la Brand si trovi associata a quel Contractor ed a quell’ evento.

In questo modo anni di investimenti per differenziarsi dai concorrenti, per creare un senso di fiducia nei clienti e per costruirsi una reputazione di Azienda con elevati standard etici vanno in fumo.

La soluzione prodotta da  LaborVoice consente di risolverli attivando un canale diretto tra la forza lavoro del Contractor come pure del Subcontractor con la Brand.

A questo punto chi produce sa che non può imbrogliare relativamente al rispetto degli standard etici ed il problema viene meno.

Inoltre LaborVoice può divenire anche una soluzione che rafforza la creazione dell’ immagine della Brand rispetto alla concorrenza?

Come?

Semplicemente il far conoscere che lo si usa pone l’ Azienda un passo avanti rispetto a chi non lo fa. Anche quando poi gli altri copieranno perchè costretti. Ed in quanto costretti chi si muoverà per primo accumulerà in termini di immagine percepita dei vantaggi immensi. Questo perché lo ha  fatto come deliberata scelta etica e non costretto né dalla legge e né dal rincorrere la concorrenza.

Ma questo non avviene in Italia.

Da un lato il corporativismo sindacale che non vuole ammettere che possa esistere una tecnologia che possa arrivare dove loro non arrivano.

Dall’ altro una classe intellettuale e politica che ci fa la figura  dei novellini quando parla e sparla di lavoro ma non concretizza mai nulla.

Ed anche una imprenditoria miope se, ad esempio, accade che nelle Langhe i Francesi possano svillaneggiare le locali eccellenze vinicole mostrando le foto del caporalato durante la vendemmia e su questo abbiamo parlato in un altro articolo che trovate qui.

Il risultato è che di questa tecnologia per  difendere gli interessi ed il prestigio autoreferenziale di troppi non si parla e non se ne parla volutamente.

Immaginiamo di poter disporre di questa tecnologia quando subiamo del mobbing, quando abusano con il rinnovo di contrattini vari a progetto o con il pagamento con voucher e via dicendo.

Immaginiamo di poterla usare insieme agli altri per difenderci per ogni abuso.

Già immaginiamo dato che in Italia chi ci dovrebbe difendere non ne parla dato che lederebbe il suo potere , prestigio e pecunia.

Possiamo iniziare questa rivolta, questo uprising  sostenibile ,resiliente e civile?

Parlarne nel contesto dei referendum aiuta ma qualcuno ha interesse a non farlo per non perderci in autoreferenzialità ed autolegittimazione.

Chi ci perde siamo sempre noi

Post Scriptum:

ovviamente parliamo di tecnologia e non di un produttore e quindi la idea che  vogliamo far passare è semplicemente quella di ADOTTARE questa tecnologia MA NON necessariamente questo produttore ma chiunque ne offra di simile.

Nota Editoriale:

Oggi, come ogni giorno, pubblicheremo altri due articoli alle 15.30 ed alle 18.00. Parleremo alternando gli argomenti di economia positiva, geopolitica umana, turismo eclettico, food intelligente , fashion e design sostenibile, arte e cultura. Con orgoglio Vi informiamo che 5 nostre rubriche sono numero al mondo nei loro settori tematici. 

ore 15.30  Tecnologia sostenibile

ore 18  Terrorismo e Terrore, una battaglia culturale